
Originariamente Scritto da
medicinaechirur
Signora Maria Giovanna, per me ("casteddaiu beffianu" e bragheri ma cerimonioso) solo Contessa di Castiglione, in arte Juanna Maria, l'unica donna ormai, alla mia età, che desidero conoscere per poterLe fare l'omaggio devoto e rispettoso di un bel libro (non ho detto "un libro bello", ma "un bel libro", cioé mio), se non conosce Petrolini non ha perso molto. Per l'età Ella ricorda solo il Petrolini rifatto da quel grande che è Gigi Proietti.
Quel libro di Ettore Petrolini (come Ella sa, era un originalissimo attore comico, imitatissimo, quello che ha fatto anche la parodia di Nerone) appartiene alla cultura medio-bassa, di rapido consumo, quindi non ha perso molto, se non lo conosce. Devo confessarLe che serve solo a me per fare una bella figura (ma non sempre!) con una citazione "filosofica" che sta tra l'ironia scettica e la madama di Puccini.
Da come Ella scrive mi pare di capire che non ha letto Petrolini (libro ormai introvabile) ma ha letto cose più elevate (non dico Cacciari, ma almeno Calvino, Pavese, Arbasino e Moravia) oppure ha frequentato persone che forse non vendono fumo ma certamente vendono o leggono buoni libri.
Lei mi perdonerà se non scrivo in nessuna delle xxx nobili varianti della lingua sarda (nobili perché ognuna è gravida di storia, di cronaca, di balzelli e di sofferenza) , ma essendo un cagliaritano, vissuto tra Marina e Stampace con qualche frequentazione in Castello, ho avuto una pessima educazione scolastica e familiare. Sono stato deformato già in embrione (anzi, già nel cognome) e mi hanno insegnato una o due lingue straniere e non l'inglese che è l'unica lingua che conta più di zero.
Poiché la (buona) sorte mi ha fatto masticare quasi tutte la xxx varianti (con predilezione per il nobilissimo nuorese) dico di conoscere tutta la lingua sarda, ma non è vero (infatti è impossibile) e Pittau mi ha condannato a morte.
In una sola di quelle due lingue mi sono specializzato e cerco di farne esibizione, forte del narcisismo di coloro che sono riusciti a laurearsi senza regalare forme di formaggio, scrivendo forbitamente e con una certa eleganza ad una Signora lontana che tutti chiamano e lei stessa si definisce in modo strano, senza che io, con la mia pretesa di uomo anziano e colto, ci capisca niente ma proprio niente. Nudda de nudda, dicevano i miei antenati.
In fondo è questa la vera filosofia di vita di noi casteddaius, scettici e disincantati, più simili ai fenici che ai nuragici: nudda, proprio nudda, non mind'importara una figu siccara, po non nai atru.