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    Predefinito La settimana antievoluzionista di Frabrizio Fratus

    La settimana antievoluzionista
    di Fabrizio Fratus - 26/03/2004
    Molti si sono chiesti come mai alcuni ragazzi abbiano indetto
    un’iniziativa
    così singolare su un argomento che nel senso comune viene ritenuto una
    certezza scientifica. In effetti l’iniziativa voleva mettere in
    discussione
    i libri di scienze che hanno sempre dato una spiegazione sulla
    questione
    dell’evoluzione darwiniana in modo incompleto e senza menzionare quegli
    argomenti che buona parte di scienziati, competenti e accreditati, ha
    prodotto al fine di contestare, o quantomeno ridimensionare, questa
    teoria
    sulla nascita delle specie. L’iniziativa, inizialmente derisa, ha in
    seguito
    ottenuto successo, contribuendo ad aprire un dibattito su un argomento
    che
    finora non poteva essere discusso ma solamente accettato come certezza
    assoluta e dogma incontestabile.

    Io, che non sono uno scienziato e sicuramente ho poca preparazione a
    riguardo, mi sono informato e ho studiato molte ipotesi e teorie di chi
    scienziato lo è davvero e propone una visione che si discosta dalla
    teoria
    darwinista ma si basa comunque su studi seri e competenti, e, trovando
    delle
    teorie valide che confutavano le varie interpretazioni neodarwiniane
    sull’origine della vita, mi sono lanciato in questa iniziativa che
    vuole
    dare voce a chi non crede a questa teoria.

    Nei libri di testo, dalle elementari alle medie superiori, la teoria di
    Charles Darwin viene insegnata come verità assoluta. Tutti ricorderanno
    la
    famosissima illustrazione in cui viene riprodotta una scimmia che, con
    il
    passare di migliaia di anni, diviene a poco a poco homo sapiens: questa
    immagine dell’uomo come diretto discendente della scimmia è una vera e
    propria invenzione, una favola che ci viene narrata nelle scuole sotto
    forma
    di “storia vera”.

    Lo stesso professor Boncinelli, in un’intervista rilasciata al
    quotidiano
    “il Giornale”[1], ammetteva che l’immagine riportata sui libri non era
    veritiera e che per la teoria evoluzionista l’uomo e la scimmia hanno
    un
    comune antenato da cui discendono. Già questa ammissione dà ragione a
    chi
    sostiene che i libri di testo siano antiquati e vadano quantomeno
    verificati e aggiornati.

    Molte notizie riportate dai quotidiani e riguardanti la settimana
    antievoluzionista non solo si sono rivelate false, ma soprattutto ci
    pare
    che le menzogne che sono state dette non derivassero solo dall’
    ignoranza ma
    anche dalla malafede, che ha fatto sì che venissero travisate alcune
    affermazioni. Questo sospetto pare a maggior ragione fondato dato che i
    giornali non hanno prestato mai attenzione alle spiegazioni, rettifiche
    o
    chiarimenti inviati loro dal gruppo organizzativo delle conferenze. Una
    delle accuse principali era che l’iniziativa aveva intenzione di
    escludere
    dai libri di testo la teoria evoluzionista per imporre quella
    creazionista,
    come avvenuto in alcuni stati degli Stati Uniti d’America nei quali un
    gruppo di scienziati protestanti ha confutato a livello scientifico le
    teorie dei neodarwinisti imponendo di conseguenza le loro denominate
    “Intelligent Design” (progetto intelligente). Quello che ci preme
    dimostrare
    è che l’evoluzionismo non è una certezza, che molti scienziati e
    professori
    lo contestano, e che c’è chi confuta scientificamente, punto per punto,
    tutte le ipotesi scientifiche che si basano su tale teoria.

    Una concezione della vita umana basata su un gioco cieco di azioni
    meccaniche in natura nega ogni possibile visione spirituale della vita
    relegando le scelte di ogni uomo solamente in una visione materialista.

    Il darwinismo viene eretto come verità assoluta con la quale poter
    giustificare il materialismo più sfrenato, l’egoismo del nostro tempo e
    la
    caduta di tutti i bisogni che non siano fisici. In tal modo ogni forma
    di
    morale non ha più ragione di esistere, schiacciata dalla legge
    dell’”Homo
    Homini Lupus”.

    A questa teoria dobbiamo la scomparsa dell’uomo come essere,
    rimpiazzato
    dall’uomo come consumatore o come appartenente ad una classe sociale.

    Gli scienziati che provano a discutere le teorie evoluzioniste vengono
    puntualmente esclusi dalle cattedre universitarie, dai dibattiti
    scientifici
    e gli viene impedito di ottenere la stessa visibilità di altri,
    magari
    meno validi da un punto di vista scientifico, ma bene allineati al
    conformismo imperante.

    Se la scienza si fosse sempre comportata in questo modo il mondo
    sarebbe
    considerato ancora piatto e al centro dell’universo. Non è con il
    pregiudizio che si valuta il valore di una teoria scientifica, ma con
    la
    ricerca e le continue sperimentazioni, con il dibattito a parità di
    condizioni e con l’idea che gli uomini muoiono, ma la verità dura nei
    secoli.

    L’affermazione espressa durante la conferenza stampa dall’On. Pietro
    Cerullo:

    “la teoria di Darwin è funzionale all’egemonia della sinistra, è nata
    quando
    in Europa dominava la cultura del positivismo che è l’anticamera del
    marxismo”

    ha sollevato molte polemiche e qualche derisione. Eppure riflettiamo:
    non è
    forse vero che Darwin elaborò la sua teoria dopo essere venuto a
    conoscenza
    della visione meccanicistica della natura di Auguste Comte in cui
    identifica
    i fenomeni in relazione fra loro, legati da un rapporto costante di
    causa
    effetto? Non è forse vero che Marx, l’inventore del comunismo, dichiarò
    che
    il libro di Darwin era molto importante perché permetteva di fondare la
    lotta di classe sul principio di selezione naturale?[2]. Semmai
    l’accusa che
    poteva essere mossa all’On. Cerullo sarebbe potuta essere che aveva
    omesso
    di ricordare che anche il capitalismo si basa su una visione
    materialista
    della vita e che proprio dal darvinismo sociale traeva legittimazione.
    In
    effetti il capitalismo pensa che la lotta economica tra gli uomini
    migliora
    l’umanità in quanto mette alla deriva i più deboli e fa sopravvivere i
    più
    forti.

    Sul piano ideologico la borghesia trovava nelle tesi di Darwin la
    conferma
    della propria ottimistica aspirazione al progresso continuo della
    società.

    Per molti esponenti del positivismo la concezione deterministica non
    vale
    solo per i fenomeni naturali ma anche per quelli della coscienza umana
    che
    vanno visti in rapporto con fattori biologici, ereditari e ambientali.
    (determinismo psicologico).

    La nascita delle teorie evoluzioniste

    Il primo scienziato che ipotizzò lo sviluppo delle specie tramite
    evoluzione
    fu il biologo Jeam Baptiste Lamark (1744- 1829). Egli elaborò l’ipotesi
    che
    le funzioni di adattamento all’ambiente determinano la comparsa di
    organi
    differenziati negli animali e nelle piante, giustificando in questo
    modo la
    differenziazione delle specie viventi.

    La sua ipotesi nasceva dalla concezione che la natura fosse un sistema
    cooperativo e che tutti gli ingranaggi si adattassero ad altri al fine
    di un
    perfetto funzionamento; aveva ipotizzato cioè che la natura fosse una
    grande
    macchina perfetta, un organismo autopoietico.

    Inoltre era convinto che le caratteristiche acquisite per adattamento
    divenivano ereditarie.

    Il naturalista inglese Charles R. Darwin si oppose alle teorie di
    Lamark in
    quanto non si spiegava come si ereditasse di padre in figlio i
    caratteri
    acquisiti come adattamento all’ambiente.

    Partecipando a una missione esplorativa nell’America del sud e
    visitando le
    isole Galapagos, Darwin, notò che la fauna era notevolmente
    differenziata,
    anche se le caratteristiche dell’ambiente erano praticamente identiche,
    e
    che ciò che sosteneva Lamark non si era verificato in quanto le isole
    dovevano essere popolate dalle stesse specie.

    E’ da questa analisi iniziata alle isole Galapagos che Darwin elaborò
    la
    teoria che la natura non era congegnata come un semplice sistema
    cooperativo, ma che era la lotta tra le specie che determinava la
    sopravvivenza delle razze che resistevano all’ambiente mutevole. Da
    questa
    analisi Darwin ipotizzò che era tramite graduali cambiamenti di
    condizioni
    ambientali e di favorevoli adattamenti delle specie viventi che si
    verificava la possibilità dell’evoluzione.

    Richiard Dawkins elaborò la teoria del “gene egoista” egli sostiene
    che gli
    esseri viventi non sono altro che macchine per la sopravvivenza nate da
    un
    progetto di geni, e che quando i corpi muoiono i geni sopravvivono
    grazie
    alla riproduzione e vanno a progettare nuovi corpi (specie)

    Alcuni scienziati invece propongono la co-evoluzione che si basa su
    geni e
    cultura, questi scienziati prendono il nome di coevoluzionisti e
    sostengono
    che tramite l’ereditarietà vengano trasmessi anche comportamenti
    culturali e
    che in questo modo si spiegherebbero comportamenti come quello di
    popolazioni che non bevevano latte per motivi culturali e in 300
    generazioni
    questa esclusione del latte ha fatto perdere alle popolazioni asiatiche
    la
    capacità enzimatica di digerirlo.

    Stephen Gould e Nils Eldredge elaborarono la teoria degli equilibri
    punteggiati in cui si sostiene che l’evoluzione non avviene per gradi
    ma si
    alternerebbe a lunghi periodi di stasi e ad alcuni di improvvise
    accelerazioni, in cui comparirebbero nuove specie.

    Se sono state ipotizzate tante metodologie di come si verificherebbe
    l’evoluzione della specie vuol dire che ancora oggi la scienza è
    incapace di
    dare una spiegazione del passaggio da specie a specie.

    La teoria evoluzionista

    Noi tutti siamo sottoposti allo studio, senza critica, della teoria
    dell’evoluzione: dalle scuole elementari sino alla fine dei nostri
    studi
    all’università siamo costretti a studiare la teoria della selezione
    delle
    specie senza avere possibilità di venire a conoscenza di alcuna critica
    o
    contestazione ad essa nonostante venga continuamente discussa e
    ridiscussa
    dagli stessi scienziati evoluzionisti.

    Non solo il mondo dell’istruzione ci presenta le teorie darwiniane come
    un
    dictat incontestabile, ma anche la maggiore parte dei documentari
    italiani
    pone al centro di ogni suo studio una visione evoluzionista della vita,
    arrivando addirittura a trasmettere ricostruzioni di transizioni da
    specie a
    specie del tutto fantasiose e senza nessuna valenza scientifica.

    Prima di commettere errori, è meglio distinguere tra evoluzione
    biologica e
    teoria dell’evoluzione. La parola evoluzione definisce in modo generico
    il
    processo di variazione genetica di una specie verificatasi in un lungo
    periodo di tempo. Con evoluzionismo invece si intende la teoria secondo
    cui
    tutti gli esseri viventi esistono grazie a piccole e incontrollabili
    trasformazioni, che hanno reso possibile che da una specie si possa
    arrivare
    ad un’altra, completamente nuova.

    La teoria dell’evoluzione ci viene insegnata come unica e sicura
    possibilità
    dell’esistenza della vita sulla terra, e ci viene fatto credere che
    essa sia
    supportata da ritrovamenti di fossili o da ricerche sperimentali. In
    realtà,
    le prove dopo 150 anni di studi e ricerche, non confermano la teoria,
    anzi
    in molti aspetti la negano conducendo gli scienziati evoluzionisti ad
    assunzioni aprioristiche in favore di una teoria che si fa ideologia.

    L’unica evoluzione, che si verifica in natura e che gli scienziati
    hanno
    potuto osservare, avviene e si conclude nello stesso organismo senza
    produrre cambiamenti o modificazioni genetiche (microevoluzione).

    Gli evoluzionisti sostengono che queste piccole variazioni operando nel
    lungo periodo siano in grado di trasformare e creare nuove specie
    grazie ad
    una evoluzione verso il miglioramento. Secondo questa teoria tutte le
    specie
    esistenti apparterrebbero ad antenati comuni e la vita sarebbe nata da
    materia inorganica ed elementi inerti. Da qui il passo è breve per
    affermare
    che il primo microrganismo organico si sarebbe evoluto nel corso di
    miliardi
    di anni creando tutte le specie oggi osservabili in natura, da ameba a
    invertebrato, da anfibio a rettile, da quadrupede a scimmia e umano.

    Gli evoluzionisti sostengono, senza spiegare come, che il caos ha
    creato il
    tutto dando un’organizzazione alla natura e selezionando in positivo
    gli
    organismi, che da semplici sono divenuti gradualmente complessi e
    specifici.

    Tutto ciò che oggi noi possiamo osservare per gli evoluzionisti è
    frutto di
    eventi casuali e di lunghissimi periodi di tempo, tutto ha avuto
    origine da
    un processo meccanicistico proprio della natura inorganica.

    La visione qui esposta prende il nome di macroevoluzione e non è mai
    stata
    provata scientificamente. Bisogna ricordare che una teoria per essere
    riconosciuta valida deve essere osservabile, misurabile e
    riproducibile,
    quindi la mancanza di tutte queste attestazioni di veridicità non solo
    dimostra la non scientificità della teoria, ma anche la malafede degli
    evoluzionisti. Essi infatti nonostante tutto continuano a sostenere che
    l’evoluzionismo sia l’unica verità possibile per l’esistenza dell’uomo
    e
    della vita sulla terra, continuando con normalità a insegnare questa
    dottrina inculcandola in maniera dogmatica agli studenti e censurando
    tutti
    coloro che obiettano su tale teoria e che cercano di dimostrare la sua
    inconsistenza scientifica.

    Evoluzionismo e società, il mito del progresso

    L’evoluzionismo è fondamento di un altro mito della nostra società, il
    mito
    del progresso che nostra società rincorre da oltre due secoli nella
    speranza
    di potere risolvere i problemi dell’uomo tramite le scoperte
    scientifiche.
    Tramite la tecnica.

    Tale speranza sembra in realtà essere confutata dal fatto che ancora
    oggi la
    nostra società è minata da molte manie: infatti se è vero che molte
    malattie
    sono state sconfitte grazie alla ricerca scientifica è anche vero che
    ne
    sono nate di nuove che probabilmente sono da accreditare alla stessa
    scienza/tecnica (A.I.D.S. – problemi respiratori -angosce– stress).

    Dalla rivoluzione industriale ad oggi la nostra società corre come un
    treno
    impazzito verso un destino sconosciuto, seguendo la speranza che i
    problemi
    che mano a mano le nuove scoperte creano o creeranno saranno facilmente
    risolvibili con ulteriori scoperte. Scrive Cipolla:


    “una volta imboccata la strada dell’idustrializzazione è impossibile
    tornare
    indietro e nemmeno ci si può fermare. Le macchine finiscono per dettare
    il
    ritmo dell’ulteriore obbligato progresso[3]


    Massimo Fini nel suo libro la ragione aveva torto? termina in questo
    modo:


    “la rivoluzione scientifica, la rivoluzione industriale, l’illuminismo
    (l’evoluzionismo) [4], furono uno slancio ottimistico dell’uomo, la
    rivolta
    contro la paura degli Dei e della natura, l’eterna paura che lo aveva
    sempre
    attanagliato e limitato, la ribellione alla paralisi, all’immobilismo,
    all’irrazionalità del mondo antico, ai dogmi, ad Aristotele, alla
    chiesa,
    agli scolastici, ai teologi cristiani e islamici. L’illuminismo nasce
    da
    un’impulso orgoglioso e generoso contro un conformismo durato da
    migliaia di
    anni. Ma, per un doloroso contrappeso, quel conformismo,
    quell’immobilismo,
    quella paralisi, le cui singole manifestazioni erano, o apparivano,
    irrazionali, nascondevano un nucleo di sapienza inestimabile, la
    sapienza
    della specie, che noi abbiamo distrutto e perduto per sempre…”
    terminando
    con queste parole “…la ragione aveva torto” [5].


    È con Herbert Spencer che l’evoluzionismo si allarga all’ambito
    culturale e
    cosmologico.

    Per Spencer il compito della filosofia è quello di interpretare la
    società
    basandosi sulla legge dell’evoluzione: è l’evoluzione che porta dalla
    materia da un’omogenità indefinita ed incoerente a una eterogeneità
    definita
    e coerente, mentre il movimento conservatore subisce una corrispondente
    trasformazione basandosi anch’esso su un progresso necessario. Spencer
    fu
    interessato ad elaborare una teoria generale del progresso umano e
    dell’evoluzione cosmica e biologica.

    Da subito il suo modello interpretativo della società si basava
    sull’evoluzione, come progresso e come legge universale della vita e
    del
    cosmo.

    Karl Popper ha definito questa società un mondo meraviglioso…la
    migliore
    società che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto… la società più
    giusta, più ugualitaria, più umana della storia. Un’affermazione
    incauta che
    non considera le miriadi di contraddizioni in cui viviamo.

    Ogni giorno, sfogliando i quotidiani leggiamo di sensazionali scoperte
    che
    riguardano la vita di noi tutti. Ad esempio il professore Boncinelli,
    presidente del S.I.SS.A.[6] recentemente ha dichiarato:

    “ arriveremo presto ad una vita media di 100 anni” per poi spiegare “
    allo
    stato di natura l’uomo vivrebbe 20–25 anni. Nell’ultimo secolo la vita
    umana si è allungata del 30%... ” [7].

    Torna la speranza di vivere all’infinito. Di sconfiggere la morte. Ma
    siamo
    sicuri che in passato l’uomo quando moriva di vecchiaia non moriva
    attorno
    ai 75 anni? Anche al giorno d’oggi in Italia chi vive maggiormente non
    abita
    nei grandi centri urbanizzati, nelle metropoli ma nei paesini della
    Sardegna, dove ancora la società moderna ha difficoltà ad imporsi.

    Inoltre i dati storici rilevabili dimostrerebbero che la speranza di
    vita
    massima non era molto differente da oggi, Pierre Chaunu scrive:

    “ la medicina moderna non ha ancora aggiunto un pollice alla vita
    umana: si
    moriva a novant’anni nelle campagne del settecento e Fontenelle e Las
    Casas
    e tanti altri testimoniano la longevità straordinaria di alcuni
    dominanti”
    [8].

    In Borgogna nel 1786 vengono indicate 72.000 persone di età compresa
    fra i
    sessanta e cent’anni su un totale di un milione circa di abitanti.[9]

    Lo sbaglio nasce dalla confusione tra vita media e vita effettiva. Lo
    stesso
    Dante Alighieri all’inizio del suo capolavoro ci dà delle indicazioni
    sulla
    speranza di vita iniziando con queste parole la sua Divina Commedia:

    “in mezzo di cammin di nostra vita”

    e fissando quindi a trentacinque anni la sua età nel momento in cui
    iniziò
    il capolavoro, indicando che l’esistenza normale di un individuo fosse
    di
    settant’anni.

    Oggi la scienza è arrivata a manipolare i nostri cibi modificandoli
    geneticamente introducendo geni di un specie nel dna di un’altra
    specie.
    Questa manipolazione non sappiamo se produca solo benefici (esempio
    l’aumento di resistenza al freddo di una specie manipolata) o se in
    realtà
    possa produrre anche dei problemi a chi ne fa uso. L’ogm viene (per
    fortuna
    oggi i Italia non è ancora possibile) messo in commercio senza
    un’adeguata
    sperimentazione.

    La volontà di intervenire su una specie (frutta e verdura) credendo che
    si
    possa migliorare da cosa nasce se non dalla certezza che le specie
    siano in
    continua evoluzione?

    Chi crede nell’evoluzionismo è anche convinto che si possa intervenire
    direttamente in ogni specie per il suo miglioramento genetico e che
    facendolo non si fa altro che anticipare la natura.

    All’università di Urbino all’esame di metodologia della scienza umana
    viene
    dato da leggere un libro in cui si legge “ se la natura può preparare
    manuali di istruzione, come le molecole di dna, anche l’uomo può farlo,
    sia
    manipolando il dna, sia mediante altre molecole, sia con microchip
    informatici”[10], continuando “in un prossimo futuro si potrà inserire
    un
    chip nel cervello e connetterlo, mediante neuroni, alle varie funzioni
    celebrali, che saranno così collegate a megacomputer e banche dati….”
    Una
    prospettiva allucinante in cui l’uomo piano piano verrebbe
    “trasformato” in
    una macchina artificiale. [11]

    Molti pensano che la scienza non riguardi il campo della vita vissuta,
    che
    non interferisca con le scelte dell’uomo e della società ma Harun Yahya
    nel
    suo libro dal titolo L’inganno dell’evoluzione scrive:


    ”i danni del materialismo non sono limitati soltanto agli individui, in
    quanto esso mira anche ad abolire i valori di base sui quali poggiano
    lo
    Stato e la società, generando quindi una collettività insensibile e
    senz'anima, interessata unicamente alla materia. Poiché i membri di una
    simile società sono destinati a restare privi di qualsivoglia nozione
    idealistica, quale il patriottismo, l'amore per il proprio popolo, la
    giustizia, la lealtà, l'onestà, il sacrificio, l'onore, oltre che dei
    beni
    morali, l'ordine sociale costituito da siffatti individui è condannato
    a
    dissolversi in un breve lasso di tempo. Per queste ragioni, il
    materialismo
    rappresenta una delle più terribili minacce ai valori fondamentali
    dell'ordine politico e sociale di una nazione” [12].

    Massimo Lanzavecchia nel suo libro in difesa della scienza scrive:

    ”mentre la natura va avanti a tentoni, con bricolage molecolari di
    Jacob e
    la selezione evolutiva di Darwin, l’uomo fissa e persegue via via
    obbiettivi
    sempre più precisi che coinvolgono la natura stessa, l’ambiente, la
    specie,
    i valori, il pensiero, l’etica ” [13].

    Questo modello di pensiero che si rifà direttamente all’illuminismo e
    al
    positivismo è convinto che presto o tardi la scienza risolverà tutti i
    problemi materiali dell’uomo. Anche se ciò avvenisse, ma con i
    risultati che
    abbiamo oggi è molto improbabile, l’uomo non è solo materia ma ha anche
    esigenze di carattere spirituale e questo modello di società che vuole
    evolvere verso un ipotetico paradiso materiale non è in grado di
    risolverli.

    La scienza fa nuove scoperte, elabora la mappatura del genoma umano, ma
    poi
    scopriamo che le mucche sono diventate pazze, che gli esseri viventi
    sono
    clonabili, che si può intervenire geneticamente sull’uomo e la natura.

    Questa perfezione non si intravede e se la scienza compie nuove
    scoperte che
    risolvono molti problemi, allo stesso tempo ne crea di nuovi, e così la
    nostra società vive in un’angoscia perpetua e diviene normale che
    cinquantasei americani su cento facciano uso abituale di psicofarmaci,
    che
    più di quaranta milioni di Europei ogni anno si rivolgano a sette, a
    maghi e
    fattucchiere, a guaritori, a veggenti e quant’altro.

    Oltre il quarantotto per cento della popolazione americana e europea ha
    terrore del futuro.

    L’insicurezza dell’uomo moderno davanti ad una società che promette un
    continuo benessere in evoluzione per poi creargli le più tremende
    angosce
    sulla sia esistenza è sotto gli occhi di tutti.

    Il mito del progresso, che si avvale dell’ipotesi che noi uomini
    tramite la
    scienza e la tecnica si sia in grado di risolvere tutto intervenendo
    sulla
    natura, violentandola e soggiogandola, è il frutto di una visione e una
    speranza di una società in continua evoluzione verso il bene comune che
    presto o tardi verrà raggiunto.

    Purtroppo anche sotto l’aspetto materiale questo traguardo è sempre
    molto
    lontano, anzi, probabilmente sarà sempre irraggiungibile.

    Un grande pensatore del XX secolo scrisse a riguardo dell’evoluzionismo
    di
    Darwin e di Spencer

    "ciò che mi sorprende nel contemplare i grandi destini dell’uomo è di
    vedere davanti ai miei occhi sempre il contrario di ciò che oggi vede e
    vuole vedere Darwin con la sua scuola",

    il pensatore è colui che più di tutti ha criticato questo modello di
    società e che con la sua “teoria” [14] dell’eterno ritorno ha dato
    un’impostazione contro il progresso, ovviamente parlo di Nietzsche.

    Tra evoluzionismo e progresso vi è un rapporto inscindibile.

    Fabrizio Fratus

    (26/03/2004)

    ______________________________________________

    [1] Da il giornale, mercoledì 12-03-2003 pagina 31

    [2] (l’altra faccia di carlo marx-richard Wurmbrand. Editrice uomini
    nuovi,
    pag. 80)

    [3] da La ragione aveva torto, M. Fini, Sperling & Kupfer Editori, pag.
    153

    [4] aggiunta da parte dell’autore

    [5] da La ragione aveva torto, M. Fini, Sperling & Kupfer Editori,
    pag.158

    [6] Scuola internazionale superiore di studi avanzati

    [7] da il www.nuovo.it 5 aprile 2003

    [8] da La ragione aveva torto, M. Fini, Sperling & Kupfer Editori, pag.
    8 –
    P. Chaunu, La Civilisation de l’Europe classique, pag. 164 Arthaud,
    1984

    [9] da La ragione aveva torto, M. Fini, Sperling & Kupfer Editori, pag.
    9 –
    M. Reinhard, A Armengaud, J. Dupaquier, op. cit. pag. 357

    [10] Massimo Lanzavecchia, in difesa della scienza, libri Schewiller,
    pag.174

    [11] Massimo Lanzavecchia, in difesa della scienza, libri Schewiller,
    pag.178

    [12] Harun Yahya, L'inganno dell'evoluzione, Ed. Al Hikma, introduzione

    [13] Massimo Lanzavecchia, in difesa della scienza, libri Schewiller,
    pag.160

    [14] Enrico Goni, Nietzsche e l'evoluzionismo, pp. 94,

  2. #2
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    Citazione Originariamente Scritto da Veterano
    Purché con questa iniziativa non si tenti di recuperare il "creazionismo" in particolare quello monoteista ancor più improbabile dell'evoluzionismo. È insopportabile la presunzione umana nel voler svelare il mistero dell'origine. Tutto è dato affinché nessuna mente umana possa concepire il mistero dell'origine. Una certezza in un senso o nell'altro priverebbe di scopo l'esistenza stessa dell'uomo.
    Veterano
    P.S. In assoluto il mio primo intervento in questo mondo di chiacchiere telematiche. Non sono neppure sicuro di riuscire a mandare al messaggio... E non so che cosa significhi "citare il messaggio nella risposta?"... Io per ora barro la casella poi si vedrà... Si abbia pazienza, se mi son dato nome "Veterano" non è solo perchè ho combattuto mille battaglie e ancora le combatto, ma è perché sono "maturo", quindi nato in un epoca poco tecnologica e per molto tempo non l'ho presa in considerazione... così ora non sono molto padrone di questo infernale mezzo.
    Veterano e' uso aprire un 3d utilizzando nuovo messaggio di presentazione, del tipo ciao sono tizio di e nella mia vita ho militato ecc. ecc.........Saluti

  3. #3
    Saloth Sâr
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    Peccato che questo apoliticos è un "compare" di Affus...

  4. #4
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    Citazione Originariamente Scritto da Veterano
    Fabiosko, veramente si usa fare come dici? Mi pareva di aver capito che in questo luogo più che le morbosità sulla persona (o le femminili curiosità) contassero le cose che si dicono. In verità ho visto che qualcuno si presenta ma io non intendo farlo. In altro luogo mi firmo, partecipo a varie cose... e altrettante ne promuovo. So per esperienza diretta che la conoscenza dell'interlocutore spesso falsa la conversazione. Mettiamo che sono un "pischello" di cui già si conoscono alcune vedute. Ebbene questa cosa autorizza più d'uno a mettere in second'ordine il pensiero che esprimo (perché il destino dei "pischelli" è sempre quello di incontrare Maestri di vita e di pensiero). Se viceversa sono uno noto che magari è pure quotato allora può capitare che mi si usi accondiscendenza (qui i Maestri stanno più accorti e non si azzardano tanto facilmente). Ho detto che non sono mai intervenuto non che non abbia usato un po' del mio tempo per studiare questo luogo prima di intervenire. Così mi sono fatto una certa idea e ho deciso di non presentarmi. Si prenda in considerazione quel che dico. E se questa precisazione era dovuta non penso di doverne altre. Là dove interverrò mi piacerebbe stare al tema. Qui non è forse in discussione l'evoluzionismo? mi troverai in altre discussioni (e mi pare tu sia un accanito frequentatore) dove spero prenderai in considerazione la mia opinione e basta.
    Vedi le tue considerazioni sono condivisibili, pero' occorre farne altre....questa e' una casa comune in cui l'agire alla luce del sole penso sia necessario, e presentarsi non vuol dire mettere il codice fiscale e l'indirizzo, cmq come vuoi accetto le tue motivazioni....saro' lieto di leggerti, un saluto

  5. #5
    Massimiliano71
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Veterano
    Fabiosko, veramente si usa fare come dici? Mi pareva di aver capito che in questo luogo più che le morbosità sulla persona (o le femminili curiosità) contassero le cose che si dicono. In verità ho visto che qualcuno si presenta ma io non intendo farlo. In altro luogo mi firmo, partecipo a varie cose... e altrettante ne promuovo. So per esperienza diretta che la conoscenza dell'interlocutore spesso falsa la conversazione. Mettiamo che sono un "pischello" di cui già si conoscono alcune vedute. Ebbene questa cosa autorizza più d'uno a mettere in second'ordine il pensiero che esprimo (perché il destino dei "pischelli" è sempre quello di incontrare Maestri di vita e di pensiero). Se viceversa sono uno noto che magari è pure quotato allora può capitare che mi si usi accondiscendenza (qui i Maestri stanno più accorti e non si azzardano tanto facilmente). Ho detto che non sono mai intervenuto non che non abbia usato un po' del mio tempo per studiare questo luogo prima di intervenire. Così mi sono fatto una certa idea e ho deciso di non presentarmi. Si prenda in considerazione quel che dico. E se questa precisazione era dovuta non penso di doverne altre. Là dove interverrò mi piacerebbe stare al tema. Qui non è forse in discussione l'evoluzionismo? mi troverai in altre discussioni (e mi pare tu sia un accanito frequentatore) dove spero prenderai in considerazione la mia opinione e basta.
    Avvertire tutti con una nuova discussione che è entrato un nuovo forumista non credo sia il soddisfacimento di morbose curiosità femminili ma l'equivalente di dire "buongiorno" se si entra in un luogo già affollato.
    Comunque benvenuto, che tu sia un pischello, un maestro o uno qualsiasi come noi tutti qui.

  6. #6
    Massimiliano71
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Veterano
    Non intendevo assolutamente mancare di buone maniere. Ho premesso che non so ancora bene come funziona il meccanismo. Saluto tutti indistintamente. Non sono un pischello, non sono un maestro... sono uno che ha da poco superato il mezzo secolo e che è in pista dall'età di 15 anni. Volevo solo provare a far valere il mio pensiero e le mie idee a prescindere dalla mia persona. Comunque in futuro cercherò di essere più attento allo stile in uso qui. Grazie per il benvenuto... Non ho capito se quel che dice Saloth S. mi riguarda... Non sono tanto pratico di frasi ermetiche. Salute a tutti!
    Non preoccuparti, ciò che dice Saloth non era assolutamente rivolto a te, poi col tempo ti abituerai anche alle frasi ermetiche ed alle mezze frasi...è solo questione di abitudine.
    Benvenuto di nuovo.
    P.s. non preoccuparti per lo stile su questo forum, diciamo che ognuno di noi adotta uno stile "libero"....

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Veterano
    Purché con questa iniziativa non si tenti di recuperare il "creazionismo" in particolare quello monoteista ancor più improbabile dell'evoluzionismo. È insopportabile la presunzione umana nel voler svelare il mistero dell'origine. Tutto è dato affinché nessuna mente umana possa concepire il mistero dell'origine. Una certezza in un senso o nell'altro priverebbe di scopo l'esistenza stessa dell'uomo.
    Non la lascerei passare furtivamente; c'è tanta saggezza in questa frase, qualcosa di cui siamo in genere così carenti...

  8. #8
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    sono d'accordo con Veterano e metapolis.
    è importante comunque diffondere più possibile il fatto che l'evoluzionismo non è lil dogma che tutti credono.
    se le teorie evoluzioniste sono così palesemente vere, che bisogno hanno avuto gli evoluzionosti di crearsi le prove in laboratorio giocando a fare i pèuzzle con scheletri umani e animali?
    clonare il dubbio, mai le verità.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da lupo1982
    sono d'accordo con Veterano e metapolis.
    è importante comunque diffondere più possibile il fatto che l'evoluzionismo non è lil dogma che tutti credono.
    se le teorie evoluzioniste sono così palesemente vere, che bisogno hanno avuto gli evoluzionosti di crearsi le prove in laboratorio giocando a fare i pèuzzle con scheletri umani e animali?
    clonare il dubbio, mai le verità.
    Sono anch'io d'accordo con veterano riguardo il mistero dell'origine della vita; tuttavia vorrei sottolineare che oggi non esistono alternative veramente scientifiche alla teoria evoluzionista.
    L'evoluzionismo di oggi non è più quello di Darwin che era figlio del positivismo scientifico.

    La bontà di una teoria si misura dalla sua capacità di spiegare i fenomeni, quanto più è larga la quantità di fenomeni che possono essere spiegati, tanto più è buona la teoria e a tutt'oggi l'evoluzionismo è la teoria migliore che c'è.
    Ovvio se si eccettuano quelle che spiegano la maggior parte dei fenomeni come diretto intervento divino, ma in questo caso si tratta di fede e non scienza.
    Inoltre penso che una teoria scientifica debba limitarsi a spiegare i fatti. senza formulare ipotesi in campo "metafisico".

    Certo nella teoria dell'evoluzione esistono ancora lacune e molte sue conclusioni sono cambiate negli ultimi anni, alla luce di dati e fenomeni che non s'inquadravano nelle formulazioni precedenti. Questo non significa che la teoria in sè sia errata. Vuol solo dire che esistono ancora campi in cui le conoscenze attuali non permettono di dire nulla di sicuro.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna

    Certo nella teoria dell'evoluzione esistono ancora lacune e molte sue conclusioni sono cambiate negli ultimi anni, alla luce di dati e fenomeni che non s'inquadravano nelle formulazioni precedenti. Questo non significa che la teoria in sè sia errata. Vuol solo dire che esistono ancora campi in cui le conoscenze attuali non permettono di dire nulla di sicuro.
    non dico che sia di per sè sbagliata, ma dubito.
    dubito perchè se fosse stata giusta, non capisco il eprchè inventarsi gli anelli di congiunzione in laboratorio per farla apparire più veritiera.
    il problema a monte è che ogni persona sceglie la verità in cui vuole credere e poi la difende fino alla fine, anche in ambito scientifico.

 

 
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