«Poco preparati e con mezzi vecchi» La rabbia dei riservisti travolge Olmert
Le testimonianze dal fronte: anche il cibo scarseggia
TEL AVIV — Quando la patria li ha chiamati per affrontare il nemico alle porte e difendere le loro casa, si sono presentati in massa. Ma adesso fra le truppe dei riservisti israeliani che negli ultimi giorni hanno subìto gravi perdite nel Libano sud cominciano a serpeggiare sentimenti di frustrazione. Alcuni dicono che una volta fatti i conti a dovere con i miliziani fondamentalisti di Hassan Nasrallah, torneranno a Tel Aviv, al ministero della difesa, per esigere la defenestrazione di chi li ha mandati a combattere a loro avviso impreparati. Successe nel 1973, dopo la guerra del Kippur con Egitto e Siria, quando guidato da Moty Ashkenazi il movimento dei riservisti strinse d’assedio la Knesset (parlamento) fino alle dimissioni del governo di Golda Meir e Moshe Dayan. Il fenomeno rischia di tornare adesso. Sintetizza un certo «Yariv» in un sito internet di riservisti: «Riservisti non addestrati, a bordo di carri armati obsoleti, sono stati costretti a misurarsi in Libano con combattenti dei Guardiani della rivoluzione iraniani in una guerra che era prevedibile». Da giorni la stampa locale riferisce di episodi che all’inizio avevano dell’inverosimile. Ad esempio di un soldato morto in combattimento, dopo essersi lamentato che nella sua unità i corpetti antiproiettile «non chiudevano bene» e scarseggiavano. La madre gli aveva proposto di comprarne uno nuovo, a sue spese. Ma il figlio si era rifiutato, per essere nelle identiche condizioni dei compagni. E ancora: disorganizzazione, elmetti vecchi, visori notturni non funzionanti. Anche il cibo al fronte scarseggia. Una tegola che rischia di abbattersi sul governo Olmert. «Una situazione davvero scandalosa», ha esclamato ieri un opinionista di Maariv.
sabato 12 agosto 2006




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