Afghanistan, scontro in aula sulla fiducia
La Casa delle Libertà contesta la validità del voto sui primi articoli della legge di rifinanziamento. «Manca il numero legale»
ROMA - Il Senato ha dato la fiducia al governo sull'articolo 2 della legge di rifinanziamento della missione in Afghanistan, ma la Casa delle Libertà - che come aveva annunciato nel pomeriggio non ha partecipato alla fase di deliberazione - contesta l'esito del voto sostenendo la mancanza del numero legale. Il sì al provvedimento ha fatto registrare, come annunciato dal presidente Franco Marini, 159 voti. La Casa delle Libertà - che in mattinata aveva attaccato il governo per la decisione di porre la doppia fiducia esponendo uno striscione con la scritta «Prodi dittatore» - non accetta però l'esito della votazione perchè ritiene che sia mancato il quorum necessario per la valità del voto.
Subito dopo il via libera all'articolo 2, l'assemblea di Palazzo Madama ha approvato anche gli articoli 3 e 4 del provvedimento sulle missioni all'estero. Venerdì mattina la seduta inizierà con la discussione generale sulla fiducia posta dall'esecutivo sull'intero provvedimento.
I senatori del centrodestra però non ci stanno e mettono in discussione la legittimità del voto. I capigruppo della Cdl sono ripetutamente intervenuti per chiedere chiarimenti a Marini sui criteri con cui si è determinato il quorum valido per la fiducia. Il capogruppo di Forza Italia, Renato Schifani, e quello di An, Altero Matteoli, in un clima di crescente nervosismo in aula, hanno accusato il presidente Marini di aver modificato la prassi non indicando il numero dei presenti e dei votanti.
Marini ha replicato che «i votanti sono stati 159, così come i voti a favore», ricordando che «il presidente è sempre stato indicato come presente anche se non votante». Matteoli ha a sua volta ribadito che «dai 322 senatori bisogna togliere i quattro colleghi in missione e quindi restano 318, la cui metà è esattamente 159 che non rappresenta il quorum». Quorum che, in base a questo calcolo, dovrebbe essere di 160. Per cui «ne consegue che la votazione non è valida». Marini ha controreplicato che «il presidente del Senato non vota ma è presente quindi il quorum c'è e la votazione è regolare»
http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...ansenato.shtml


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