Sessant’anni fa la corte suprema di Mosca condannava a morte l’eroe della resistenza russa.
1 agosto 1946. L’alta corte militare di Mosca condanna a morte il generale Andrei Vlassov, ex comandante in capo della XX armata nella battaglia di Mosca. Dopo aver difeso Kiev nel 1941 era passato dalla parte tedesca e aveva costituito un’armata nazionale di liberazione composta di soldati e di ufficiali di nazionalità russa. I sopravvissuti dell’armata di Vlassov furono consegnati dagli americani ai sovietici che li massacrarono. Gli inglesi fecero ancora di più: consegnarono a Stalin anche un buon numero di rifugiati politici che avevano abbandonato la Russia dopo il 1917.




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