Il pianto di Siniora (il premier libanese) ha commosso il mondo intero. Tranne i sionisti. E passi per quanto si dichiara
in Israele: “Ho visto Siniora piangere, ieri –è stato il commento del Ministro degli Esteri, Tzipi Livni- e tutti noi
piangiamo per i nostri morti, in privato e in pubblico. Ma questo è il luogo per dirgli di asciugarsi le lacrime e
cominciare ad agire”. La speaker d’Israele aveva appena dichiarato: “La smetta di piangere si dia da fare” (1).
Mah! E’ dire che gli Ebrei ci avevano abituato ai loro pianti sulla Shoah. Anche se si notava che, tra un pianto e l’
altro, alteravano i numeri (6 milioni) e le modalità (uccisi nelle camere a gas). Ci dicevamo che, malgrado l’
impostura, dei morti c’erano. Ed andavano onorati. Ora, invece, ci vediamo dire che “ciascuno pianga i
suoi morti”. Si conta, dunque, di chiuderla con il piagnisteo sulla Shoah? M’indigna, soprattutto, che tale Edna
Calò Livné si associ e dichiari: “Che Siniora si asciughi le lacrime e cominci ad attivarsi, il futuro e nelle sue mani”.
E m’indigna perché la stessa viene spacciata come “romana”. No signori.
Malgrado siate maestri d’impostura, questa è una bugia troppo grande. L’impostura è tutta di “REPUBBLICA”
quotidiano di proprietà dell’ebreo Carlo De Benedetti. Che dallo scoppio delle ostilità da una mano alla “Patria
israeliana”. Ho letto le “corrispondenze parallele” della sedicente romana e di una ragazza libanese. Ma, mentre la
c o r r i s p o n d e n z a libanese, scrive: “ho saputo, ho sentito dire”, dando alle sciagure del Libano un tono
surreale, la sedicente romana piangeva calde lacrime sulle sofferenze degli israeliani sotto la pioggia di missili di
Hezbollah. A formarsi una opinione su questa base, si sarebbe indotti a credere che i disastrisono in Israele e non nel
Libano.
Altra impostura è gabellare Edna Calò Livné per ”romana”. Romana costei? Chissà, forse è nata a Roma ma, di
religione giudia, non ne ha capito la grandezza. Roma creò il Pantheon e ci mise gli Dei di tutti i popoli sotto
la sua amministrazione, Roma diede la cittadinanza a tutti i sudditi dell’Impero, Roma è rimasta nel ricordo dei popoli
che la ricordano con rimpianto. Anche recentemente i “legionari di
Roma”, andati in Abissinia, cantavano “faccetta nera” e sognavano notti d’amore. Non certo l’abominio criminale
e terroristico che, fin dalla sua nascita, Israele commina ai suoi vicini.
Romana costei? Ma se non sa neppure cos’era la cloaca maxima! No: giudea era e giudea resta. E, se è realmente
nata a Roma, se a Roma ha vissuto, questo è un mero accidente. Perché non ha capito la grandezza di Roma.
Antonino Amato
(1). “Olmert apre al piano Siniora ma prepara l’ultima offensiva” in “REPUBBLICA” del 9 agosto 2006, pagina 9;
(2) “Siniora asciughi le lacrime e si impegni per la pace” in “REPUBBLICA” del 9 agosto 2006, pagina 11




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