OMNIA SUNT COMMUNIA
Si è da poco conclusa la settima edizione del campeggio no tav ed è tempo di bilanci.
Sono passati sette anni dal primo campeggio no tav che facemmo a S.Giorio e molte cose sono cambiate da allora. Il contesto di lotta in cui il campeggio si inserisce si è modificato passo dopo passo in questi anni, fino ad arrivare ad essere una delle tante iniziative del movimento no tav. Forse anch’esso può essere usato come cartina di tornasole di questa lotta: negli anni è cresciuto anno dopo anno dimostrando una capacità di rinnovamento e costanza che ci ha portato oggi a parlare di un vero e proprio evento, partecipato da realtà e singoli provenienti da mezz’Italia.
Il bilancio che tracciamo non può che essere positivo da tutti i punti di vista. Tornare a Venaus per starci come nei giorni di barricate e presidi ricreando quel clima che ri-cercavamo, quello della Libera Repubblica, era il primo obbiettivo che ci ponevamo e attrezzando l’area intorno al presidio, riprendeva forma quella comunità in lotta che ha reso il nostro inverno incredibilmente vincente. Serata dopo serata la partecipazione è cresciuta, uscendo persino dalla logica di partecipare ad un’offerta stabilita come un concerto, centinaia sono state le persone che sono venute al campeggio per il campeggio e non per la serata organizzata; ma nonostante questo anche le serate hanno avuto il loro successo.
La manifestazione di Bardonecchia ha arricchito notevolmente di senso politico l’evento, organizzando la partecipazione alla manifestazione dei campeggianti, condividendo la prossima battaglia del movimento che si riversa sul territorio per la sua salvaguardia e il suo sviluppo.
L’assemblea popolare partecipatissima da centinaia di persone ha sancito questo, organizzando il presidio alle accierie Beltrame di S.Didero e rilanciando gli appuntamenti già convocati per la conferenza dei servizi.
Sabato 29 si è rivelata una data importante per il movimento che definitivamente si è posto il problema dell’accieria killer di S.Didero, iniziando dalla mobilitazione un cammino che ci vedrà trovare soluzioni ad un mostro che così com’è, è incompatibile con la nuova Valle, la valle che vive, la valle che resiste, orgogliosa, solidale e combattiva. Si pone al centro della mobilitazione la vita di tutti gli abitanti del territorio e dei lavoratori della fabbrica che devono sentirsi dare certezze sul proprio futuro e non solo slogan sterili, indirizzando la campagna contro chi è responsabile di questa situazione e non contro chi né è una vittima inconsapevole.
Nel tardo pomeriggio si sono alternati incontri su tutti i temi, dalla fitodepurazione sperimentata al presidio di Venaus, alla Resistenza, dalla solidarietà al popolo palestinese e Libanese all’incontro tra centri sociali e collettivi italiani; e ancora dalle forme alternative di commercio alla campagna di sostegno alla Val Clarea come luogo da difendere e valorizzare, dall’esperienza della marcia Venaus Roma al confronto tra agricoltori della valle.
Impressionanti sono stati i numeri dei commensali alle cene popolari ed è incredibile come con ancora quale attenzione si visionano i filmati che riportano la storia della lotta.
Il momento del campeggio ha definitivamente sancito il riversarsi sul futuro del territorio quel patrimonio di lotta e risultati che il movimento no tav porta con se, in una battaglia non solo in contrapposizione ma fondante e progettuale di un altro futuro deciso dal basso, con la lotta e la solidarietà, basato sui bisogni di tutti e non sugli interessi di pochi.
Con queste poche righe desideriamo ringraziare il presidio di Venaus, chi ci ha aiutato e chi ha partecipato, i gruppi musicali, i comitati e i presidi no tav.
Dalla Libera Repubblica di Venaus
Agosto 2006
Settimo campeggio no tav
COMITATO DI LOTTA POPOLARE CONTRO L'ALTA VELOCITA'
C.S.O.A ASKATASUNA -TO-
TUTTO E' DI TUTTI




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