Ma come, mi eleggono NICOLA MANCINO (non so se avete presente) presidente del CSM e nessuno mi fa un commento?
Sono in pericolo le libertà fondamentali e tutti tacciono?
S.o.s.


Ma come, mi eleggono NICOLA MANCINO (non so se avete presente) presidente del CSM e nessuno mi fa un commento?
Sono in pericolo le libertà fondamentali e tutti tacciono?
S.o.s.


La cosa non mi sorprende affatto. Anzi.
Dopo l'indulto con l'appoggio di fogna itaglia, sUDCi e parte di ANali, perchè sorprendersi?
Rientra nella logica delle cose italiche.
I padani(oti) hanno quello che meritano. E che hanno votato.


SEGNALI DI FUMO
A Palazzo dei Marescialli Anedda (An) Saponara (Fi) Mancino (Dl)Bergamo (Udc) Siniscalchi (Ds)Tinelli (Ulivo), Volpi (Prc) e Vacca (Pdci)
Csm, eletti bipartisan E Napolitano plaude
Ampia convergenza nel Parlamento in seduta comune sugli otto nomi laici per l'organo di autogoverno dei magistrati. Soddisfatto il Quirinale
Di Aldo Notorio
Un primo segnale di disgelo fra i poli, molto apprezzato dal Quirinale che lo aveva auspicato. Il Presidente della Repubblica ha ricevuto la lettera con la quale il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, gli ha comunicato l'avvenuta elezione degli otto membri laici del Csm. Napolitano ha manifestato apprezzamento per lo sforzo compiuto nella ricerca di una soluzione convergente e ha riconosciuto la responsabilità dimostrata dai gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione che ha consentito di conseguire fin dal primo scrutinio il risultato auspicato. Il Parlamento in seduta comune, dunque, ha eletto alla prima votazione gli otto componenti "laici" del Csm. L'accordo tra maggioranza ed opposizione sulla rosa degli otto nomi (cinque indicati dall'Unione e tre dalla CdL) dei componenti di nomina parlamentare dell'organo di autogoverno dei giudici ha retto la prova del voto segreto, in conformità con l'appello a fare presto lanciato nei giorni scorsi a deputati e senatori dal presidente della Repubblica. E proprio nel comunicare la fumata bianca, il presidente della Camera Fausto Bertinotti dà atto «ai gruppi parlamentari di maggioranza ed opposizione di essersi responsabilmente fatti interpreti della necessità di una soluzione concordata che ha potuto garantire l'elezione sin dal primo scrutinio dei componenti laici del Csm». A Palazzo dei Marescialli sono stati eletti per la CdL l'avvocato Gianfranco Anedda (An, 758 voti), Michele Saponara (ex sottosegretario di FI, 741), Nicola Mancino (ex presidente del Senato, Dl, 715), Ugo Bergamo (senatore dell'Udc, 714), Vincenzo Siniscalchi (avvocato, Ds, 710), l'avvocato Celestina Tinelli (esponente del Forum giuriste italiane, Ulivo, 679) ed i presidi delle facoltà di Giurisprudenza delle Università di Perugia e Roma Tre, Mauro Volpi (Prc, 678) e Letizia Vacca (Pdci, 662). Tutti gli otto candidati della rosa condivisa hanno superato l'elevato quorum richiesto, i tre quinti dei componenti dell'assemblea, ma sia nell 'Unione sia nella Cdl c'è stato chi non si è adeguato agli accordi. Come i radicali della Rosa nel pugno, che invece di votare per Nicola Mancino, vicepresidente in pectore del Csm, hanno fatto andare i loro consenso a Mario Patrono, ex consigliere del Csm, che ha raccolto 40 voti: esattamente quelli che nello spoglio sono mancati all'ex presidente del Senato. Nel centrodestra, invece, i disobbedienti sono stati i parlamentari della Democrazia cristiana: il partito di Gianfranco Rotondi, che contestava di non essere stato consultato nella trattativa dalla Cdl, hanno votato l'ex vicepresidente della Camera Publio Fiori cui nello scrutinio sono stati attribuiti sei voti. Oggi il Parlamento in seduta comune tornerà a riunirsi per eleggere un giudice costituzionale che prenderà il posto dell'attuale presidente della Consulta Annibale Marini, il cui mandato scadrà il prossimo 9 luglio. Il candidato è uno solo: si tratta di Paolo Maria Napolitano, che è stato capo dell'Ufficio legislativo di Gianfranco Fini alla vicepresidenza del Consiglio: andrà alla Consulta se, come appare scontato, incasserà i voti dei 2/3 dei componenti dell'assemblea.
Ne deduco che, coerentemente, i legaioli hanno votano Mancino
CSM/MANCINO BIPARTISAN,UNIONE E CDL:BASTA SCONTRI TRA ISTITUZIONI
Roma, 1 ago. (Apcom) - L'unanimità sull'elezione di Nicola Mancino a vice presidente del Csm è il dato clou della seduta a Palazzo dei Marescialli. I 27 voti tutti e solo per l'avvocato dalla lunga carriera nella Dc vengono interpretati dal Capo dello Stato, che presiede il plenum, come "un indizio" della nuova stagione del dialogo e delle "ampie e motivate convergenze" sulle scelte strategiche per il paese. E la risposta arriva puntuale dai palazzi della politica: il premier Romano Prodi pone l'accento sulla "unanimità" e tutti, maggioranza e opposizione, auspicano il superamento della stagione dello scontro perenne tra politica e magistratura. E' durata vent'anni, osserva lo stesso Mancino, ma nel nuovo Csm "spero siano più i giorni del dialogo che quelli dello scontro". E tutti, di nuovo, da Forza Italia ad An, Udc e Lega, al centrosinistra in blocco, concordano sul segnale 'distensivo'.
Nell'opposizione sono i centristi dell'Udc ad aprire le danze. Per il segretario del partito Lorenzo Cesa "questo risultato fa ben sperare per la soluzione del conflitto tra poteri dello Stato che ha troppo a lungo inquinato la nostra vita pubblica". E l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, il primo a proporre il nome di Mancino come candidatura bipartisan nel nome del dialogo, afferma che "mai come in questo caso il metodo è sostanza: il consenso unanime segnala un clima finalmente diverso, su cui è necessario lavorare in piena sintonia tra maggioranza e opposizione". Anche Altero Matteoli, il capogruppo di An in Senato, camera alquanto tormentata nei rapporti tra Unione e Cdl, giudica l'elezione di Mancino strategica "per rasserenare i difficili e complessi rapporti tra la magistratura e la politica".
Per una volta non fa eccezione la Lega e il vice presidente di Palazzo Madama Roberto Calderoli definisce Mancino "una delle poche persone 'per bene' che vengono dalla Prima Repubblica" da cui "nel rapporto politica-magistratura ci aspettiamo tanto". Per Forza Italia Renato Schifani spera che con Mancino si apra una "pagina nuova" perché "fino ad oggi" i rapporti tra politica e giustizia "sono stati caratterizzati troppo spesso da una eccessiva politicizzazione delle toghe".
Su Mancino la maggioranza è, ovviamente, compatta. Il Guardasigilli Clemente Mastella è certo che "inizi finalmente a registrasi un clima diverso" e per il vice premier Francesco Rutelli è "un'elezione incoraggiante per ricostruire il dialogo e ritrovare equilibrio nel rapporto tra istituzioni, tra ordine giudiziario e politica". Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo di Rifondazione comunista alla Camera Gennaro Migliore che reputa l'arrivo di Mancino all'organo di autogoverno della magistratura "un passaggio importante, soprattutto per le modalità dell'elezione, che può ben presagire un esercizio ordinato dell'attività dell'organo di autogoverno dei magistrati".
Stesse speranze anche per i magistrati che con il consigliere togato di Magistratura Indipendente Antonio Patrono si augurano "sia l'inizio di un nuovo periodo di ragionevolezza da parte di tutti nel trattare le questioni della giustizia". E' chiaro il riferimento al nodo della modifica della riforma Castelli: del resto anche Napolitano ha sottolineato l'utilità e l'importanza del contributo del Csm per "le iniziative di modifica della recente riforma dell'ordinamento giudiziario già annunciate dal ministro e dal governo".
grande lega: ha votato Mancino padre della famigerata legge mancino-modigliani che tanti danni ha procurato ai patrioti lombardi, veneti,....complimenti!!




CSM/ CALDEROLI: BENE ELEZIONE MANCINO, E' PERSONA 'PER BENE'
Da lui ci aspettiamo tanto nel rapporto politica-magistratura
Roma, 1 ago. (Apcom) - "Mi rallegro del fatto che Nicola Mancino sia stato eletto vicepresidente del Csm, perché è una delle poche persone 'per bene' che vengono dalla Prima Repubblica. Da lui, nel rapporto politica-magistratura, ci aspettiamo tanto e glielo dice una persona che non ha nulla da condividere come ideologia politica con lui ma che lo ha visto all'opera come persona 'per bene'". E' quanto afferma il senatore Roberto Calderoli, Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord e Vice Presidente del Senato.


Dopo l'appoggio ad Andreotti anche questa ... la coerenza premia !!! Eh eh
più che altro premierà la sinistra dando qualche posto di sottogoverno o presidenza di commissione....![]()
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ilgiornoonline
CSM: Unanimità
per Mancino
vicepresidente
Il grande consenso attorno all'ex Presidente del Senato è stato ben accolto da Napolitano: "Un nuovo percorso per aprire il dialogo". Anche Casini vede "partire una nuova stagione"
Roma, 1 agosto 2006 - Nicola Mancino, ex Presidente del Senato, è stato eletto all'unanimità vicepresidente del Csm. Questo fatto ha indotto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a dichiarare: "Il largo consenso su Mancino è un nuovo, sicuro indizio di un percorso che tende a privilegiare il metodo del dialogo e della ricerca di ampie e motivate convergenze nelle decisioni riguardanti i più importanti problemi in materia di giustizia".
L'invito del Capo dello Stato è stato subito raccolto dall'Udc. "L'elezione di Mancino - dice Pier Ferdinando Casini - è importante premessa per aprire una nuova stagione dia dialogo tra il mondo della magistratura ed il potere legislativo dello Stato". Per Cesa l'unanimità su Mancino "fa ben sperare per la soluzione del conflitto tra poteri dello Stato che ha troppo a lungo inquinato la nostra vita pubblica".