Bombardata anche una caserma poco distanze dal palazzo presidenziale a Beirut: nove soldati sono rimasti uccisi e 10 feriti.

Marina e aviazione hanno preso di mira il sud del Libano e i sobborghi di Beirut, colpendo soprattutto la zona sciita di Dahi, dove ha sede il quartier generale di Hezbollah. I raid hanno colpito però anche la regione cristiana di Biblos, dove si sono rifugiate migliaia di persone.

A Bruxelles Kofi Annan ha trovato risposta positiva all'appello lanciato all'Ue perchè partecipi alla forza di pace che l'Onu potrebbe mandare nel sud del Libano. Israele non ha ancora escluse il ricorso a una massiccia operazione di terra, anche se l'intenzione è quella di «chiudere in poche settimane, dopo aver raggiunto alcuni obiettivi precisi».

Lo sgombero dei cittadini stranieri va avanti a ritmo serrato. Durante la notte sono arrivati a Fiumicino 186 italiani che, insieme con 58 libanesi e 49 svedesi, erano stati trasferiti a Cipro a bordo di un cacciatorpediniere italiano.

La marina Usa ha annunciato l'invio di cinque navi anfibie guidate dalla portaelicotteri Iwo Jima con a bordo 2.200 marines verso le coste del Libano, dove dovranno recuperare i cittadini americani bloccati dall'escalation militare nel Paese dei cedri.