A Regnos altos no mi so' 'idu nemmanku deo!
Apo rezidu fintzas a sas tres e a de poska 'ndhe so' rutu a fundh'a susu!
....butadas meda in s'Iskala 'e sa Rosa!
e tue ghirau ti ke ses?
A Regnos altos no mi so' 'idu nemmanku deo!
Apo rezidu fintzas a sas tres e a de poska 'ndhe so' rutu a fundh'a susu!
....butadas meda in s'Iskala 'e sa Rosa!
e tue ghirau ti ke ses?


E' raro e difficile concordare in questo modo. Arkimąstru, poi, dimostra una competenza non comune e certamente professionale.Originariamente Scritto da [B
Quell'edificio di Badas sta ottenendo ancora una volta consensi, nonostante l'inerzia e l'incuria dei nostri attuali (e passati) amministratori.
Da parte mia, anche in altra sede, ho tentato di ricordare i meriti sanitari e sociali del prof. Antonio Cabitza. Fu lui a portare l'ortopedia in Sardegna e nella nostra Universitą. Fu lui tra i primi, nell'ultimo dopoguerra, assiene al prof. Didaco Cossu, a studiare e a scrivere la nostra storia della medicina.
Certo, non sarebbe opportuno "farci una beauty farm.. sarebbe snaturare la struttura! " ma non sarebbe improponibile la destinazione suggerita da arkimąstru oppure un museo del Mediterraneo, oppure un ostello della gioventł, oppure un centro per la riabilitazione, oppure...altro, purché non ci colgano alla sprovvista, come accade spesso.
Saluti.
Med.


Questa mi pare una buona notizia:
Cagliari - L'ex Ospedale Marino puņ essere ripristinato, l'unica condizione č rispettare il paesaggio del litorale cagliaritano. Cosģ, la giunta regionale ha approvato il disciplinare di gara per la concessione in uso ''per finalitą turistiche ricreative'', per la durata di 50 anni, dell'ex Ospedale Marino, nel lungomare del Poetto. Si tratta dell'edificio di architettura razionalista costruito in epoca fascista proprio sulla spiaggia del Poetto, č un immobile di proprietą del Demanio Marittimo, sul quale era intervenuta anche la Corte dei Conti, chiedendo alla Regione di rendere produttivo l'insediamento.
La giunta regionale, su proposta dell'assessore agli Enti Locali e Urbanistica, aveva gią provveduto ad avviare un percorso, con un bando nel quale si chiedevano alle imprese manifestazioni di interesse, concernente l’esame di una ipotesi di valorizzazione dell’immobile. Sono emerse da parte di quasi tutti i partecipanti, proposte di intervento sostanzialmente residenziali, volte all'utilizzo del fabbricato per finalitą di carattere alberghiero-ricettivo. Considerato il delicato equilibrio ambientale e paesaggistico di questa parte importante del litorale cagliaritano, la giunta ha ritenuto di dover orientare le scelte di valorizzazione verso destinazioni turistiche non residenziali, volte alla creazione di centri di servizi per le persone capaci di incrementare l’offerta e l'attivitą turistica e la qualitą dei servizi ai cittadini dell’area Cagliaritana durante l'intero corso dell'anno. "Nell'ambito della gara verranno pertanto privilegiate le proposte che prevedano destinazioni d'uso legate alla cura, al benessere ed ai servizi alla persona, attraverso interventi di ristrutturazione architettonica e funzionale del fabbricato principale e la demolizione di tutte le pertinenze limitrofe allo stesso".
Filippina Bubbo




La costruzione risale a un periodo in cui ogni Comune disponeva di rigidissimi Piani Urbanistici che prescrivevano di seguire solo ed esclusivamente un determinato tipo di stile nel rispetto dell'ambiente circostante, pena severissime multe o addirittura la galera! Naturalmente a questi piani lavoravano architetti di tutto rispetto.
Dalla fine degli anni sessanta (ma cominciando dagli anni 50) i piani urbanistici restano sulla carta per far spazio a dei terroristi palazzinari senza altra coscienza che non sia stata quella della nuda speculazione.
Non parlo degli abusi privati tollerati, insabbiati e condonati dalle varie amministrazioni che hanno fatto di paesi e cittą un tempo bellissime una vetrina dell'obbrobrio!
Dispiace dirlo ma č cosģ....
il famoso bum economico che ci ha fatto tutti italiani!
<< eh! e kie bi pensiat innanti a difendere sa limba o sa cultura sarda, tenimis famene e no k'aiat tribagliu >>
e po kussu sikomente amos baratadu s'anima kun su dimoniu komo semus kena limba, kena kurtura e kena tribagliu!!!
p.s.: e ken'anima!


"Penso quindi che il Marino non debba assolutamente essere distrutto, per la sua storia che č anche storia della cittą di Kasteddhu, per la sua bellezza e per essere ormai un segno e un simbolo. Anzi trovo che sia un delitto non averlo ancora restaurato. Propongo di farci la sede della neonata Facoltą di Arkimastrģa di Cagliari." Ha scritto arkimąstru.
Spero che arkimąstru, che mi pare del ramo, non abbandoni la sua idea.
Questo centro bellezza non mi entusiasma.
L'importante č parlarne.
Med.
no, no, ja no l'abbandono!
Immaginatevi quanto puņ essere importante per un ragazzo che incomincia a studiare l'Architettura farlo all'interno di una buona architettura appunto.
si a de poska sa bidea mia bos agradat faghidebos a intendher, penso che Cagliaritani e Architetti abbiano il dovere di difendere e pensare un riuso intelligente della struttura.
Non facciamo altro che sentire di investimenti legati al turismo, al fitness, al commercio, spesso proprio restaurando e modificando la destinazione d'uso di edifici vecchi o storici, mai nessuno che parli di investire in cultura o che immagini e proponga destinazioni d'uso inerenti.
semper e solu: DINARI!
con tutti gli stabili che ci sono a Cagliari scegliere proprio il Marino perchč qualche invasata di Beautiful vada a farsi arrostire il deretano o a farsi stirare le rughe mi sembra molto triste. Molto decadente.
Magari nell'ex Fabbrica del Tabacco ci possiamo fare un bel Megastore di Mediaworld e siamo tutti contenti e ...trendy
http://www.comune.cagliari.it/urbani...maggio2002.pdf
in questo sito del comune di Chateau il Marino č appunto incluso tra gli edifici da tutelare e mi permetto di dire che Renato Soru sia comunque sensibile (per non dire appassionato) di Arkimastrģa contemporanea