
Originariamente Scritto da
Mitteleuropeo
Ho passato qualche giorno nella regione di Bihac, Bosnia del Nord, e vorrei proporvi qualche mia impressione.
1. Appena passato il confine croato, si vedono 2 moschee moderne, grandiose, imponenti che sovrastano la valle. Sotto, ci sono case in costruzione e tante automobili con targa tedesca ed austriaca, ma passeggeri indubbiamente bosniaci.
2. La città è molto più povera e molto meno turca di quanto avessi immaginato (e di quanto descritto nel libro di Mario Maranzana "Trieste salta il confine"). Una moschea (Ferhadija Dzamija) antica, ma con interno moderno, diverse moschee in peiferia, ma un centro vetero-balcanico con molte case perforate da mitra e bombe. In genere, Tito è molto più vivo di Izetbegovic.
La gente è straordinariamente cordiale (molti mendicanti, anche bambini, soprattutto di famiglie di zingari) ed ma il canto (fino alle 2 di notte!) ed il ballo. Tra donne. nIl colorito locale è dato da qualche donna/ragazza che passeggia alla mattina con abito lungo e fazzoletto multicolore in testa, ma indossa alla sera vertiginose minigonne e...non dà l' impressione di una città di verginelle. La vita notturna è incredibilmente viva: più giovani per strada di sera che di giorno, ma poche consumazioni: la birra si compra al supermarket e si consuma nel parco.
3. Una gita a Bosanska Krupa porta attraverso la splendida valle dell' Una ad una città crudelmente distrutta. La chiesa ortodossa è tuttora inagibile, mentre 2 moschee, anche lì nuovissime e splendenti, sono state edificate con i soldi dei "fratelli musulmani" del Kuwait. Ricostruzioni fervono, ma anche lì si nota la totale dipendenza dal' emigrazione.
4. A Cazin, forse la cittadina più interessante, ho visto, accanto a due moschee antiche ed una medersa anche antica, una gigantesca medersa modernissima ai limiti della cità, decisamente sproporzionata ai 7000 abitanti. Ma chi mai ci andrà a studiare? E cosa?
Al bazar una scena che valeva oro: la Boutique "Tutti Nudi - Cazin"

vendeva in un container abbigliamento a prezzi stracciati (cinese e croato) e a prezzi inferiori all' Italia, ma comunque sostenuti. Questi pezzi erano made in Turkey. Mia moglie si mette a contrattare sul prezzo. In un bazar ed in un negozio nel container si potrà fare, no? La proprietaria, una castana sui 30, niente male, si offende e ci dice che "non siamo in piazza, ma in boutique" e che la roba è di pregio, fatta nientemeno che a Istanbul! Comunque, una gonna a pizzi con cintura fetish di plastica per 35 Euro non era tanto male.
5. Bosanski Petrovac è forse il simbolo di un Paese distrutto, spopolato, dipendente per il 100% dalle rimesse degli immigrati. Le case sono nuove, costruite in economia, con pesanti richiami al Kitsch delle periferie della Germania meridionale (nani da giardino e simili). Solo le moschee brillano di grande splendore: gioielli modernissimi, con minareti rotondi e appuntiti turchi, ma interni copiati dall' Arabia Saudita. Poca gente per le strade, cani randagi magri, tipo Bukarest, caldo e sole che annientavano ualsiasi volontà di passeggiare.
6. Prezzi: hotel molto più cari che in SLO, HR o H: standard 90 DM (sì, ci sono ancora!) a notte a persona per una stanza dignitosa, ma nulla di più (e musica assordante fino alle 2 di notte). Ristoranti ottimi, prezzi molto contenuti (10 % meno che in Croazia interna, d.h. 6-7 Euro a pasto con birra). Consumazioni al bar a costo ridicolo: birra (0,5, non eccezionale, ma decorosa) a 1 Euro.
Allah sembra sorvegliare strettamente sul porcello, ma chiudere mille occhi sull' alcool.
