Cobolli Gigli:"Vogliamo la A a -10"
Sebbene la Corte Federale abbia scontato le sanzioni di primo grado, i quattro club coinvolti non sono soddisfatti. "Andremo avanti - ha tuonato Cobolli Gigli, presidente della Juventus - Vogliamo la A a -10".
Il presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli: "Trovo grave e totalmente ingiustificata questa diversità di metro di giudizio che separa la Juventus dalle altre squadre. Il conto per la Juventus è pesantissimo. E' stato revocato lo scudetto 2004-2005 e, nonostante non sia stato oggetto delle inchieste, anche quello 2005-2006. Ci viene impedito - ha aggiunto - di partecipare alle competizioni internazionali, soprattutto ci viene inflitta una penalizzazione che pregiudica seriamente la prossima stagione. Da quando sono uscite le prime intercettazioni la società ha perseguito un solo obiettivo: fare chiarezza e lo ha fatto senza esitazioni. Posso assicurare che non ci fermeremo fino a quando giustizia non sarà fatta nell'interesse dei nostri straordinari tifosi, dei nostri azionisti, della società e naturalmente del campionato di calcio".
Moggi e Giraudo hanno fatto pervenire tutto il loro disappunto per i cinque anni di inibizione a testa subiti: "E' una sentenza inaccettabile - avrebbe detto l'ex direttore generale della Juventus ad alcune persone a lui vicine. "Avanti sino alla fine" ha spiegato ad alcuni suoi collaboratori l'ex amministratore delegato bianconero. Per la Juventus la sentenza d' appello "ha il fumo inquinante della vendetta": è quanto afferma Andrea Galasso, avvocato penalista e uno dei consulenti della società bianconera. "Si tratta - spiega - di una sentenza profondamente ingiusta, fondata sulle sabbie mobili della anticostituzionalità e della antigiuridicità. "Una sentenza che ci lascia interdetti e insoddisfatti, pur, ovviamente, rispettandola". E' questo uno dei primi il commento di uno dei legali della Juventus, Luigi Chiappero. "Non si capisce perchè tanto accanimento nei confronti di una società - ha affermato l' avvocato.




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