AL-KEMI - Hermetic, Occult, Political and Private Aspects of R. A. Schwaller De Lubicz di Vandenbroeck, André
Qualcuno conosce questo libro? Ivi si fanno delle ipotesi sull'identità di Fulcanelli...
M.


AL-KEMI - Hermetic, Occult, Political and Private Aspects of R. A. Schwaller De Lubicz di Vandenbroeck, André
Qualcuno conosce questo libro? Ivi si fanno delle ipotesi sull'identità di Fulcanelli...
M.


Conosco bene il libro di André VandenBroeck (Ed. Inner Traditions-Lindisfarne Press, 1987) che, forse, può intressare solo i cultori di Schwaller de Lubicz.
Per uanto riguarda l'ipotesi sull'identità di Fulcanelli (Champagne=Fulcanelli), ipotesi ripresa qualche anno fa dalla famigerata Dubois che a sua volta la riprendeva dal non meno famigerato Ambelain, si tratta di un'enorme ... bufala.
Dal punto di vista alchemico, il libro vale meno di zero. Meglio spostare l'attenzione su testi meno fumosi: ma è poi così interessante scoprire la vera idntità del Maestro?
Saluti
Chiron


Veramente mi pareva che in questo libro si adombrasse la possibilità che Fulcanelli fosse proprio Schwaller de Lubicz: fatto che mi è stato confermato anche da altri che l'hanno conosciuto bene.Per uanto riguarda l'ipotesi sull'identità di Fulcanelli (Champagne=Fulcanelli), ipotesi ripresa qualche anno fa dalla famigerata Dubois che a sua volta la riprendeva dal non meno famigerato Ambelain, si tratta di un'enorme ... bufala.
E' una storia contorta: la sapete?
Martinet
Fulcanelli è, o meglio, era il nome di una setta.
Che poi sia esistito un Mestro fisicamente denominato Fulcanelli, non conta nulla, dato che nel campo iniziatico l'umano non ha nessuna importanza.
Al di fuori dell'iniziazione non vi è nulla.


Caro Tenates,
mi rendo conto che per te, e non solo, l'identità di Fulcanelli è diventata un incubo e sinceramente non ne capsco il perché.
Se ti può esser di aiuto ti dico che il nome dello stesso non era solo quello di una setta, ma anzi era una otta ,e può essere anche quello di una nona.
Ma quandi parli di iniziazione, parola purtroppo ormai inflazionata, rifletti bene su ciò che dici, perché è una cosa seria.
E comunque consentimi, cerca di essere meno monotono e ripetitivo.
Leggi, documentati, non ragionare per "assiomi" ..e.. se ce la fai ...usa il tuo cervello, che credo non ti manchi ed a cui a mio modesto parere, stai facendo un grosso torto.
Con affetto D.


Bravo Sideros, vedo che non demordi mai.
Comunque complimenti, nello svelare l'identità di FULCANELLI, ci sei andato vicino.
Se aggiungevi un ciuffo di peli sulla fronte ed un paio di baffettini, forse chissà.... coglievi il centro.
Certe tue provocazioni, consentimi, dal profondo del cuore, mi fanno pensare che tu non abbia ben capito ...... e mi fanno pensare ad una patologia che io non essendo medico e psichiatra .... non so' definire.
Comunque vedi un po' .... per me non c'è problema... felice tu, felici tutti.![]()
Con affetto D.


Caro Martinet,
a- Al-Kemi di André VandenBroeck
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Ripeto, il libro va preso con molto, molto beneficio d'inventario!
1) perché è quantomeno sospetto il fatto stesso che Schwaller de Lubicz e J.J. Champagne non si tenessero in grande stima, e tuttavia avessero trovato
una "intesa" esclusivamente perché ognuno traeva vantaggio dalla competenza dell'altro !?!
2) perché sulla questione Schwaller de Lubicz su Fulcanelli, abbiamo solo quanto riporta VandenBroeck delle supposte confidenze dell'egittologo
sull'identità Fulcanelli-Champagne, sulla condotta non sempre irreprensibile dello stesso Champagne e sul plagio perpetrato da questi del fantomatico
manoscritto di Schwaller.
3) per il fatto stesso che ci sono in circolazione diversi libri più o meno documentati che svelerebbero la vera identità dell'Adepto, ognuno facendo
leva su argomentazioni non sempre inoppugnabili e su notizie e dati storici più o meno plausibili.
4) last but not least, per tanti altri motivi che sarebbe lungo e complesso esporre in questa sede.
In breve:
André VandenBroeck riporta una confidenza fattagli da Schwaller, ossia che J.J. Champagne, abile manipolatore chimico nonché "burlone dall'umore
gioviale" [vedi caso Voronoff, Boucher ecc.], si era presentato a lui come Fulcanelli e per tale lui lo conosceva.
I due si erano conosciuti nel 1913, al tempo in cui Champagne lavorava presso la libreria dei fratelli Chacornac, dove aveva trovato un interessante
manoscritto alchemico di sei pagine mentre catalogava un raro libro di Newton. Conoscendo la fama di Schwaller, gli propone, dopo averglielo sottoposto,
di continuare gli esperimenti descritti nel manoscritto.
Schwaller, più speculativo che pratico, accetta e così dal 1913 instaura una sorta di sodalizio segreto con Champagne, per ricreare i famosi colori blu
e rossi delle vetrate della cattedrale di Chartes, cosa che dal medioevo in poi nessuno era più riuscito a fare: Schwaller si sarebbe occupato della
teoria, mentre Champagne della pratica. Il sodalizio avrebbe dovuto cessare all'ottenimento del successo. Il successo arriverebbe nel 1930, ma il
sodalizio non si sarebbe sciolto, anzi, per diversi motivi, sarebbe rimasto in piedi fino alla scomparsa di Champagne (1932).
Intorno al 1920-1922 Schwaller avrebbe prestato a Champagne un suo manoscritto sul simbolismo alchemico delle cattedrali gotiche perché lo sottoponesse
a qualche editore interessato, visto che Champagne era ben introdotto negli ambienti librari esoterici. Dopo qualche tempo Champagne gli avrebbe
ritornato il manoscritto, riferendogli che non aveva trovato nessun editore interessato alla pubblicazione.
Da notare che il manoscritto, che nessuno comunque ha mai visto, a quanto sembra sarebbe consistito in realta in un foglio da disegno piegato in otto
parti: come si possa analizzare il simbolismo alchemico delle cattedrali gotiche in un misero foglio resta, almeno per me e confesso qui la mia crassa
ignoranza, un grande mistero (!?!)
Comunque, da questo fantomatico manoscritto sarebbero nate, con lo zampino di Dujols e Champagne, le note che Canseliet avrebbe poi assemblato e
pubblicato nel 1926 con il titolo "Il Mistero delle Cattedrali", con grande stupore di Schwaller che avrebbe riconosciuto il suo lavoro prestato a
Champagne e che avrebbe detto ad André VandenBroeck: "Fulcanelli ha rubato le mie idee, me l'ha fatta...". Invece l'alchimista Henri Coton-Alvart (1894
-1917) sosteneva che "Il Mistero delle Cattedrali" era opera di Dujols, perche aveva ne visto il manoscritto a casa sua.
Tot capita tot sententiae.
Da quanto detto sopra, Schwaller sarebbe Fulcanelli in quanto redattore materiale del primo studio sul simbolismo alchemico delle cattedrali gotiche:
argomentazione che da qualsivoglia punto di visto non regge, anche perché per lui Champagne era Fulcanelli.
b- La possibilità che Fulcanelli fosse proprio René Schwaller de Lubicz ci viene solo da Robert Amadou, in una serie di articoli su L'affaire Fulcanelli
(rivista "L'Autre Monde", 1983), in cui afferma di averlo saputo da Jacques Bergier, autore insieme a Louis Pauwels de Il mattino dei maghi.
Ma per quanto detto precedentemente, la cosa non ha fondamento alcuno né del resto avrebbe senso. Che poi Bergier fosse persuaso dell'identità
Schwaller-Fulcanelli, è solo affar suo, ognuno è libero di credere che anche gli asini volano!
per tenates
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"Fulcanelli è, o meglio, era il nome di una setta.
Che poi sia esistito un Mestro fisicamente denominato Fulcanelli, non conta nulla, dato che nel campo iniziatico l'umano non ha nessuna importanza.
Al di fuori dell'iniziazione non vi è nulla."
Mo' ancora co' sta solfa
Bravo Danyeel
Ciao a tutti
Chiron
Ok.
Fulcanelli è stato una "persona" con nome e cognome.
Anche Cristo era una "Persona" che faceva cacca e pipì, ma era anche Dio.
Vero uomo e vero Dio.
E' questo, che intendo.
L'Anagrafica di Fulcanelli, non sminuisce la sua Opera, la rendono ancora più preziosa.
Che, intorno a Fulcanelli ci fossero dei discepoli, questo intendo per "scuola spirituale".
Equivoco chiarito.
Forse, sono semplicemente invidioso di questo amorevole Padre che era Fulcanelli, quando guardo il mio laboratorio in campagna, che è così triste e solitario.
Ma la scelta di non avere "discepoli" è irrevocabile.E, non torno su i miei passi.
Con stima
Antonio


Scusami Tenates,
io sono duro di comprendonio, ma la scelta di "non avere discepoli" è la tua o, secondo te, è stata quella di Fulcanelli???
Quando parli di - amorevole padre- sottointendi che avesse dei figli, o discepoli, fammi capire: io sono duro nell'intelligere.
Ultima cosa che fa' da cornice alla mia ignoranza:
Quando parli di anagrafica del Maestro, cosa intendi esattamente?
Un maestro spirituale?
Canseliet allora secondo te era il chierico di turno, o scrogiolava a tutta forza?
E' solo per capire un po' meglio quello che pensi e dici.
Con affetto,![]()
Danyeel


Era ciò che volevo intendere.Comunque, da questo fantomatico manoscritto sarebbero nate, con lo zampino di Dujols e Champagne, le note che Canseliet avrebbe poi assemblato e
pubblicato nel 1926 con il titolo "Il Mistero delle Cattedrali", con grande stupore di Schwaller che avrebbe riconosciuto il suo lavoro prestato a
Champagne e che avrebbe detto ad André VandenBroeck: "Fulcanelli ha rubato le mie idee, me l'ha fatta...".
Il manoscritto de "Il Mistero delle Cattedrali" era di Schwaller de Lubicz che l'aveva prestato a Champagne: quindi il "vero" Fulcanelli era il primo (Schwaller de Lubicz) mentre il "nominale" Fulcanelli era il secondo (Champagne).
Tutto ciò mi è stato detto da persone che son venuti a sapere tutto ciò dalla moglie di Schwaller de Lubicz, Isha: naturalmente, è una testimonianza e come tale va considerata.
Martinet