
Originariamente Scritto da
MazingaZ
Mi trovo spesso sempre pronto all'ironia e al sarcasmo, senza apparentemente alcun rispetto anche verso il gentil sesso, per il quale però stavolta spezzo in maniera decisa una lancia proprio a favore del mondo femminino. Un'eccezione per me questo comportamento.
Le donne sanno veder giusto, molto più degli uomini e, quando vogliono, sanno essere meno stupide dei maschi.
Le donne si sono spesso dimostrate per la maggior parte astute, attente, precise, intelligenti, capaci oltre ogni dire.
Le donne hanno capito e hanno saputo capire, a differenza degli uomini.
L'interiore narcisismo e un senso abnorme d'orgoglio hanno portato alcune di esse fuori delle righe, ma fino a quel momento, fintanto che non erano state più audacemente toccate, hanno saputo tenere egregiamente il passo.
L'unico difetto semmai che posso notare nell'universo femminino è, nei limiti della mia esperienza, la incapacità femminile di saper superare una presunta "offesa", di non saper capire fin dove arriva la provocazione e non la vera ingiuria, di ritirarsi sdegnosamente casomai senta la propria dignità offesa da parole che non sono state interpretate nel giusto senso. Questo è il loro limite.
Che dire all'opposto dei maschi? Un'autentica tragedia. Gente che si getta nel baratro dopo che ha visto l'oggetto della sua "simpatia" fare il balzo nel baratro, e la segue nel silenzioso destino, personaggi che dicono male delle donne solo per il gusto di farlo, senza l'ironia e il sarcasmo, quest’ultimo non sempre, però, purtroppo capito.
Gente di maschia stirpe che non ha mai saputo penetrare nell'animo femminile, non ha saputo leggere e capire nelle parole la verità e la sensibilità di un animo in ricerca di un'amicizia e di una verità, non ha saputo mai fare un complimento sentito o, ancor più, non ha dimostrato la consapevolezza di aver capito, guardando solo entro i limiti del proprio io e mai una volta all’infuori di questo.
Ho sempre apprezzato il sottile afflato che permea l'animo della donna, e, quando ho potuto, l'ho espresso, sia pure, forse, non riuscendo nell'intento.
Ma egualmente lo sforzo e la volontà, pur sotto false apparenze, ci sono sempre state.
Amo ed apprezzo le donne che colloquiano con me, ma non disprezzo certo, ed amo anzi con eguale amore, quelle che l'hanno deluso, criticato, abbandonato, offeso anche nella sua sensibilità, quelle che, incautamente, si sono lasciate trasportare dall'adesione maschile (questa non senza precipui scopi) e facendo offesa a se stesse l'hanno seguita.
Dopo aver espresso questo mio pensiero di tutta sincerità con le donne, continuo volentieri a colloquiare con esse, purché esse medesime abbiano l'intelligenza di capire e superare nel loro io orgoglioso anche quello che io posso dire di non gradito a loro.
La mia età, seppur ancora nel bel mezzo del cammin della mia vita (a Dio piacendo) mi permettono di considerare l'animo e l'intelligenza femminile senza remore e barriere di sconcezze e di nascosti ed ipocriti desideri e scopi.