dal quotidiano LIBERO di oggi....
"MONTEZEMOLO LICENZIA PRODI
di VITTORIO FELTRI
Gli industriali si pentono di aver tifato sinistra. E son lacrime di coccodrillo
Luca Cordero di Montezemolo ha compiuto una virata da capogiro. Romano Prodi è stato spiazzato e immagino stia valutando se si tratta di una manovra dialettica per indurlo a darsi una mossa oppure una specie di annuncio mortuario. Fossimo in lui propenderemmo per la seconda ipotesi. Le ragioni sono due: primo, quand'anche il premier fosse animato da buona volontà non sarebbe comunque in grado di allargare la maggioranza (in Senato) e renderla meno precaria. Secondo: il grado di litigiosità è talmente elevato nell'Unione da non consentire ottimismo circa una ricompattazione dei partiti. Se il presidente della Confindustria fa macchina indietro rispetto a un recente passato e, anziché incoraggiare Prodi a mantenere gli obiettivi di cambiamento gli dà del mezzo fallito , significa che ne intravede il funerale. Imminente. Montezemolo non si è limitato a mugugnare secondo lo stile nazionale. Ha attaccato a testa bassa il governo denunciandone le inadempienze. Intervistato dal Wall Street Journal, sull'esecutivo ne ha dette di ogni colore. «In questi due mesi», ha osservato, «non ho notato un solo sforzo di riduzione della spesa. E allo stesso tempo le tasse sulle imprese sono aumentate». Basterebbe questo giudizio a squalificare il Ministero nel quale, anche senza ammetterlo con chiarezza, i grandi imprenditori avevano mostrato fiducia. Montezemolo (leggete all'interno il testo integrale della intervista), forse allo scopo di non ingenerare equivoci, nel prosieguo della chiacchierata è andato giù ancor più pesante. Pressappoco così: le costanti liti nell'Unione rivelano scarsa coesione politica; il che uccide le speranze di effettive riforme a breve e a medio termine; ci sono membri del governo con scarso senso del mercato e nessuna considerazione del ruolo delle aziende. Parole negative pure sulle liberalizzazioni date per acquisite e poi ridimensionate per mancanza di accordo nella maggioranza: «sarà molto difficile per il governo portare avanti provvedimenti più importanti in materia». Dove troverà Prodi, per esempio, la forza necessaria a liberalizzare un settore vitale come quello dell'energia? Altro che tassì, panetterie e farmacie. Smontare certi oligopoli richiede comunità di intenti, capacità di reggere a scontri duri; tutte cose che l'Unione vorrebbe avere ma non ha. Il presidente di Confindustria si è sempre guardato dal confessare simpatie nei confronti del centrosinistra; però spesso le ha lasciate intendere. Ora a distanza di tre mesi dal successo elettorale del cartello progressista, con toni perentori egli tratteggia di Mortadella un profilo sconsolante ancorché realistico. A che prelude simile presa di posizione? Se il capo degli imprenditori italiani arriva a tanto un motivo ci sarà e non può essere soltanto il desiderio di esprimere un'opinione severa. C'è sotto dell'altro. Se ricordiamo le elucubrazioni di De Benedetti («Prodi è un amministratore provvisorio, gli subentreranno Veltroni e Rutelli, gente giovane») è fatale ricollegarle all'anatema confindustriale consegnato al Wall Street Journal. Magari Luca Cordero non punta né su Veltroni né su Rutelli, ma a questo punto è indubbio miri a far fuori Prodi, totalmente inadeguato a guidare un caravanserraglio quale l'Unione. Ignoro che tipo di soluzione egli e il suo entourage abbiano in mente, ma non serve molto acume per leggere nel futuro. Lo ha fatto anche Berlusconi a suo modo e presumo con buona approssimazione. In breve. La maggioranza non resisterà all'urto della Finanziaria; si frantumerà sull'ala massimalista, e il Professore cadrà. Scordiamoci lo scioglimento delle Camere e il voto anticipato. Entreranno in gioco (scommetto) spezzoni di centrodestra (Forza Italia e Udc) e prenderanno vita le cosiddette larghe intese. Nulla di definitivo. Un governo tecnico presieduto da un tipetto come Mario Monti o qualcuno del genere che sarà sostenuto da un'ammucchiata; poi si vedrà. Si imporrà una nuova legge elettorale perché la vecchia è sgangherata, e si imporranno parecchi provvedimenti urgenti onde sistemare i bilanci, quindi limatura delle spese, interventi adatti a stimolare la ripresa economica eccetera. In soldoni, l'idea che Montezemolo abbia parlato per dare aria ai denti non è compatibile con il carattere dell'uomo e con la poltrona che occupa. Un disegno c'è, e quello che abbiamo abbozzato forse non è esatto, ma neppure infondato. E un dato è sicuro: Romano Prodi è stato scaricato per ciò che è, il due di picche. "
Saluti liberali




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