Io lessi il libro alcuni anni fa, sicuramente risente della situazione personale di Junger: educato nelle accademmie militari dell'impero tedesco secondo gl'ideali militari prussiani, si trova buttato in una guerra in cui quegli ideali si sono ormai sgretolati come il mondo a cui appartenevano.
La I Guerra segnò una rivoluzione totale nel modo di combattere e di considerare la guerra stessa.
Direi che il libro in parte è datato, tuttavia l'operaio come nuovo tipo umano in grado di non essere travolto da queste forze elementari e distruttive, ma di dominarle mi sembra un ideale attuale tutt'oggi, in un periodo in cui l'uomo si trova di fronte a forze forse anche più distruttive: la rivoluzione nucleare e quella genetica.
Inoltre trovo sempre attuale l'ideale del dell'anti-individualismo rappresentato dal tipo umano dell'operaio: un tipo umano che, di fronte alla tragedia, alla distruzzione e all'irrompere di forze mostruose, giunge al nucleo del proprio essere, perdendo ciò che lo contraddistingue come individuo per rinascere come essere tipico, autonomo, ma parte integrante ed attiva del mondo.




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