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Discussione: La "democratica" Cuba

  1. #11
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    Purtroppo sono d'accordo con il livoroso senatore di POL.
    Shalom

  2. #12
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    4/8/2006
    Bush invita cubani a cambiar regime
    "Lavorate per cambiamento democratico"

    Il presidente americano ha esortato i cubani a lavorare per una svolta democratica. Gli Usa sono "impegnati nel sostenere le aspirazioni dei cubani per la democrazia e la libertà", ha detto Bush. Questa è la prima presa di posizione della Casa Bianca da quando Castro è stato ricoverato. "Il popolo cubano merita di vivere in libertà, prenderemo nota di coloro che ostacoleranno una Cuba libera", ha detto Bush.

    "Gli Stati Uniti - ha detto Bush - stanno monitorando la situazione in modo costante dopo l'annuncio del trasferimento di poteri". "In questo momento di incertezza a Cuba una cosa è sicura: gli Stati Uniti si assumono l'impegno assoluto di sostenere il popolo cubano nell'aspirazione di democrazia e libertà. Abbiamo in numerose occasioni sottolineato come il popolo cubano meriti di vivere libero. Incoraggio tutte le nazioni democratiche a unirsi in questo sostegno del diritto dei cubani a scrivere il futuro democratico del loro Paese".

    Bush, dopo aver invitato i cubani a impegnarsi per la formazione di un governo di transizione, minaccia in maniera velata coloro che si metteranno d'intralcio. "Prenderemo nota - dice - di coloro che, nell'attuale regime cubano, ostacoleranno il desiderio di coloro che vogliono una Cuba libera". "Qualora un governo di transizione nascesse - continua Bush - noi siamo pronti a garantire assistenza umanitaria della quale il popolo cubano avrà bisogno".

    Il popolo cubano, chiude "può contare sull'appoggio pieno e incondizionato degli Stati Uniti". In precedenza Bush aveva limitato il suo commento a poche parole, bollando quello di Castro come "un regime tirannico" e riaffermando la volontà di Washington "di liberare Cuba". Il Congresso a guida repubblicana si è già mobilitato per stanziare 80 milioni di dollari in contributi straordinari per il dopo Castro con l'obiettivo di favorire la transizione dell'isola alla democrazia e al libero mercato.

    http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/a...lo321846.shtml

    ... Che sia giunta l'ora? Se davvero Cuba si liberasse del comunismo castrista, prometto che le ferie l'anno prossimo le passo là!

  3. #13
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    dal quotidiano LIBERO di oggi.......

    " Segnali di rivolta, esercito in strada a Cuba

    Il regime mostra ottimismo sul recupero di Castro. Ma all'Avana compaiono i primi graffiti anti-Fidel

    L'AVANA «Fidel Castro è uscito dalla terapia intensiva». A rivelarlo è Juanita Castro, sorella minore del comandante, dal suo esilio di Miami: «Ho chiesto notizie attraverso canali non ufficiali di Cuba», afferma la signora Castro (farmacista, vive in Florida dal 1964, anno in cui fuggì dal regime che pure aveva contribuito a mettere in piedi), «e questo è quanto ho saputo». All'Avana il tenore delle dichiarazioni è lo stesso. Ricardo Alarcon - il presidente del parlamento cubano che subito dopo l'operazione del leader aveva provveduto a smentire le voci più catastrofiste ricordando che «l'imperialismo non sa nulla di Fidel» - è tornato ad annunciare la lieta novella rivoluzionaria, asserendo che il lìder è «perfettamente cosciente ed in buono stato d'animo». «I problemi di salute del comandante», ha concluso Alarcon, «sono legati al fatto che lavora davvero molto». Un po' di riposo e Fidel tornerà più gagliardo di prima. INDIZI CENSURATI A guastare il rassicurante quadretto illustrato dai gerarchi cubani, interviene deprecabilmente un solo, destabilizzante elemento: la verità. La verità - la quale, come notorio, è controrivoluzionaria - racconta una storia diversa da quella del regime. La verità racconta che nei palazzi del potere dell'Avana, per la prima volta da chissà quanti anni, si inizia ad avere una certa paura dell'avvenire. E, se è vero il vecchio adagio dei tre indizi che fanno una prova, allora è quasi lecito nutrire alcune certezze riguardo lo stato di agitazione nel quale versa l'apparto di potere cubano. Gli indizi in questione sono due, e sono i seguenti: sui muri dell'Avana sono comparsi - e pare trattarsi di una assoluta novità storica nel paradiso della liber tà socialista - i primi graffiti contro Fidel, mentre l'evanescente Raul Castro Ruz sta continuando sia ad evitare di farsi vedere in pubblico sia a richiamare in servizio quanti più uomini delle forze armate possibile: mercoledì era toccato ai riservisti dell'esercito entro i 45 anni, mentre ieri è stata la volta degli altri corpi. Ma, ancorché apparentemente simbolico, il dettaglio dei murales appare essere quello decisivo. «No te despiertes («Non ti svegliare», ndr)», questo il graffito di auguri più gettonato per il vecchio lìder. Di tale spontaneismo artistico, come comprensibile, gli organi di informazione del regime non danno alcun conto; la notizia è stata tuttavia ripresa da tutta la galassia telematica anti-castrista. MASSIMA ALLERTA Capitolo ordine pubblico: secondo quanto riportato dal cyber-dissidente Val Prieto, Raul Castro ha allertato altri due corpi militari - le Cdr, le brigate di risposta rapida ed i corpi scelti della polizia. Pretesto dello schieramento, la necessità di fronteggiare un imminente sbarco nell'isola dell'esercito americano: dietro tale motivazione di facciata, si teme che si celi la volontà del potere centrale di poter rispondere immediatamente a qualsivoglia tipo di manifestazione pubblica. A Miami, infine, i dissidenti esiliati non hanno ancora finito di fare festa. Il loro leader Jorge Mas Santos si augura una rivolta popolare: «Ci può essere una sollevazione militare o civile», afferma, «che metta Cuba sulla strada della democrazia». Mas Santos ha anche denunciato un «inasprimento delle misure repressive da parte del governo per contrastare la dissidenza interna». MARCO GORRA
    "
    Shalom

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens
    4/8/2006
    Bush invita cubani a cambiar regime
    "Lavorate per cambiamento democratico"

    Il presidente americano ha esortato i cubani a lavorare per una svolta democratica. Gli Usa sono "impegnati nel sostenere le aspirazioni dei cubani per la democrazia e la libertà", ha detto Bush. Questa è la prima presa di posizione della Casa Bianca da quando Castro è stato ricoverato. "Il popolo cubano merita di vivere in libertà, prenderemo nota di coloro che ostacoleranno una Cuba libera", ha detto Bush.

    "Gli Stati Uniti - ha detto Bush - stanno monitorando la situazione in modo costante dopo l'annuncio del trasferimento di poteri". "In questo momento di incertezza a Cuba una cosa è sicura: gli Stati Uniti si assumono l'impegno assoluto di sostenere il popolo cubano nell'aspirazione di democrazia e libertà. Abbiamo in numerose occasioni sottolineato come il popolo cubano meriti di vivere libero. Incoraggio tutte le nazioni democratiche a unirsi in questo sostegno del diritto dei cubani a scrivere il futuro democratico del loro Paese".

    Bush, dopo aver invitato i cubani a impegnarsi per la formazione di un governo di transizione, minaccia in maniera velata coloro che si metteranno d'intralcio. "Prenderemo nota - dice - di coloro che, nell'attuale regime cubano, ostacoleranno il desiderio di coloro che vogliono una Cuba libera". "Qualora un governo di transizione nascesse - continua Bush - noi siamo pronti a garantire assistenza umanitaria della quale il popolo cubano avrà bisogno".

    Il popolo cubano, chiude "può contare sull'appoggio pieno e incondizionato degli Stati Uniti". In precedenza Bush aveva limitato il suo commento a poche parole, bollando quello di Castro come "un regime tirannico" e riaffermando la volontà di Washington "di liberare Cuba". Il Congresso a guida repubblicana si è già mobilitato per stanziare 80 milioni di dollari in contributi straordinari per il dopo Castro con l'obiettivo di favorire la transizione dell'isola alla democrazia e al libero mercato.

    http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/a...lo321846.shtml

    ... Che sia giunta l'ora? Se davvero Cuba si liberasse del comunismo castrista, prometto che le ferie l'anno prossimo le passo là!
    Non capisco questi USA ,ONU ed intellettuali a supporto che invitano governi a "fare questo e quell'altro".
    Il concetto valeva ,per me,quando stavo dalla parte del Sudafrica,dell'Iran di Reza Pahlevi,naturalmente del Cile di Pinochet e della Spagna di Franco.
    Ora.. vale anche per Castro.
    Cespuglino, con ...Kofy Hannan ...
    si facci i cazzi suoi!
    Impari ad allacciarsi le scarpe da solo,sarebbe gia' tanto.

    P.S.
    Vai pure in vacanza a Cuba anche ora.
    Cuba,perlomeno ..e' un' "isola".
    Un posto un po' diverso ,peculiare culturalmente,quindi una rarita',anzi..un'unicta' assoluta ,oramai.
    E,tra parentesi..puoi fare e dire quello che vuoi...come e piu' che in Francia o in California..(!)

  5. #15
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    dal quotidiano LIBERO di oggi....

    "Ma a Cuba lo Stato è peggio dei criminali

    di ANDREA MORIGI


    Vedi Cuba e poi muori. Tra le mete turistiche da evitare, l'isola-carcere di Cuba sale improvvisamente ai vertici della classifica. Tra i più a rischio, figurano proprio gli italiani, abbandonati a se stessi mentre cala il sipario sulla sanguinosa dittatura del tiranno Fidel Castro. A patire le conseguenze dell'anarchia postcomunista che avanza è una nostra concittadina, Carmen Hortensia del Valle, di 53 anni, vedova di Gaetano Nese. In pochi mesi si è trovata senza marito, senza un soldo e senzatetto. Lei cubana di origine, lui pensionato della provincia di Napoli che aveva sognato un buen retiro ai Caraibi. Ma la notte del 26 ottobre scorso lo hanno ucciso a sprangate nella periferia est dell'Avana, nella sua villetta di Cojimar, durante una rapina, mentre sua moglie subiva violenza carnale e percosse. Nessuna indagine da parte della polizia locale, soltanto un'indicazione generica e politica sugli autori del gesto: «Sono fuoriusciti, nemici della Rivoluzione, al soldo degli Stati Uniti, che vogliono colpire l'industria del turismo a Cuba. Saranno già fuggiti via mare a Miami». Se fosse davvero così, gli assassini avrebbero fallito la loro missione, perché la coppia di sposi non era in villeggiatura sul luogo del delitto, ma vi risiedeva dalla fine del 1999. Avevano risistemato la casetta in calle Maseo 306, di proprietà della donna, con la liquidazione e i risparmi di lui e ci vivevano spendendo i soldi della pensione che arrivava dall'Italia. Sposandosi, Hortensia è diventata cittadina italiana. Ma ora non riesce nemmeno a varcare la soglia della nostra rappresentanza diplomatica. Un poliziotto cubano le sbarra l'ingresso. Anzi, le impedisce anche soltanto di avvicinarsi. Per proteggere un gerarca castrista, il generale Ramon Miquet Ubieta, che intende appropriarsi della villetta. La gente del luogo ne è sicura: fin dai primi mesi il militare aveva messo gli occhi sopra e ora, col vuoto di potere, ne ha approfittato. Fidel Castro è più di là che di qua. I vertici del suo apparato temono di finir male e arraffano tutto quel che possono prima che sia troppo tardi. Scene da crepuscolo degli dèi, con i dignitari di un potere ormai scomparso, che in preda alla disperazione sfogano tutta la loro avidità. Così, come tutte le utopie socialiste, a mano a mano che volge verso il tramonto, anche il paradiso cubano si toglie la maschera e si trasforma sempre più in un inferno dove tutti sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. Due giorni fa, Carmen ha ricevuto la notifica del sequestro dell'abitazione, firmata da Noris Tamayo Pineda, del compartimento della Vivienda provinciale. Provvedimento del tutto illegale, fra l'altro, perché le proprietà private antecedenti la rivoluzione del 1959 non sono state statalizzate. Ma ieri i compañeros le hanno spiegato che «secondo l'ideologia socialista non puoi occupare una casa così grande ora che sei rimasta sola». È il progresso della dottrina marxista, sempre un passo avanti sulla strada dell'annientamento dell'uomo. Per convincerla le hanno sequestrato tutti i beni e il passaporto italiano, lasciandola in mezzo alla strada, completamente sola, terrorizzata, senza un luogo dove andare. «Hai una figlia in Italia, è una capitalista, no? Allora fatti mandare il denaro da lei», è stato l'ultimo consiglio beffardo. In realtà si tratta della figlia di Gaetano Nese, che insieme al proprio marito assiste Carmen da lontano. In Italia, in realtà, si potrebbe fare molto di più. A partire dall'Ambasciata all'Avana, dove su quattro telefonate soltanto due giungono alla segreteria dell'ambasciatore Domenico Vecchioni (che è in ferie). Si ricordano dell'omicidio, ma non sanno nulla del seguito. Anche perché se ne sono interessati pochino, a detta dei parenti di Hortensia, i "capitalisti". Tutto lo sforzo di patria solidarietà delle feluche nostrane, finora, si è limitato a una visita di prammatica e a un allargamento di braccia: «Siamo in un Paese comunista, signora, sa come vanno le cose qui...». Di pressioni sul regime non si parla nemmeno. Un italiano crepa all'estero e le autorità locali avallano la tesi del complotto americano? Si deve abbozzare, anche se poi si scopre che erano avvoltoi comunisti - e non caccia statunitensi - che volteggiavano famelici sopra la vittima designata. Comunque sia, dalla nostra sede diplomatica all'Avana, dopo molte insistenze, spiegano che i giornalisti devono rivolgersi all'ufficio stampa della Farnesina. Dove venerdì sera rispondono molto cortesemente, prendendo anche nota, salvo comunicare che gli uffici che si occupano degli italiani all'estero riapriranno soltanto lunedì. Nel frattempo, la nostra concittadina Hortensia è ospite presso un'amica. Rischia, a rivolgersi alla stampa per far raccontare tutta la sua tragedia. Ma ormai sente di non aver più nulla da perdere. L'hanno ridotta loro in questo stato. Non le hanno dato altra scelta. "

    Saluti liberali

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi
    dal quotidiano LIBERO di oggi....

    "Ma a Cuba lo Stato è peggio dei criminali

    di ANDREA MORIGI


    Vedi Cuba e poi muori. Tra le mete turistiche da evitare, l'isola-carcere di Cuba sale improvvisamente ai vertici della classifica. Tra i più a rischio, figurano proprio gli italiani, abbandonati a se stessi mentre cala il sipario sulla sanguinosa dittatura del tiranno Fidel Castro. A patire le conseguenze dell'anarchia postcomunista che avanza è una nostra concittadina, Carmen Hortensia del Valle, di 53 anni, vedova di Gaetano Nese. In pochi mesi si è trovata senza marito, senza un soldo e senzatetto. Lei cubana di origine, lui pensionato della provincia di Napoli che aveva sognato un buen retiro ai Caraibi. Ma la notte del 26 ottobre scorso lo hanno ucciso a sprangate nella periferia est dell'Avana, nella sua villetta di Cojimar, durante una rapina, mentre sua moglie subiva violenza carnale e percosse. Nessuna indagine da parte della polizia locale, soltanto un'indicazione generica e politica sugli autori del gesto: «Sono fuoriusciti, nemici della Rivoluzione, al soldo degli Stati Uniti, che vogliono colpire l'industria del turismo a Cuba. Saranno già fuggiti via mare a Miami». Se fosse davvero così, gli assassini avrebbero fallito la loro missione, perché la coppia di sposi non era in villeggiatura sul luogo del delitto, ma vi risiedeva dalla fine del 1999. Avevano risistemato la casetta in calle Maseo 306, di proprietà della donna, con la liquidazione e i risparmi di lui e ci vivevano spendendo i soldi della pensione che arrivava dall'Italia. Sposandosi, Hortensia è diventata cittadina italiana. Ma ora non riesce nemmeno a varcare la soglia della nostra rappresentanza diplomatica. Un poliziotto cubano le sbarra l'ingresso. Anzi, le impedisce anche soltanto di avvicinarsi. Per proteggere un gerarca castrista, il generale Ramon Miquet Ubieta, che intende appropriarsi della villetta. La gente del luogo ne è sicura: fin dai primi mesi il militare aveva messo gli occhi sopra e ora, col vuoto di potere, ne ha approfittato. Fidel Castro è più di là che di qua. I vertici del suo apparato temono di finir male e arraffano tutto quel che possono prima che sia troppo tardi. Scene da crepuscolo degli dèi, con i dignitari di un potere ormai scomparso, che in preda alla disperazione sfogano tutta la loro avidità. Così, come tutte le utopie socialiste, a mano a mano che volge verso il tramonto, anche il paradiso cubano si toglie la maschera e si trasforma sempre più in un inferno dove tutti sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. Due giorni fa, Carmen ha ricevuto la notifica del sequestro dell'abitazione, firmata da Noris Tamayo Pineda, del compartimento della Vivienda provinciale. Provvedimento del tutto illegale, fra l'altro, perché le proprietà private antecedenti la rivoluzione del 1959 non sono state statalizzate. Ma ieri i compañeros le hanno spiegato che «secondo l'ideologia socialista non puoi occupare una casa così grande ora che sei rimasta sola». È il progresso della dottrina marxista, sempre un passo avanti sulla strada dell'annientamento dell'uomo. Per convincerla le hanno sequestrato tutti i beni e il passaporto italiano, lasciandola in mezzo alla strada, completamente sola, terrorizzata, senza un luogo dove andare. «Hai una figlia in Italia, è una capitalista, no? Allora fatti mandare il denaro da lei», è stato l'ultimo consiglio beffardo. In realtà si tratta della figlia di Gaetano Nese, che insieme al proprio marito assiste Carmen da lontano. In Italia, in realtà, si potrebbe fare molto di più. A partire dall'Ambasciata all'Avana, dove su quattro telefonate soltanto due giungono alla segreteria dell'ambasciatore Domenico Vecchioni (che è in ferie). Si ricordano dell'omicidio, ma non sanno nulla del seguito. Anche perché se ne sono interessati pochino, a detta dei parenti di Hortensia, i "capitalisti". Tutto lo sforzo di patria solidarietà delle feluche nostrane, finora, si è limitato a una visita di prammatica e a un allargamento di braccia: «Siamo in un Paese comunista, signora, sa come vanno le cose qui...». Di pressioni sul regime non si parla nemmeno. Un italiano crepa all'estero e le autorità locali avallano la tesi del complotto americano? Si deve abbozzare, anche se poi si scopre che erano avvoltoi comunisti - e non caccia statunitensi - che volteggiavano famelici sopra la vittima designata. Comunque sia, dalla nostra sede diplomatica all'Avana, dopo molte insistenze, spiegano che i giornalisti devono rivolgersi all'ufficio stampa della Farnesina. Dove venerdì sera rispondono molto cortesemente, prendendo anche nota, salvo comunicare che gli uffici che si occupano degli italiani all'estero riapriranno soltanto lunedì. Nel frattempo, la nostra concittadina Hortensia è ospite presso un'amica. Rischia, a rivolgersi alla stampa per far raccontare tutta la sua tragedia. Ma ormai sente di non aver più nulla da perdere. L'hanno ridotta loro in questo stato. Non le hanno dato altra scelta. "

    Saluti liberali
    Si ,che gli stati siano criminali ,inlcuso quello cubano ,si sapeva.
    Per esempio quello della California che, oltre a fregarmi soldi cerca,molto PIU' di Cuba di imporre come dovrei comportarmi,educare mio figlio,come cantare,lavarmi, fumare,muovermi.
    Certo ,burocrati mafiosi..e' la loro essenza,ma, a parte questo..
    tanta ,tanta propaganda politica elettoral-destra/sinistra.
    Possibili esagerazioni e vaghezze ed un'accadimento poco chiaro e non comprovato,pur probabile e possibilissimo,non saro' certo io a negarlo.
    Ma difficilmente un giornalista,un giornalista di qualsiasi tipo, riportera' mai la realta' obiettiva, nuda e cruda.

    Comunque:
    Delle decine di migliaia di italiani che negli ultimi anni vanno,vengono.e poi ri-vanno e ri-vengono da,a , tra Cuba,svolgendo ogni tipo di attivita',turismo, commercio,cultura, romanticismo,in gran parte liberamente ed in modo relativamente tranquillo ..Non una parola?

    Fanno piu',per l'ottenimento della pace, gli scambi culturali,economici ed amichevoli,oltre all'accettazione pacifica di "cio' che e' ",che non le imposizioni politiche esterne ,i muri contro muri ,esterni ed interni , ultra-politicizzati ed idealisticizzati ...con lo scopo vero,unico e finale, di cambiare un potere statale e ultra-statalista con un altro.
    Un'altro potere ugualmente criminale ed oltretutto estremamente noioso ,monotono ,omologante,che tende a rendere tutto e tutti "un po' uguali" e sotto controllo.
    Controllo educativo,finanziario,culturale.
    Automi e schiavi,culturali e pratici,sotto questa pappa di etichetta "la democrazia".
    Col supporto di altre,svariate etichette fumose ,che sono strumenti, scuse e motivatori per ulteriore violenza e controllo statale,anche internazionale o "globalizzato".
    Etichette come "La sicurezza"..."Cio' che e' giusto politicamente"...etc.

    La democrazia ,con le sue odiosissime,orrificanti,insignificanti ,ingiustificate,irresponsabili guerre invasive a supporto.
    Guerre invasive senza nome,senza nobile motivazione o meta e sopratutto "senza individui" responsabili per le sue nefandezze.

    Mi chiedo ..CHI e' davvero piu' comunista?
    Kofy Hannan e l'ONU?
    Bush ed i neocon?
    Fidel Castro e Cuba?

    Difficile distinguere e separare tonalita' diverse di comunismi.
    Alcuni,pero' sono piu' potenti ed omologanti di altri e tutto sommato..i cubani sono,perlomeno, piu' simpatici.

    Shalom.

  7. #17
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    dal quotiano LIBERO di oggi......

    "Vuole tornare in Italia I cubani glielo vietano

    E la Farnesina [Prodinottista ndr] non muove un dito per Carmen


    .L'AVANA Carmen Hortensia Leal del Valle ha paura. Il suo telefono squilla a vuoto, segno che non è più nella casa di sua proprietà, sequestrata dal regime cubano. In un primo tempo era stata ospitata da un'amica. Poi si è trasferita da un'altra e ieri è riuscita a far capolino all'ambasciata d'Italia all'Avana. Vuole essere rimpatriata, ma la respingono. Al centralino il personale cubano ripete la cantilena: «Non posso passarle nessuno al telefono. Deve chiamare il ministero degli Esteri». Peccato che, alla Farnesina, il capo del servizio stampa Pasquale Ferrara affidi le sue precisazioni a una lettera in cui ammette che «la signora Leal del Valle, cittadina cubana e italiana per matrimonio, non si vede purtroppo riconosciuta dalle autorità locali la doppia cittadinanza, essendo materia che il diritto internazionale riserva all'ordinamento dei singoli stati». Significa che abbiamo le mani legate, in parole povere. Intanto la figlia di Carmen teme una ritorsione per la pubblicazione della drammatica vicenda di sua madre, sulle pagine di Libero di domenica 6 agosto. Anche se la nostra diplomazia assicura di aver fonrito tutta l'assistenza necessaria sia alla figlia della vittima che alla signora Leal del Valle «nei limiti consentiti dalle competenze istituzionali della sede diplomatica». L'ANTEFATTO Tutto era iniziato con il brutale omicidio di Gaetano Nese, pensionato italiano che si era trasferito a Cuba nel 1999 dopo aver sposato Carmen Hortensia del Valle. Il 26 ottobre, durante una rapina, lui era stato ucciso mentre lei era stata percossa dopo aver subito violenza carnale. L'Ambasciata, precisa la Farnesina, si è attivata «per ricevere notizie ufficiali sull'accaduto e per chiedere una sorveglianza della Polizia presso l'abitazione della vedova, unica testimone del crimine. Svariati solleciti formali si sono quindi resi necessari prima di ottenere un riscontro, i cui contenuti sono stati immediatamente e debitamente rimessi alla magistratura italiana, che ora ha in mano l'istruttoria». Ma l'inchiesta è a un vicolo cieco. Tranne che per un particolare: Carmen Hortensia non può espatriare perché risulta testimone di un crimine. Le è stato sequestrato il passaporto italiano e con quello cubano non si va da nessuna parte. In più, il 3 agosto le viene notificato il sequestro della casa da parte della Vivienda provincial. Ma circola voce che il vero beneficiario finirà per essere il generale dell'esercito cubano Ramon Miquet Ubieta. IN FUGA La questione si complica. Se ci sono di mezzo le gerarchie del regime non c'è da scherzare. Carmen si è resa irreperibile. Chiama lei al telefono sua figlia, che abita in Italia col marito e teme di tornare nell'isola a cercare la madre. Potrebbero trattenerla o chissà cos'altro. Anche lei ha la doppia cittadinanza cubana-italiana e laggiù non vanno per il sottile. Ti imprigionano senza tanti complimenti per aver complottato contro la Revolución. E l'arbitrio sembra anche piuttosto incoraggiato dal silenzio delle autorità italiane sull'esproprio. Si trattasse una cooperante umanitaria qualsiasi in un Paese libero, sarebbero già partite le proteste ufficiali della diplomazia e magari una missione della Croce Rossa per trattare il rilascio dell'ostaggio. Ma il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, il presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti, il sottosegretario alla Giustizia Oliviero Diliberto diventano piuttosto indulgenti quando si tratta di denunciare le violazioni dei diritti umani sull'isola (già) governata da Fidel Castro. Anche se gli italiani rimangono prigionieri nell'isola-carcere. ANDREA MORIGI BLOCCATA L'OMICIDIO Il 26 ottobre 2005 il cittadino italiano Gaetano Nese viene ucciso a Cuba durante una rapina nell'abitazione della moglie Carmen Hortensia Del Valle (nella foto), anche lei cittadina italiana, che nella stessa occasione subisce violenza carnale. Le indagini non portano a nulla, anche per l'inerzia delle autorità italiane. L'ESPROPRIO Il 3 agosto alla signora Del Valle viene notificato il sequestro dell'abitazione da parte delle autorità comuniste dell'isola. Sulla casa pare abbia messo gli occhi un generale cubano. La donna non può espatriare perché le viene ritirato il passaporto italiano, ma non ha un luogo dove dormire. OSTAGGIO La donna, tramite la figlia che risiede in Italia, chiede aiuto al nostro Paese dalle pagine di Libero, che nell'edizione di domenica 6 agosto rende nota la vicenda. Poi si reca all'ambasciata italiana per chiedere di essere rimpatriata, ma viene respinta. I familiari temono che sia stata oggetto di una ritorsione per essersi ribellata ai soprusi. ""

    Saluti liberali

  8. #18
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    dal quotidiano LIBERO di oggi......

    "Auguri a Fidel, zitto su Cuba Gaffe del compagno Fausto

    Bertinotti elogia Castro e tace sui perseguitati. L'ira di Polo e moderati

    . ROMA Gli amici non si dimenticano mai, soprattutto il giorno del loro compleanno. Figurarsi poi se l'amico in questione è uno dei modelli cui ci si è ispirati, politicamente parlando, per una vita. Così Fausto Bertinotti, presidente della Camera, ha preso carta e penna e inviato un messaggio a Fidel Castro per fare gli auguri al leader cubano, che ha compiuto ottant'anni. Insorge la Casa delle Libertà: «Parole gravi, Bertinotti ritiri gli auguri. È indegno sostenere un dittatore». Ma critiche al numero uno di Rifondazione comunista arrivano anche dagli alleati. Il presidente della Camera, infatti, non fa nulla per nascondere la sua simpatia per Castro. «Caro Presidente», scrive, «un anniversario importante è l'occasione per gli auguri da parte di chi ha vissuto i lunghi anni della Sua importante presenza nel mondo, presenza congiunta al cammino della rivoluzione cubana». E «nessuno dei dissensi che abbiamo lealmente espresso», aggiunge Bertinotti, «può cancellare le speranze e le emozioni che hanno suscitato nella mia generazione e nel mio paese le donne e gli uomini della Sierra Maestra». Da quel momento in poi «Cuba ha camminato con le sue gambe e ha interpretato, insieme a Lei, l'orgoglio di un popolo e di un'isola che vuole vivere la sua indipendenza e decidere autonomamente del suo futuro e del suo destino in un mondo di pace». Il finale è strappalacrime: «Buona fortuna a Lei e al Suo Popolo, Presidente. Lunga vita, caro Comandante, un abbraccio e auguri per la Sua salute». A Bertinotti si unisce Franco Giordano, suo successore alla guida del partito, che loda Castro per ottant'anni «spesi dalla parte giusta, dalla parte del tuo popolo e per la causa mondiale della giustizia e della dignità». Parole che scatenano la reazione del centrodestra. Il primo a farsi sentire è Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc. «È gravissimo che la terza carica dello Stato, inviando il suo messaggio d'auguri per gli ottant'anni al dittatore Fidel Castro, consapevolmente dimentichi le migliaia di prigionieri politici detenuti a Cuba, privati dei loro diritti e della loro libertà». Per il numero uno centrista il messaggio andava indirizzato, semmai, «agli anonimi cubani che da decenni sognano la democrazia e per trovarla rischiano anche la vita affrontando l'oceano su minuscole imbarcazioni». Poi l'annuncio della battaglia parlamentare: «Alla ripresa dell'attività chiederò in aula al presidente Bertinotti se davvero abbia inteso con le sue parole rappresentare tutta l'assemblea e, nel caso in cui il suo non fosse stato un messaggio a titolo personale, sottoporrò il problema ai colleghi». A fianco di Cesa si schiera tutta la Cdl. «È davvero triste che in Italia siedano al governo e alla presidenza della Camera persone che invece di difendere la libertà considerano un modello questo bieco dittatore che non va festeggiato, ma andrebbe processato per i crimini commessi impunemente da decenni», protesta Maurizio Gasparri, deputato di Alleanza nazionale, «Bertinotti farebbe bene a ritirare i suoi auguri, come farebbero bene a cambiare idea su Castro tutti i vari guitti della sinistra italiana». Altro che auguri, rincara la dose l'esponente di An, «la dittatura di Castro rappresenta tuttora una pagina oscura nella storia del mondo e c'è solo da augurarsi che possa essere presto spazzata via per restituire Cuba alla libertà e alla democrazia, valori cancellati da troppo tempo nell'i sola». Sarcastico il collega di partito Ignazio La Russa, capogruppo di An alla Camera, che invia a Castro i messaggi augurali «delle migliaia di detenuti politici cubani vittime della tua dittatura comunista». Per Chiara Moroni, vicecapogruppo di Forza Italia a Montecitorio, «è indegno che il presidente della Camera dei deputati sostenga un dittatore. Perché Bertinotti tace sulla negazione dei diritti civili? Perché tace sui reati di opinione?». Il presidente della Camera, però, incassa anche i rimbrotti di Mauro Fabris, capogruppo dell'Udeur a Montecitorio: «Ci saremmo aspettati almeno un richiamo alla necessità che in quel Paese vengano rispettati i diritti umani e politici».

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    Fidel Castro Ruz prende il potere nell'isola di Cuba a capodanno del 1959, spodestando Fulgencio Batista. All'Avana si instaura un regime totalitario comunista ostile agli Stati Uniti. LE VITTIME Le vittime del regime castrista - tra dissidenti, omosessuali, cristiani ed altri perseguitati dal regime - ammontano approssimativamente a diecimila. Circa ottantamila persone sono morte in mare cercando di scappare dall'inferno castrista. LA MALATTIA Il primo agosto scorso Fidel trasmette tutti i poteri al fratello Raul per sottoporsi ad un delicato intervento di colostomia. Ieri, a quasi due settimane dall'operazione, sono state diffuse le prime foto del lìder màximo.
    "



    Aver riportato alla terza carica dello Stato un comunista che non si vergogna di mandare tale missiva al tiranno marxista caraibico, ecco uno dei risultati più significativi del signor Prodi Romano. Per lui si tratterà probabilmente di folklore..........Che pena.

    Saluti liberali

  9. #19
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    Tutti i comuni cittadini possono esprimere sulla Cuba di Fidel Castro, possono anche esprimere giudizi positivi ed entusiastici, in Italia c'è la piena libertà di espressione: ma se ad esprimere così tanta amicizia nei confronti di un dittatore è la terza carica di uno stato democratico significa che c'è qualcosa che non va...

    Pur non essendo comunista, e neppure di sinistra capisco perfettamente l'amore per Cuba, ma pur tenendo conto della (presunta) buona sanità, delle (presunta) buona istruzione, del (presunto) consenso e grado di coesione sociale attorno alla classe dirigente...rimane il fatto che noi viviamo in una democrazia e abbiamo combattuto per averla; e il signor Bertinotti non avrebbe il lavoro che ha, e avrebbe avuto una vita moolto diversa da quella che ha avuto se fosse vissuto in una dittatura.

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da hristo
    Tutti i comuni cittadini possono esprimere sulla Cuba di Fidel Castro, possono anche esprimere giudizi positivi ed entusiastici, in Italia c'è la piena libertà di espressione: ma se ad esprimere così tanta amicizia nei confronti di un dittatore è la terza carica di uno stato democratico significa che c'è qualcosa che non va...

    Pur non essendo comunista, e neppure di sinistra capisco perfettamente l'amore per Cuba, ma pur tenendo conto della (presunta) buona sanità, delle (presunta) buona istruzione, del (presunto) consenso e grado di coesione sociale attorno alla classe dirigente...rimane il fatto che noi viviamo in una democrazia e abbiamo combattuto per averla; e il signor Bertinotti non avrebbe il lavoro che ha, e avrebbe avuto una vita moolto diversa da quella che ha avuto se fosse vissuto in una dittatura.
    Già... e la cosa sconvolgente è che non è il solo Bertinotti a andare in brodo di giuggiole, quando si parla di questi argomenti.
    Anzi, una larga fetta di chi sostiene questo sciagurato Gobierno Prodi non fa mistero di preferire di gran lunga la martoriata isola caraibica alla prima potenza mondiale DEMOCRATICA che gli sta vicino.

    Come se l'Italia dovesse piuttosto ambire ad essere un regime dittatoriale social-comunista, senza libertà di stampa e di pensiero.

 

 
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