Il dialetto carrarese, (a volte chiamato anche dialetto carrarino) è il dialetto parlato nella città di Carrara e in aree limitrofe. Fa parte dei dialetti gallo-italici e può considerarsi incluso nelle varianti della lingua emiliana.
Indice
[nascondi]
* 1 Caratteristiche e storia
* 2 Accento
* 3 Fenomeni linguistici
* 4 Esempi di parole tipiche del dialetto carrarese
Caratteristiche e storia
Il dialetto carrarese, pur essendo la città di Carrara in Toscana, presenta caratteristiche molto simili al dialetto modenese ed al dialetto frignanese, venendo spesso incluso fra le varianti dialettali della lingua emiliana, e rimanendo fuori dall'insieme dei dialetti toscani, con cui non ha legami di parentela diretta, pur essendo comunque un dialetto neolatino.
La presenza di un dialetto di tipo settentrionale in Toscana (al di sotto della linea Massa-Senigallia) è dovuta al fatto che la città di Carrara e la zona circostante furono dominate per lungo tempo dal Ducato di Modena e Reggio, che considerava Carrara come il suo naturale sbocco al mare. Gli influssi culturali furono tali da creare una sorta di isola dialettale, con una parlata differente al dialetto lunigianese, che, seppur con molteplici sfumature, rimane abbastanza omogeneo nella bassa (provincia della Spezia) e media lunigiana (provincia di Massa-Carrara), mentre cambia radicalmente nell'alta lunigiana, a Pontremoli e Zeri.
Perciò il carrarese, pur trovandosi oggi in Toscana e relativamente vicino alla Versilia, non ha contatti di parentela con il toscano, da cui ha ricevuto pochissimi influssi e prestiti (ad esempio la e aperta come in "bène, "il toc" - in toscano il tocco, la granata ecc.), tanto che i locutori del carrarese si sentono psicologicamente non toscani; difatti un lunigianese o un carrarese, quando si sposta oltre Massa dice: "vado in Toscana".
Nella stessa "isola dialettale" del dialetto carrarese, esistono comunque varie piccole sfumature, che si possono dividere nel carrarese montano, cittadino, avenzino e marinello; questi ultimi due differiscono leggermente dai primi dato che questi territori sono insediamenti più recenti e dunque hanno loro malgrado ricevuto influenze liguri-lunigianesi. Per poter ascoltare la vera parlata carrarina stretta, oltreché consultare persone anziane, è bene recarsi nei paesi pedemontani quali Codena, Bedizzano, Colonnata ecc, anche se negli ultimi anni la popolazione di questi paesi è molto diminuita.
[modifica]
Il dialetto carrarese si caratterizza per una marcata forma d'accento: unico caso di tutta l'alta Toscana, si tratta di un accento detto accento cacuminale, il quale può sembrare simile all'accento sardo, ma che in realtà si pensa derivi direttamente dall'eredità linguistica lasciata dalle popolazioni liguri-apuane che abitavano questo territorio (ciò non è esplicitamente suffragato da prove concrete, ma in alcuni scritti del X-XI sec.si fa riferimento alla strana parlata delle genti delle valli apuane), poi amalgamatasi nel tempo con le lingue romanze.
Tale accento si può trovare, seppur di minore intensità, anche nei villaggi e paesi del versante apuano appenninico, come Vinca o Casola in Lunigiana, ecc, e, se si ascolta attentamente, anche nella parlata massese, la quale però ha subito a lungo influssi dalla vicina Versilia.
Come riprova si osserva che questo accento non è nato solo nella città di Carrara ma era parte integrante di quasi tutto il comprensorio delle Alpi apuane. Le genti apuane furono sconfitte dai romani e massicciamente deportate nel Sannio ma mai del tutto estirpate dalle valli apuane.
Fenomeni linguistici
Il dialetto carrarese presenta alcuni dei fenomeni tipici delle varietà dialettali settentrionali:
* lo scempiamento delle consonanti intense:
gatto → gat
* la caduta delle vocali atone in finale di parola tranne -a:
cane → can, ma lana → lana
Particolare invece la presenza di un fenomeno solitamente meridionale, come lo sviluppo di /ll/ in /dd/, che si scempia poi regolarmente in /d/:
gallina → gadina
capelli → capèdi
fratello → fratèd
Piuttosto rara è la sonorizzazione delle consonanti sorde intervocaliche, ovvero del passaggio di /k/, /t/, e /p/ → /g/, /d/ e /b/, fenomeno che è invece piuttosto produttivo nella vicina Massa, nella quale si registra anche il passaggio di /mp/ e /nk/ → /mb/ e /ng/.
A Carrara si può però riscontrare il passaggio da [ci]- (/ʧi/) e [gi]- (/ʤi/) ad inizio di parola ad una sorta di [zi]- /ʦi/:
cinque → zìnq
cioccolata → zòcolata
giù → zù
Questo fenomeno è abbastanza distintivo tra il dialetto della città e il dialetto di Marina di Carrara, dove [ci]- (/ʧi/) e [gi]- (/ʤi/) rimangono tali.
Nel dialetto carrarese, inoltre, non vi è traccia di metafonesi, di palatizzazione di -[a]- in -[è]- tipica dei dialetti dell'Emilia Romagna:
sale → sal [≠ e non sèl]
Un'ultima particolarità, comune ad altri dialetti settentrionali, è l'utilizzo di un pronome clitico monosillabico privo di accento per rinforzare i pronomi personali soggetto:
io mangio → me a màgn
L'articolo singolare maschile è rappresentato da 'l /əl/ e non vi è presenza di un articolo neutro:
'l can; 'l tren; 'l me nonò, 'l vin..
[modifica]
Esempi di parole tipiche del dialetto carrarese
* Atè : intercalare utilizzato per richiamare l'attenzione di qualcuno;
* Pijàr : prendere;
* Magnàr : mangiare;
* Còli : cavoli;
* Pan : pane;
* Zucr : zucchero;
* Oć : occhio;
* Fóc : fuoco;
* Zipode: cipolle;
* Mozkèd: fazzoletto;
* Cà : casa;
* Tren : treno;
* Pomata : pomodoro;
* Mic : asino;
* Zupp golent : bagnato fradicio, letteralmente sarebbe "zuppo golento";
* L'alter dì : l'altro giorno;
* I magn 'l fisć al tren : "Mangia il fischio al treno", detto per intendere la voracità di qualcuno.
Verbo essere
(Me) a son
(Te) t'sen
Il'è
Noaltri siań
Voaltri siet
Lor i en




Rispondi Citando
