Per amore della Verità, di Quella Verità che è Dio (Huwa al-Haqq), occorre anche chiarire che l'Islam non hanno nulla a che vedere con le varie ideologie che gli vengono di volta in volta sovrapposte.
Il progressismo è un errore dottrinale, poichè ogni tradizione insegna che il mondo si muove dalla perfezione primordiale (il Paradiso terrestre, il Satya Yuga, l'Età dell'Oro...) alla decadenza della fine, che indubbiamente ci troviamo a vivere. Compito degli uomini è operare come katechon, ovvero "trattenere", in sè e fuori di sè, le forze infere: lo "scandalo" deve avvenire, ma "guai a colui per colpa del quale avviene".
Il pacifismo è un errore dottrinale, poichè non è la pace in terra lo scopo degli uomini, ma Dio. "Vi porto la pace, ma non come la dà il mondo", poichè non è una non belligeranza orizzontale che siamo chiamati a cercare, ma la vera Pace, che è Dio (as-Salam, uno dei nomi divini), e non c'è Vera Pace senza Guerra Santa (jihad), senza "spada" (quella portata da Cristo), senza "lotta spirituale" contro le inclinazioni discendenti che l'uomo porta in sè e manfiesta fuori di sè, contro il disordine e la sovversione infernale che dilaga alla fine dei tempi.
Il letteralismo è un errore dottrinale, poichè "la lettera uccide", anche quella dei Testi sacri, quando presuntuosi senza Scienza si arrogano il diritto di interpretarla. La Rivelazione ha "un punto di elevazione", diceva il Profeta, dal quale i credenti sono chiamati a elevarsi. Il significato ultimo del Corano non è letterale ma operativo, non è una definizione verbale ma un'alchimia spirituale: il significato ultimo delle Upanishad, della Torah, del Vangelo, del Corano... è l'Assoluto e solo l'Assoluto, ma non il pensiero dell'Assoluto, bensì la Realtà infinita e realizzata del Principio.