Maurizio Blondet

Il ministro degli Esteri italiano, Massimo D'Alema e quello israeliano Tzipi Livni.Avete visto Massimo D'Alema nel tempio della nuova religione, la sola religione pubblica, obbligatoria e mondiale rimasta?
A portare la rituale corona di fiori nel rituale atto di contrizione per i peccati di Adolf Hitler, di cui siamo collettivamente colpevoli?
E anche lui con la kippā, in segno di sottomissione noachica.
Cosė fan tutti, č obbligatorio.
In kippā per le foto, che faranno il giro del mondo.
Si č sottomesso Fini, mica poteva non sottomettersi Massimo da Gallipoli (l'unico che si č strappato la kippā č stato Vladimir Putin: da allora č nel mirino della inquisizione rabbinica, il miscredente).
Cosė, il nuovo suddito del popolo eletto non avrā potuto fare le sue rimostranze pių urgenti: va bene ammazzare bambini, ma voi avete provocato anche una catastrofe ecologica!

Infatti, grazie alle bombe della civiltā occidentale sulla centrale elettrica libanese di Jiyeh - un evidente covo di Hezbollah - 15 mila tonnellate di gasolio pesante sono finite nel Mediterraneo, che č un laghetto.
Il nostro laghetto, per la precisione.
ĢAvrā conseguenze terribili non solo per noi, ma per tutti i Paesi del Mediterraneo orientaleģ, ha detto il lacrime il ministro libanese competente, Yacub Sarraf, alla AFP.
Ma č colpa degli Hezbollah, che non vogliono sottomettersi alla vera religione, quella del pentimento in kippā.
E la marea nera continua a colare dai serbatoi spaccati.

Il disatro provocato dall'esplosione della centrale elettrica libanese di Jiyeh

Circa 8 mila tonnellate della morchia impestano le spiagge libanesi (turismo addio per sempre), spalmate lungo una settantina dei 220 chilometri di costa del Libano; e 5 mila sono in mare aperto.
A Biblos, famosa localitā turistica nota per i suoi frutti di mare, migliaia di crostacei morti e anneriti si accumulano sulle spiagge viscide e nere.
Presto la collosa sporcizia arriverā in Siria, Turchia, Cipro, Grecia e - speriamo - anche in Israele. Ma Israele non ha alcun interesse nel turismo, attivitā imbelle; la sua industria č la guerra contro i disarmati (č pių bella e pių facile).

Quanto a noi, ogni sacrificio e rovina si accettano volentieri, se č per fare contento il popolo eletto, sempre cosė in pericolo, mai abbastanza sicuro di esistere, sempre tremebondo e perseguitato.
Perō questo č davvero troppo, i nostri ecologisti, cosė sensibili e questi delitti contro la natura (non a quelli contro-natura), che fanno?
Forse Pecoraro Scanio potrebbe andare lā a chiedere che Israele paghi i danni?
Prima, s'intende, una visita genuflessa al tempio della sola religione pubblica mondiale; e poi, con la kippā in mano, l'umile supplica.
Gli diranno di no, ma sarā bello vedere le sue foto noachiche in kippā.
Colpevole anche lui dell'hitlerismo originale.