Dal Corriere del Sera..........
Un grido nel mondo: liberate i nani da giardino
Si allarga il movimento per i diritti delle piccole statue di terracotta che ornano i giardini. Nata come un gioco, la vicenda è già finita nelle aule di giustizia di diversi paesi
«Signor presidente, lei non ha mai sentito nella nottele grida del nano da giardino che ha freddo? Tutto ruota attorno al problema dell'umanizzazione dei nani. Bisogna richiuderli in un giardino o lasciarli liberi nella foresta?» Così chiudeva la sua arringa l'avvocato francese Bruno Dubour, difensore di alcuni giovani accusati di aver «liberato» dei nani, rubandoli dai giardini privati nei quali si trovavano.
Altra aula di tribunale, sempre in Francia. La signora Tascal mostra ai giudici un pacchetto di ricette mediche: calmanti e antidepressivi. Portano date successive alla sparizione dei suoi nani da giardino. «Solo due mi sono stati restituiti, e uno con il braccio rotto. Signor presidente, vorrei che sapesse che cosa si prova quando si esce di casa e non si vedono più i nani da giardino. E' così che mi sono ammalata».
La lotta per la liberazione dei nani da giardino è iniziata come un gioco - circa cinque anni fa in Francia - ed è diventata una vicenda quasi seria in molti paesi del Mondo. Ci sono scuole di pensiero, movimenti, brigate e sette, spesso tra loro divise da questioni di fondo. Problemi ideali, di principo: c'è chi combatte per l'eliminazione fisica della specie, e chi invece si adopera per la sua emancipazione. Gli gnomi in terracotta scompaiono e riappaiono in seguito a imprese spesso spregiudicate e rischiose, che danno vita a un fenomeno sociale che più di una volta è finito nelle aule dei tribunali. A Sydney un centinaio di nani, prima trafugati, sono stati fissati con una colla potentissima sulle scalinate di una banca. Anche se è la Germania il paese più popolato, con oltre 27 milioni di nani sparsi sul territorio, è sicuramente la Francia la nazione dove la lotta «partigiana» ha attecchito maggiormente: 119 sono stati ritrovati dalla polizia in un bosco non lontano da Limonges, 123 nelle Charentes, verso la costa Atlantica, 36 vicino a Saint Etienne, sui bordi della Loira. E chissà quanti altri hanno preso definitivamente la via dei boschi e nessuno ha più ritrovato.
Gli gnomi da giardino suscitano da sempre passioni forti. Difficile restare indifferenti: o si amano o si odiano e le «brigate nane» che sono sorte per passare dalla teoria alla prassi sono un miscuglio di goliardia, infantilismo, ecologia, suggestioni New Age e chissà cos'altro. Nel 1998, in Francia, si registrò anche un «suicidio di massa» nei pressi della cittadina di Briey. Undici nani furono trovati impiccati sotto a un ponte. Ai loro piedi c'era un biglietto: «Quando troverete queste poche parole noi non apparterremo più a questo vostro mondo egoistico, dove vi siamo serviti soltanto come superficiale decorazione».
Stefa
La storia
Anche se la vera diffusione dei nani come ornamenti da giardino avviene nella seconda metà dell'800 in Germania, per poi colonizzare Francia e Inghilterra, la loro origine risale a epoche ben più remote e, in buona parte, rimane avvolta nel mistero.
Esistono diverse ipotesi, raccolte in modo documentato dall'associazione «Mouvement d'Emancipation des Nains de Jardins». Alcune rassomiglianze fisiche fanno pensare ai nani come discendenti del dio egizio Bès, un essere piccolo e tozzo, con orecchie appuntite e un viso caricaturale.
Nell'antico Egitto, questa figura era considerata capace di scacciare il male e simboleggiava potenza sessuale e fecondità. Anche Priapo potrebbe essere considerato come un antenato dei nani da giardino. Questo dio greco-romano, dotato come Bès di una sorprendente virilità, incarnava anch'egli la fecondità e le energie benigne della natura che favoriscono i prodotti della terra.
DaPriapo gli gnomi moderni hanno certamente ereditato la funzione di guardiani dei giardini. Un'altra tesi, che arriva dalla Germania, individua nei nani una moderna raffigurazione dei pigmei impiegati nel Medio Evo nelle miniere turche. Questi erano incaricati di scavare delle gallerie sotterranee per dissotterrare i metalli preziosi e lavorarli sotto terra.
Questi piccoli minatori si vestivano in modo buffo, con dei berretti rossi imbottiti di erba per proteggersi dagli urti e abiti dai colori vivaci per essere facilmente individuabili in caso di frane.
Il loro ruolo era così radicato nella tradizione popolare che alcuni metalli hanno dei tipici nomi da nani: Nickel (Nicola), Wolframio, Cobalto (Kobold). Richard Wagner affidò loro un ruolo nell'Oro del Reno e nel Sigfrido. Essendo a contatto con le potenze degli inferi, questi pigmei furono rapidamente considerati come il simbolo delle forze occulte, dell'ingegnosità e della conoscenza dei tesori nascosti.
Per esorcizzare gli influssi malefici di cui questi esseri ambigui erano portatori, le compagnie che gestivano le miniere fecero confezionare delle statuette con la loro effige che, esportate, conobbero un successo immediato.
Se ne trovano tracce in Germania dove si segnala la prima apparizione «ufficiale» di un nano a giardino nel 1460 nel castello di Weikersheim in Baviera. Qualche anno più tardi arrivarono anche in alcune ville rinascimentali in Italia e uno di loro fu utilizzato per ornare l'ingresso dei giardini di Villa Boboli a Firenze.
Nella metà del XV secolo i nani assumono quindi un altro aspetto. Uscendo dall'ombra e dalle viscere della terra diventano delle statue ornamentali attorno alle quali si sviluppa una attività di produzione artigianale. Nell'800, in Germania, questa produzione cresce notevolmente. Nel 1880 nasce la prima fabbrica tedesca di produzione i nani.
Tentano di rubare nani da giardino: arrestate
Quattro ragazze in manette per il tentato furto da una casa di Olgiate Olona: 2 in carcere, 2 (minorenni) solo denunciate
OLGIATE OLONA (VARESE) - Sono tra le prime a essere mai state catturate. Il «Fronte per la Liberazione dei Nani da Giardino» è tornato a colpire nel varesotto ma questa volta 4 accolite sono finite nei guai: due ragazze maggiorenni (24 anni) sono state arrestate e trasferite nel carcere di Monza; due minorenni (17 anni), invece, se la sono cavata con una denuncia a piede libero. Le due ragazze finite in prigione sono poi state scarcerate in quanto non possono essere ritenute pericolose. E poi non hanno precedenti penali. Così il magistrato di turno alla Procura di Busto Arsizio (VA) ha deciso scarcerazione delle due ragazze
Nani da giardino
IL FURTO - Le giovani erano state sorprese da una pattuglia di carabinieri mentre stavano portando via dal giardino di una casa a Olgiate Olona quattordici nanetti. A lanciare l'allarme un residente della zona insospettitosi per alcuni rumori. L'episodio risale alle 4 di questa notte. Nessuna di loro ha precedenti penali e vi è anche il sospetto che non facciano effettivamente parte del Fronte che si batte per la liberazione dei nani da giardino: una liberazione che, però, agli stessi nanetti non è certo gradita visto che di solito vengono portati in mezzo ai boschi e qui fatti a pezzi perchè, secondo il Fronte, così facendo si libera la loro anima. Per le quattro ragazzine, due sono sorelle fra loro, è scattata l'accusa di violazione di domicilio e di furto aggravato in concorso. Il cortile dove è avvenuto il furto appartiene al proprietario di una ditta che commercia in arredi da giardino.
ALTRI FURTI NELLA ZONA - Non è la prima volta che nel Varesotto avvengono episodi simili. In Francia da molti anni esiste un Movimento Autonomo per la Liberazione dei Nani da Giardino (Malag). Ad inizio luglio vi era stato il furto di quattro nanetti, ritrovati rotti nei boschi, sulle sponde del Ticino. Altro colpo A Solbiate Olona nella primavera scorsa: in questo caso «vittime» ben 10 nanetti. Altri colpi sarebbero avvenuti nelle ultime settimane anche ad Azzate, Varese, Cardano al Campo, Fagnano Olona e Sesto Calende. In questo ultimo caso oltre che i nani è sparita pure Biancaneve.
11 agosto 2006




Rispondi Citando


