Non pianger, madre, non ti disperare
So, madre, che ti son caro, perché
morir giovane posso.
Ma dimmi, madre, tu che cosa mai
debbo far se m'hai dato un cuor virile,
un cuor d'eroe.
Là, dove il primo latte t'ho bevuto,
dove il mio amore bello il suo bel viso
levava, e gli occhi neri
e il placido sorriso
figgeva nel mio cuore costernato;
dove per me piangeva il padre mio
ed i mesti fratelli!
Oh, perdonami, mamma, eroica madre!
oh, perdonami, mamma, e dimmi addio!
In ispalla il fucile,
odo gli appelli
del mio popolo caro contro il vile
infedele nemico.
E là per tutto ciò
che al mondo m'è più caro,
per te, pel padre, pei fratelli miei,
e pel popolo mio mi batterò.
E poi... sarà quel che vorranno il brando
e l'onore d'eroe, madre.
E vieni con quei fiori e vien con quella
ghirlanda, madre, vieni ad abbracciarmi,
vieni a baciarmi su la fronte bella,
vieni a baciarmi qua,
con due sacre parole,
con due parole sole:
o morte o libertà!
Allora abbraccerò l'amore mio,
su l'omero la mano sanguinante,
perché senta il mio cuore palpitante
sappia come e quanto
il cuore de l'eroe batte e martella!
E con un bacio asciugherò il suo pianto,
le lacrime berrò de la mia bella!
Or dunque, madre, Addio!
addio, non m'obliare, amore mio!
S'incammina la schiera; paurosa
é la via, ma gloriosa...
Io posso morir giovane...
Ma... questo sol mi basta a mio conforto,
se un giorno almen la gente dir potrà:
per la giustizia il poveretto é morto,
per la giustizia e per la libertà!




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