Bella serata stasera col bel programma della Sette la Valigia dei sogni che ripercorre i luoghi dei grandi film italiani intervistando i testimoni e chi vi partecipò
Toccante l'intervista a Giuliano Montaldo che in qualche modo si scusa post mortem ricordando conme in vita Germi fu emarginato da una certa sinistra intransigente (tra la quale lui si annovera commentando: erano anni duri...).
Germi era "socialdemocratico" e posso testimoniare che a quei tempi qualsiasi cosa fosse alla destra del PCI era "fascista". Poi nel Ferroviere (splendido realistico film) il protagonista è un uomo pieno di dubbi di limiti di insufficienze, altro che l'operaio integerrimo duro e puro che andava tanto di moda allora.
Gente normale come la rappresentava i De Sica, Antonioni non cedendo allora all'ideologia che triturava tutto e distruggeva le persone. Perché, me lo ricordo benissimo, un Grannde come Germi morì solo con l'aurea del "fascista".
Una vera vergogna. E Montaldo ha raccontato che avvendo il podologo in comune questi gli ha racccontato, dopo la morte, come l'apprezzasse e gli volesse bene "a quel giovanotto".
Montaldo ha ringraziato, timido e timoproso e,, là dove sta, gli ha detto Grazie Pietro.
C'è anche gente che sa riconoscere i tanti sbagli commessi e chieder scusa. Viva la faccia!
Peccato che c'è chi invece è rimasto "comunista" per questa unica caratteristica: triturare spietatamente chi non si allinea. Un vero peccato.