In che mondo viviamo? In quello che fa guerra ai bambini o in quello che assiste ai grandi concerti estivi? In quello che affolla gli aeroporti per partire, o in quello di chi sbarca sulle nostre coste, in fin di vita per la fame e la sete? Le immagini che la tv ci mostra in queste ore non possono essere neutre. Si discute, sui giornali e nei pochi spazi di dibattito rimasti in tv, se la visione dei corpi dei bambini massacrati sia per Israele peggio di una battaglia perduta, come si disse delle memorie di Silvio Pellico per l'Austria. Anche se oggi ci sono dei cretini che rimpiangono il Lombardo Veneto e questo Silvio Pellico non poteva proprio immaginarlo. E non riusciamo a concepirlo neanche noi. Così come ci appare, ed è, inconcepibile quello che vediamo in tv. Benché, a collegare fatti e mondi inconciliabili, ci siano le scene filmate sulla spiaggia di Tenerife, dove i bagnanti hanno prestato i primi soccorsi agli immigrati disidratati, abbracciandoli coi teli da bagno e dando da bere a quegli assetati, che sono il prossimo loro e nostro.




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