Riporto in parte l'intervista fatta a M.D'Alema, tralasciando le parti non riguardanti l'UE.
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In vista della prossima adesione della Romania all'UE, qual'e' la posizione italiana sulla Costituzione Europea e sul blocco del processo di allargamento?
Il Trattato Costituzionale e' stato gia' ratificato da 15 paesi membri, cio' che rappresenta oltre il 50% della popolazione dell'Unione. a) Se si tiene conto della prossima ratifica da parte della Finlandia nonche' del fatto che la Romania e la Bulgaria hanno gia' realizzato i passi necessari, possiamo considerare che alla fine aderiranno 18 paesi su 27. Il Consiglio europeo ha incaricato la prossima presidenza di turno tedesca dell'UE a redigere una relazione, basata su ampie consultazioni con gli stati membri, di valutazione dello stato dei negoziati sul Trattato Costituzionale. Le conclusioni di tali valutazioni saranno alla base di una ulteriore decisione sulle modalita' di continuare il processo di riforma. Le iniziative necessarie per raggiungere tale sopo dovranno essere attuate entro il secondo semestre del 2008 sotto la presidenza francese. Comunque, secondo me, dovranno essere adottate entro il 2009, quando vi saranno elezioni al Parlamento Europeo e verra' nominata la nuova Commissione.
Come vede l'Italia l'adesione della Romania all'UE e quali problemi deve superare il nostro paese?
Spero molto che la Romania realizzi l'obiettivo dell'adesione all'UE alla data prevista: 1 gennaio 2007. L'adesione del vostro paese rappresenta un passo in avanti per eliminare definitivamente le divisioni artificiali del continente europeo, divisioni che durano da oltre mezzo secolo. Come avviene per tutti i paesi membri, il primo periodo rappresenta, forse, il momento piu' difficile, - a causa della tappa prolungata di preparativi in vista dell'adesione. Ho la convinzione che la Romania sapra' superare anche gli ultimi ostacoli grazie all'entusiasmo che determina l'adesione. L'ingresso della Romania nell'UE fara' si' che la politica europea presti una maggior attenzione alla zona del sud-est continentale, contribuira' alla sua stabilita' e al suo sviluppo. Mi riferisco prima di tutto alla zona occidentale dei Balcani, area che rappresenta una priorita' assoluta per la politica estera italiana, area dove abbiamo avuto l'occasione di collaborare in modo vantagioso con la Romania, in sede bilaterale e multilaterale. Certo, per quanto riguarda le questioni attinenti alla zona mediterranea - altro tema prioritario della nostra politica estera, ritengo che le nostre comuni sensibilita' latine saranno determinanti per adottare la stessa visione.b) Per quanto riguarda il tema della “ capacita' di assorbimento”, sono conscio del fatto che alcuni paesi ritengono necessario aprire un dibattito sulle ripercussioni del futuro allargamento dell'UE. Pero', dal nostro punto di vista, vogliamo evitare i tentativi che tendono a rallentare o a bloccare in modo effettivo il processo di allargamento, in contrasto con gli obblighi assunti nell'ambito dell'Unione nel corso degli ultimi anni per quanto riguarda i paesi della penisola balcanica occidentale nonche la Turchia.
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Fonte: sito MAE
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N.B.! Le 2 lettere in rosso nell'intervista le ho messe io per facilitarmi il commento
a) wow, 18 paesi su 27. D'Alema sembra contento, io no! Di certo qui non basta la maggioranza come al parlamento ma ci voleva l'unanimità. E visto che non ci sarà c'è il pericolo che tutto si affossi. La Costituzione non era il massimo ma comunque un passo avanti, e passo oggi e passo domani si raggiungeva la meta...
b) Ma certo.... dal nostro punto di vista vogliamo allargare, allargare e allargare e poi vantarci di averlo fatto. Ma si, prendiamoci tutti i meriti di allargare l'Ue a dismisura...fino a che scoppia! Già gli ingranaggi girano lenti e pesante, più si aumentano i membri e più si allontana l'idea di poter condividere decisioni, scelte e perchè no sovranità.
Uff, come ministro degli esteri avrei visto meglio Ciampi!
Bye!




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