Anatomia di una guerra - 26-7-06
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Con una risposta sproporzionata, alzando ancora di più il livello dello scontro, Israele prosegue con i devastanti raid aerei e i bombardamenti di artiglieria su vari obiettivi libanesi. Aspre battaglie corpo a corpo fra soldati israeliani e miliziani Hezbollah infuriano. I lanci di razzi katiuscia dal Libano meridionale verso la Galilea proseguono. Fra le città colpite, Tiberiade, Karmiel, Rosh Pinna. A Haifa oramai è abituale udire sirene di allarme. La radio militare israeliana ha riferito che nuove unità di fanteria si stanno organizzando nell'alta Galilea per tenersi pronte ad un ingresso che avrebbe notevole impatto politico. Nuove informazioni di intelligence segnalano che i guerriglieri sciiti hanno scavato decine di bunker che hanno una profondità anche di 40 metri. Contro di loro l'aviazione e l'artiglieria sono impotenti.
Nel frattempo Israele ha imposto la chiusura dei territori palestinesi nel timore di nuovi attentati, dopo che nei giorni scorsi due kamikaze pronti a compiere attacchi terroristici sono stati neutralizzati in extremis a Gerusalemme e a Tel Aviv.
Sono più di 300 i morti in otto giorni di bombardamenti, mentre i raid israeliani proseguono senza sosta in un paese dalle infrastrutture completamente a pezzi. Il primo ministro libanese Fuad Siniora ha accusato Israele di condurre il Libano «all'inferno», bombardando le infrastrutture e i civili. Il dramma nella catastrofe è la fuga della popolazione. Sono già 10.000 gli stranieri evacuati, nel più grande esodo dalla la seconda guerra mondiale.
Laure Salloum, archeologa che vive a Beirut scrive cosi ai propri amici: "Miei cari Amici……. Non so se è possibile descrivere la situazione... siamo isolati e aspettiamo la fine. Le circostanze diventano ogni momento più intollerabili. Stanno massacrando e dilaniando il Libano nel XXI secolo, quando le democrazie del mondo chiamano i loro cittadini alla libertà di espressione, di comunicazione e di pace. Sono stati bombardati 4 aeroporti, 7 porti, le riserve di petrolio, di benzina e di gas; le centrali elettriche, i ponti che collegano le diverse regioni. Numerose famiglie sono state uccise mentre dormivano da missili che hanno colpito le loro case. Autobus pieni di passeggeri sono stati bombardati sulle autostrade. Tutto questo sta succedendo veramente mentre tutti guardano e nessuno reagisce. Il Libano sta morendo: per favore fate qualcosa per fermare questa atrocità”.
La NBC parla di: Bambini in bare di legno.
Nel sud del Libano, I soldati hanno seppellito 72 persone uccise nei recenti bombardamenti in una fossa comune appena fuori le caserme della città meridionale di Tyre. Volontari hanno messo i corpi, molti di loro appartenenti a bambini, in bare di legno e hanno scritto con bombolette di vernice i nomi dei defunti sui coperchi .
È segnalato anche l'uso di armi proibite e la sperimentazione di nuove armi. In un quadro dove va scomparendo ogni forma di razionalità, un gruppo di rabbini sionisti in un comunicato diffuso sul canale sette della tv israeliana, ha dichiarato che secondo la Turah, nel corso della guerra è lecito annientare anche donne e bambini. Una dichiarazione contrastata fortemente da diverse comunità ebraiche in varie parti del mondo.
Tutto ciò avviene mentre la diplomazia sembra essere paralizzata, Papa Ratzinger annuncia una preghiera domenicale, e l'amministrazione Bush ribadisce il sostegno incondizionato alla campagna bellica israeliana contro i palestinesi di Gaza e contro l'intero popolo libanese.
La devastante guerra in corso è stata definita “guerra degli ostaggi”: la resistenza libanese di Hezbollah dichiara di aver rapito i due soldati israeliani nel quadro dell'operazione “ promessa sincera” per avere qualcosa in mano per proporre uno scambio di prigionieri con l'Israele.
Israele dichiara di aver iniziato la devastante campagna bellica ai danni della popolazione per ottenere la liberazione dei soldati rapiti e distruggere le basi e le roccaforti della Resistenza libanese.
Ma tutti sanno che le motivazioni sono ben altre e i contenuti geostrategici dell'agire dei contendenti vanno cercate in altre sfere. Secondo il San Fracisco Chronicle, Israele almeno da un anno si prepara per un attacco al Libano.
Cerchiamo una chiave di lettura della situazione, riflettendo su alcuni punti:
1- Dopo la vittoria di Hamas nelle ultime elezioni legislative palestinesi, gli Usa e Israele si sono resi conto che il processo di pace iniziato 14 anni fa con la Conferenza di Madrid e proseguito con gli accordi di Oslo ha portato al rafforzamento del movimento islamista e al loro graduale indebolimento. Negli anni tra il 1960 e il 1980 la resistenza palestinese era caratterizzata dalla guerriglia organizzata di al-Fatah di Arafat. Ma durante l'intifada la lotta dei nuclei militarizzati si è trasformata in un movimento popolare. Nel corso di questa trasformazione ogni palestinese è diventato un membro attivo della resistenza. Se prima la resistenza era composta da un limitato numero di guerriglieri ora l'intero popolo, milioni di palestinesi, sono diventati resistenti. Con l'occupazione di Gaza gli Usa e Israele hanno deciso di tornare al periodo precedente alle trattative di pace.
2- Il Movimento di Resistenza libanese era nato per combattere l'occupazione israeliana. Israele aveva sperato nel binomio occupazione-resistenza. Secondo questa logica finita l'occupazione - nel 2000 - avrebbe dovuto finire anche la resistenza libanese di Hezbollah. Visto che questo non è avvenuto, allora è stato progettato l'assassinio di Rafik Hariri per costringere la Siria al ritiro dal Libano (di fatto avvenuto) e costringere Hezbollah al disarmo nel quadro della risoluzione 1559 dell'Onu che ingiunge il disarmo a Hezbollah. Ma il ritiro siriano e le pressioni internazionali che hanno incrementato il sostegno popolare a Hezbollah e il suo forte radicamento sul territorio hanno rafforzato le motivazioni ideologiche già molto forti che hanno consolidato sostanzialmente il movimento.
3- Il piano israeliano consisteva nel neutralizzare la resistenza palestinese con la soppressione fisica della leadership e del governo Hamas, per tornare alla fase precedente delle trattative di pace. Per completare il piano, dopo aver riannesso de facto la striscia di Gaza, trasformandola in un carcere al cielo aperto, era necessario anche il disarmo di Hezbollah, di difficile attuazione viste le forti motivazioni ideologiche, le istanze di giustizia e le capacità di resistenza dimostrata di fronte alla potentissima macchina bellica d'Israele. Hezbollah arriva a colpire fino ad Haifa (fatto impensabile anche durante le guerre arabo-israeliane, quando gli abitanti di Haifa si limitavano solo a sentire le notizie provenienti dal fronte), evidenziando la mancanza di “profondità geopolitica”. La resistenza libanese avrebbe la possibilità teorica di arrivare con i propri razzi fino a Tel Aviv, rendendo la guerra totale e capace di determinare cambiamenti nella stessa composizione etnica israeliana: tutti gli ebrei di origine assai diversa che hanno deciso di essere israeliani comincerebbero a sentirsi insicuri.
4- Se il conflitto si estendesse alla Siria, ci sono seri rischi di rivolte popolari in Giordania e in Egitto, paesi alleati degli Usa nei quali con il proseguimento del conflitto potrebbero verificarsi cambi di regime. L'Irak si accenderebbe ancora di più e l'immagine degli Usa, sostenitore incondizionato e acritico di Israele, subirebbe gravi danni in tutto il mondo e in quello islamico in particolar modo. Gli Usa, sostenendo Israele nella soppressione fisica di Hamas e Hezbollah, pensano di isolare l'Iran con ulteriore pressioni e minacce, ma da Teheran arrivano chiari segnali: l'ayatollah Khamenei, consapevole delle difficoltà Usa in Irak e in Afghanistan, fa sapere che “è inammisibile un disarmo dell'Hezbollah”. Il progetto del Grande Medio Oriente degli Usa per l'opposizione dei popoli della regione e delle opinini pubbliche subisce un altro duro colpo.
Ci sono alcune domande alle quali rispondere:
A- E' pensabile che lo stato israeliano possa garantire la propria sicurezza diffondendo tanto odio presso tutti i popoli vicini, infliggendo loro le sofferenze simili a quelle che ha subito dai nazisti?
B- Può “il governo di Tel Aviv invocare l'applicazione della risoluzione 1559 dell'Onu che esige il disarmo a Hezbollah , quando da mezzo secolo, ignora tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite, a cominciare dalla fondamentale, 242 che gli ingiunge di ritirarsi entro i confini del 1948”?
C- Come mai il Consiglio della Sicurezza dell'Onu, dopo la durezza verbale del presidente Ahmadinejad riguardo a Israele, si riunisce immediatamente per condannare le quelle parole e sotto la pressione e la minaccia del veto americano rimane incapace di assumere un'iniziativa unitaria per un cessate il fuoco di fronte a tanta atrocità nei confronti delle popolazioni civili palestino-libanesi, che subiscono bombardamenti indiscriminati?
E' in corso una tardiva mediazione del Dipartimento di Stato americano, ma Condeleeza Rice fa sapere che “non si può parlare di un immediato cessate il fuoco” perche ciò garantisce “lo status quo”. Cioè non giova alla costruzione del nuovo medio oriente nell'ambito degli interessi Usa.
Forse bisognerà guardare alla Conferenza di Roma che si apre oggi, per vedere i primi segnali di un'eventuale seria iniziativa diplomatica.
di Mir Mad
http://www.megachip.info/modules.php...cle&artid=2290




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