L'eucaristia cristiana, con cui la chiesa tramanda nei secoli il memoriale della morte e risurrezione di Gesù, è legata, oltre che alla pasqua, anche alla preghiera di benedizione con cui gli ebrei, già dall'epoca neotestamentaria, accompagnavano i loro pasti principali: "Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunciata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli... Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro dicendo... " (Mi 26,26-27).
Le formule pronunciare la benedizione e rendere grazie rimandano ad una delle azioni liturgiche più importanti dell'ebraismo: la preghiera prima del pasto (birkat ha-mozzi) e dopo il pasto (birkat ha-mazon) che consiste nel riconoscere nei beni della terra - di cui il pane e il vino sono la parte per il tutto - la benevolenza di Dio, creatore e redentore, che li sottende e li trasforma in doni.
Questa preghiera, che si apre con la birkat hamozzi (di origine rabbinica) e si conclude con la birkat ha-mazon (di origine biblica, perché fondata su Dt 8,10), viene fatta risalire, nei contenuti sostanziali, al periodo postesilico (dal 587 a.C. in poi) e accompagna sempre ogni pasto, anche quello pasquale.
Anche nell'ipotesi che Gesù abbia celebrato una cena di addio invece che una cena pasquale, resta il legame essenziale di quello che lui ha detto e ha fatto con la preghiera di benedizione: perché questa accompagna obbligatoriamente ogni pasto e non solo quello di pasqua.
E' dentro l'orizzonte della benedizione che Gesù ha istituito il memoriale della sua morte e della sua risurrezione ed è dentro questo stesso orizzonte che la chiesa lo tramanda con la sua "preghiera eucaristica", al centro della propria liturgia.