ah si... beh ... ce ne sarebbero di cose da dire. a domani.Originariamente Scritto da cristiano72
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ah si... beh ... ce ne sarebbero di cose da dire. a domani.Originariamente Scritto da cristiano72
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A parte mescolare cose che non c'entrano nulla tra loro (come immigrazione e Israele), l'articolo l'hai letto almeno?Originariamente Scritto da nazionalista77
E' un pezzo che non smetto di apprezzare.
In particolare, assolutamente condivisibili le critiche al terzomondismo [e qui le autocritiche dovrebbero fioccare], ad un antiamericanismo grossolanamente ideologico [giusta la distinzione schmittiana usata da Faye], alla mancanza di una dottrina economica [vero punctum dolens dell'area], alla fuga dai problemi concreti e ovviamente al multiculturalismo e annesso problema migratorio.
Il folcklorismo è a mio vedere un punto tipicamente neodestro.
Sul paganesimo, la tendenza ad usarlo ''politicamente'' credo sia connaturata con la saldatura in epoca classica tra sacro e politica [uso i due termini in modo estremamente semplificatorio; nel mondo classico non esiste in fondo una realtà ''profana'']


Letto per sommi capi, tanto per cambiare sto a lavorà, ma q.b. per metterlo tra i thread in rilievo.


Quoto tutto, in particolare l'osservazione sulla gravità dell' assenza nell' "area" di una dottrina economica definita e soprattutto attuale.Originariamente Scritto da Paul Atreides


secondo me, proprio per limiti strutturali e ideologici si ripete il primo errore saltato agli occhi di Faye.
L'area(o meglio, pensiero) nazionalpopolare, o anche solamente fascista per chi volesse separare il fascismo e il nazionalsocialismo ideologicamente, ha dovuto fare i conti con una morte politica prematura, dovuta appunto alla sconfitta della guerra.
Per questo motivo il pensiero ha dovuto espandersi (forse sarebbe limitante dire appiattirsi) in due strade diverse: la prima prettamente pratica e legale (causa repressione), che accompagna i camerati dalla fine della guerra ad oggi, riguardante appunto il COSA dire e fare per non incappare nella repressione stessa; la seconda, non meno importante, prende a sua volta una duplice direzione: l'adattamento del pensiero alle circostanze storiche/sociali e l'eterna battaglia del consenso popolare da acquisire nelle masse.
Negli ultimi due casi, le circostanze storiche impongono un ripensamento al pensiero e alle strutture proprio perche' il capitalismo e il comunismo hanno avuto esempi tangibili di presentazione di struttura alle generazioni presenti e future (seppur correttamente si debba parlare di socialismo reale e non di marxismo applicato).
Giocoforza, ne scaturisce la repulsione del "nazifascismo", che va comunque associata anche alla enorme campagna mediatica delle due ideologie entrambe facce della stessa moneta.
Il primo errore di Faye, dunque lo vedo piu' come un risultato di fattori storici, forse anche sociologici, che purtroppo ci squalificano agli occhi del popolino.
Lo stesso avvicinamento all'Islam, seppur discutibile sotto tanti aspetti (meglio, modalità), non e' altro che la presa di coscienza della nostra direzione proprio all inizio del Terzo Millennio. E' una battaglia di avanguardia, a differenza del post-comunismo nostrano che ahime', ricompattandosi sotto la bandiera (o straccio?) dell'antifascismo o dell'antiamericanismo, da questi prende posizione senza mai costruire nulla di alternativo veramente alla società.
E a cio' contribuisce sicuramente un primo (spero anche unico) fallimento strutturale con la caduta dell URSS e la trasformazione dell'economia cinese.
Tornando comunque a valanga sull'esempio Islam, e' un'avanguardia che purtroppo difficilmente verrà vista come battaglia vera, come avanguardia vera e non come il "lavarsi la coscienza" degli anni passati tra le accuse di "razzismo e xenofobia".
A queste accuse di nascondersi, ahimè, si presentano anche movimenti che veramente riassumono il tutto in uno sterile terzomondismo chiaramente avulso dalla dialettica politica e dai problemi di casa nostra.


ottimoOriginariamente Scritto da cristiano72
condivido al 95%
da meditare attentamente


Originariamente Scritto da Léon Degrelle
Nd italiana,scusa!


mi pare riscattabile in particolare l'invito a proporsi in maniera creativa ed offensiva (non solo imitativa o difensiva) di fronte alle sfide del mondo di OGGI. Attingendo ovviamente a radici e tradizioni rilevanti.
Importante anche la critica al disfattismo, che io non mi stanco di denunciare nell'area. La storia non è "realista", non è fatta di "inevitabili" tendenze o inerzie. È piena di possibilità meravigliose, per chi ha volontà, forza e lungimiranza. Le élites mondialiste che ci dominano, e le masse allogene che ci invadono, non sono "invincibili": questo deve essere chiaro a tutti i militanti. Li possiamo battere. Possiamo fare la nostra rivoluzione, se sappiamo organizzarci e dimostrare di avere un vero progetto ed una visione. In tempi bui di incertezza la gente istintivamente cerca chi ha chiarezza e certezza da offrire. E noi dobbiamo averla...


Originariamente Scritto da Felix
Qui di seguito le nostre proposte.
Proposte e suggerimenti che sono, naturalmente, suscettibili di modifica o di rettifica (integrale o parziale):
a. Tutti coloro che aderiscono al QM – qualunque sia la loro età, la loro preparazione, la loro estrazione, il loro passato, ecc. – debbono essere considerati dei semplici Legionari tra Legionari, , senza nessun tipo o genere di distinzione pregiudiziale o preconcetta.
b. Tra tutti i Legionari, dovranno essere fissati e stabiliti una serie di scopi e di finalità da perseguire e da raggiungere in comune, nel breve, medio e lungo termine. Se questo non sarà possibile, il “Quadrato Romano” cesserà di esistere.
c. Se si giungerà ad un accordo di massima, ogni Legionario dovrà liberamente scegliere il campo o il settore all’interno del quale svolgerà la sua attività volontaria quotidiana, in nome e per conto del QM.
d. Per ottenere una più valida efficacia dell’insieme degli adepti del QM, ogni Legionario che è disposto ad intraprendere una seria e responsabile lotta di lungo corso per gli scopi o le finalità che ci saremo prefissi, deve essere – a seconda delle sue qualità o predisposizioni intrinseche, e dei suoi espliciti desideri o ambizioni – culturalmente istruito e politicamente formato. Ogni Legionario, dunque, sarà, allo stesso tempo, l’allievo ed il maestro di tutti gli altri, a seconda dei campi o dei settori dove è più preparato o meno preparato rispetto agli altri.
e. I gradi o gli incarichi all’interno o nel contesto del QM si conquistano “sul campo”, per effettivi meriti acquisiti o tangibili capacità dimostrate. In tutti i casi, i gradi o gli incarichi non potranno che risultare dagli esiti positivi o dai successi che ognuno, nel suo campo specifico di attività, sarà in grado di ottenere con le proprie forze, le proprie capacità, il proprio impegno, il proprio carisma. Il tutto, fermo restando che i gradi o gli incarichi – per essere effettivamente vantati o esibiti o esercitati – dovranno avere preventivamente l’accordo, il consenso e l’approvazione dell’insieme dei componenti del QM.
f. I più capaci, i più meritevoli, i più efficaci tra i Legionari – una volta ottenuto l’incarico – debbono essere ugualmente istruiti e formati, sia per potere convenientemente e validamente guidare le forze che, mano a mano, si stringeranno sotto le nostre insegne che per potere, a loro volta, istruire e formare nuovi Legionari e forgiare nuove élites. Inutile sottolinearlo: in linea di massima, il QM, per i gradi e gli incarichi di primo piano, preferisce, sin da ora, i giovani. Gli anziani e le persone di esperienza debbono, invece, se lo vorranno, prevalentemente svolgere il ruolo di consiglieri.
g. i gradi e gli incarichi all’interno o nel contesto del QM – anche se conquistati con duri tirocini, pesanti sacrifici e/o sudati successi – non sono mai definitivi o permanenti; possono essere rimessi in discussione e revocati in qualsiasi momento, per documentabili motivi o ragioni, dalla volontà unanime del resto dei membri del QM.
C’è ancora da chiedersi se, con le suddette premesse, si potrà tentare di costruire qualcosa di serio e di valido per le nostre idee e per le nostre future fortune politiche?
A voi la risposta.
Il Comitato Provvisorio del QM
Cum lenitate asperitas
Le difficoltà vanno trattate con dolcezza.
http://www.ilquadratoromano.altervista.org/index.htm
Il "quadrato ideale" di coloro che non rinunciano alla Storia, nè all'Avvenire del proprio Popolo.
http://groups.msn.com/QMIlquadratoromano/_whatsnew.msnw