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  1. #1
    sacher.tonino
    Ospite

    Post Tremate, stiamo arrivando

    ...Secondo la tradizione, le janare si davano convegno sotto il noce di Benevento la notte del sabato. Sotto i rami di tale immenso albero - che aveva la caratteristica di essere sempre verde, in ogni stagione - celebravano i loro riti orgiastici congiungendosi con spiriti e demoni che prendevano spesso la forma di galli o di caproni.
    Le ianare, tuttavia, dovevano tornare alle proprie abitazioni prima del sorgere del sole e prima del suono della campana che annunciava l'inizio di un nuovo giorno.
    La loro natura era particolare. Quando di notte si trasformavano, non erano semplici creature notturne in grado di volare, ma acquistavano "la consistenza del vento", diventando di natura volatile. Il modo in cui queste entità venivano percepite dall'immaginario popolare, forse deriva dal fatto che le colline che circondano Benevento sono spazzate da venti incessanti. Il vento infatti, anche se non originariamente, forse ha qualcosa a che fare con la stessa etimologia del nome "Benevento".
    Si racconta anche che le janare preferissero radunarsi nelle sere di tempesta, quando il vento soffia impetuoso e la pioggia cade incessante, mentre le tenebre, squarciate dai lampi delle folgori, lasciavano scorgere le orripilanti sembianze di quelle donne demoniache che a cavallo delle loro scope, volavano in direzione del noce di Benevento.
    Le sensazioni che la leggenda delle janare inducono, si possono cogliere nella celeberrima opera "Una Notte sul Monte Calvo" di Modest Mussorgsky (sinfonia utilizzata anche per commentare alcune scene nel film di animazione "Fantasia" di Walt Disney). Secondo la tradizione, l'autore compose la sinfonia dopo aver soggiornato a Montecalvo Irpino, ospite della duchessa Maddalena Pignatelli, la quale era figlia di Pietro Fesenko, consigliere dello zar Nicola II. Si dice che Mussorgsky restò molto colpito dall'atmosfera che si respirava a Montecalvo Irpino, suggestionato dai luoghi, dalla storia, dalle leggende delle streghe che prendevano il volo per ritrovarsi ai piedi del noce di Benevento dove celebravano il loro sabba.
    Se si ascolta la sinfonia e si chiudono per un attimo gli occhi, sembrerà di vedere le streghe volare, volteggiare attorno al noce, in una corsa spasmodica a cavallo della loro scopa, sino a quando l'arrivo del mattino, salutato dal suono delle campane, non dissolve le tenebre sciogliendo allo stesso tempo la riunione demoniaca... ( fonte: vampiri.net )

    ndr consiglio di aquistare le opere di Musorgskij ( semplicemente meravigliose )

    Modest Petrovič Musorgskij (Russo: Моде́ст Петро́вич Му́соргский) (nato il 21 marzo 1839, morto 28 marzo 1881) era un compositore dello stile romantico, da ricordare come un compositore del "Gruppo dei Cinque" (compositori che nella loro musica lasciavano un impronta nazionale, anche nazionalista,intesa come scoperta delle musiche russe e del loro impatto sulla cultura nazionale ).
    Era destinato ad una carriera militare, ma il suo interesse principale era la musica, segui quindi questa sua passione anche se essa gli procurò una vita misera. I suoi brani, come vuole il romanticismo, esprimono l'inquietudine dell'uomo, le sue opere sono state sempre abbastanza macabre e tristi (da ricordare: Canzone e danza dei morti o Una notte sul Monte Calvo).
    Il suo progetto di maggior valore è stato il Pictures at an Exhibition ("Quadri di un'esposizione"), una descrizione musicale che Musorgskij dà a dei quadri dell'artista Victor Hartman, orchestrata anche dal compositore Maurice Ravel.



    Musorgskij

  2. #2
    sacher.tonino
    Ospite

    Post Il Sabba

    Secondo la tradizione, il sabba è l'incontro tra le streghe e Satana che si svolge principalmente nel giorno di sabato e, più precisamente, durante la notte tra sabato e domenica. Prima del volo, le streghe sono solite ungersi con del grasso o con unguenti magici che consentono loro di librarsi in aria e di trasformarsi, all'occasione, in creature mostruose o animali.
    Le streghe giungono al luogo prestabilito (di solito in prossimità di un albero di noce) a cavallo di un animale, un bastone, una panca o una scopa. Ivi trovano il Demonio ad attenderle (spesso con l'aspetto di un capro) e lo salutano con l' osculum infame. Prima di iniziare la festa, Satana accoglie le nuove adepte e fa loro praticare l'apostasia. Il procedimento comporta il rinnegamento della religione cristiana e il compimento di atti nefandi quali la parodia della messa, le bestemmie o il calpestamento di croci, ostie o altri oggetti sacri.
    In seguito il Demonio dà il via all' orgia e i convitati si accoppiano tra di loro, senza distinzione di sesso. Il dato particolare è che, sempre secondo la tradizione, nel corso di questi rapporti non si prova alcun piacere sessuale e, tra le altre cose, il coito di Satana è particolarmente cruento e devastante. Dopo l'orgia comincia il banchetto, caratterizzato dalla presenza di carne di bambini e vivande succulente che, però, non hanno sapore.
    I cibi ingeriti, tra l'altro, vengono magicamente rigenerati alla conclusione del pasto (per sottolineare la loro totale inconsistenza materiale). Al banchetto fanno seguito la danza e il canto accompagnati da una stridente musica. Al termine del sabba il Diavolo distribuisce nuove pozioni e conferisce poteri ai partecipanti, in modo da consentire loro di compiere malefici quando torneranno alle loro dimore.
    La realtà del sabba è stata posta in dubbio in diverse occasioni e in diverse epoche storiche. Particolarmente interessanti sono le teorie espresse nel Canon episcopi e nel Malleus Maleficarum, due testi di riferimento per la caccia alle streghe.
    I riti sabbatici sono stati spesso descritti attraverso varie forme artistiche, dalla letteratura, alla pittura (ad esempio attraverso dipinti di Goya), alla musica (basti pensare al Faust di Goethe musicato da Charles Gounod e ripreso da Hector Berlioz ne La dannazione di Faust, o al Mefistofile di Arrigo Boito



    Goya; Il Sabba

  3. #3
    sacher.tonino
    Ospite

    Post Il Noce

    L'antico Noce, Sacro e maestoso, ancora ombreggia la radura e se saprai scivolare lentamente nel languore del crepuscolo..le sentirai..Orsolina la Rossa, Gostanza, Alcina, Matteuccia...la musica delle danze frenetiche, lo zoccolio del Dio del Bosco e i canti selvaggi delle Dianare. Mille sono le storie raccontate nell'abbraccio incantato delle sue fronde... libri, sogni e incantesimi, un pò di tutto questo tenterò di raccontarti.
    Il luogo
    La città di Benevento sorge su un'area che costituisce una piccola Mesopotamia, terra fra due fiumi (il Sabato e il Calore), che già nell'epoca neolitica, circa settantamila anni fa, rappresentava una importante via di collegamento per l'Oriente, anche grazie alla navigabilità per un tratto del Calore. Nacque come Malventum. La popolazione era quella Sannita, di lingua Osca. La città divenne colonia romana nel 268, e sembra proprio che in quell'occasione il suo nome venne modificato in Beneventum.

    Valle del sabato
    La città è indissolubilmente legata alla figura della Strega, in virtù dei suoi antichissimi culti, in particolare quelli dedicati a Ecate, Diana e Iside, ma anche quelli dei Longobardi: ne fanno testimonianza epigrafi, templi, ricostruzioni etimologiche, e leggende, come quella del Noce sradicato dal vescovo Barbato e dell'Amphisibena. La cittadina irpina di Atripalda, sulla riva sinistra del fiume Sabato, individuava anticamente la città di Avellino:questa fu poi spostata di sue miglia a occidente e chiamata Abellinum, mentre la sua originaria ubicazione prese il nome di Tripalda.
    Abellinum distava 16 miglia da Benevento. Il luogo di culto era posto nei pressi della confluenza di due fiumi, il Rio Rigatore e il Sabato; il punto d'incontro dei due corsi d'acqua costituisce un'interessante similitudine con la città di Benevento. Tra queste due città sorge Altavilla Irpina, la città controlla la stretta valle interna in cui scorre l'ultimo tratto del fiume Sabato: sembra che il Noce di Benevento sorgesse proprio in vicinanza di questa città, in corrispondenza dello Stretto di Barba, in località Ponte dei Santi (in seguito "bonificata" dai culti cristiani, come suggerisce il nome).

    Ripa delle Janare
    Altavilla costituiva un passaggio obbligato tra Benevento ed Avellino: vi passava la strada di collegamento fra i due capoluoghi, puo assorbita dalla Statale 88, definita la Strada Stregata (foto). Al km 54 infatti, proprio nel territorio di Altavilla, si sono avute continue interruzioni, almeno in tre diversi periodi (il più lungo della durata di sette anni): qui i misteri dello Stretto di Barba affiorano dalla folta vegetazione bagnata dal fiume Sabato. Era questo il luogo dove si radunavano le Streghe per celebrare i loro riti magici. La città di Avella aveva anch'essa origine sannitica o sabellica, fino a una ventina di anni fa era considerata il centro delle attività magiche della zona, mentre in antichità si adorava Diana (ne fa fede il marmo DIANAE SACRUM MDLXIII, il quale fu sostituito all'altro DIANAE ET APOLLINI ET CERERI, sulla facciata del palazzo baronale). Qui la tradizione stregona ha lunghe radici che affondano nel passato e che sopravvivono ancora nel presente.

    fonte:
    a cura di ArdathLili
    Pagina dedicata a
    Margarita Delaurino, Lisabecta De Megdiolano e Penta Guarnaza - Napoli - 1506
    arse sul rogo per stregoneria


  4. #4
    sacher.tonino
    Ospite

    Post le ArciStreghe

    Le Arcistreghe
    Nella terra beneventana vivevano ed operavano alcune tra le streghe più famose del mondo: Violante da Pontecorvo, la Maga Menandra, che abitava nella zona conosciuta oggi come Grotta Menarda, o la Maga Alcina di cui parla anche l'Ariosto, che viveva a circa quattro miglia dalla città di Benevento, nel paese di Pietra Alcina (Pietrelcina); oppure la Boiarona, la quale aveva legato dei demoni alle noci, anche la Strega Gioconna era solita fare questi malefici. Ma l'Arcistrega per eccellenza nella zona del Sannio fu Bellezza Orsini, processata dal santo uffizio di roma nel 1540, la quale aveva una particolare predilezione per le apprendiste molto belle. Dopo averle spalmate con l'unguento, insegnava loro la famosa formula per volare.

    Conosceva l'arte di combinare le erbe per guarire i malanni, ma in seguito ad una serie di denunce, fu arrestata, rinchiusa a Fiano e torturata. Per la Orsini quella della Striaria era un'Arte concessa solo a quelle del suo rango. Confessò di essere stata più volte al Noce in compagnia di altre Arcistreghe. In onore di queste Antiche Maestre ancora oggi facciamo visita all'albero del Sabba, un luogo fisico, ma anche un luogo del nostro cuore di streghe; una radura astrale da raggiungere per ritrovare le nostre amate Sorelle del Corteo.
    "Unguento unguento, mandame alla noce di Benvento
    supra acqua et supra vento et supre ad omne maltempo...".

  5. #5
    sacher.tonino
    Ospite

    Post Emen Etan Ici Et La




  6. #6
    sacher.tonino
    Ospite

    Arrow Sannio/Irpinia

    Per chi volesse recarsi in Irpinia e nel Sannio, a visitare di persona questi luoghi, riportiamo il programma dell'estate Montecalvese, piccolo paesino che ispirò il musicista Musorgskij: oppure, giunti ad Avellino, prendere la statale che porta a Benevento e passate per Altavilla...mi raccomando, non dopo la mezzanotte...


  7. #7
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    Complimenti per il post....
    "Oderint, dum metuant"

  8. #8
    sacher.tonino
    Ospite

    Smile Grazie

    Citazione Originariamente Scritto da --IHSV--
    Complimenti per il post....
    Grazie.

  9. #9
    sacher.tonino
    Ospite

    Arrow Galleria di Immagini



    il viaggio per il convegno







    Durante il Sabba maggiore e minore, un uomo totalmente vestito di verde, con il volto coperto, scandisce i tempi.Nessuno sà chi sia.
    Il Principe di questo Mondo, che presiede al Sabba maggiore e minore, resta immobile e silenzioso per l'intero rito.Situato al centro del tutto, testimoniando, con la sola presenza, la sua autorità.
    Durante l'orgia finale, preceduta da danze e balli sacri, uomini e donne "superano le classi sociali" e gorificano la fertilità della natura.
    Alla fine della cerimonia, ognuno ritorna alla propria dimora, ed alle sue quotidiane attività.

  10. #10
    tenates
    Ospite

    Predefinito

    periodo di tregenda

 

 
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