La bomba non è esplosa a causa della pioggia
Ordigno davanti a un ex centro islamico
Fallito attentato a Milano: il candelotto era in via Solferino davanti al ristorante «Sud»
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MILANO - Allarme terrorismo a Milano per una bomba davanti a un ex centro islamico annunciato da una telefonata al quotidiano Libero: «Questo è l'inizio della guerra contro i musulmani». La prima è stata rinvenuta da una «volante» della polizia attorno alle 22.30: gli agenti hanno notato una piccola fiammella davanti all'attuale ristorante etnico «Il Sud», al civico 33 di via Solferino. La chiamata — voce italiana, parlata calma — iniziava così: «Avvisate la Questura che c'è un ordigno inesploso presso un centro islamico».
In effetti l'ordigno, un tubo lungo una quarantina di centimetri con un piccolo cilindro posto su una delle aperture, non è deflagrato: di fattura artigianale, forse c'è stato qualche errore nel confezionamento. Oppure, la pioggia, battente a quell'ora, potrebbe aver bagnato e creato problemi al meccanismo d'innesco. La bomba, che inizialmente era stata classificata dalla polizia come «falso allarme» — forse c'è stato un errore di sottovalutazione da parte degli artificieri — è stata fatta brillare sul posto. A vuoto i primi due tentativi, riuscito il terzo, poco prima dell'una di notte. Gli inquirenti si sono recati nella sede di Libero, per sequestrare il nastro contenente la chiamata. In campo anche la Digos: fino a pochi anni fa, al posto de «Il Sud» aveva sede il «Fondaco dei Mori», un circolo nato per «creare un ponte tra Oriente e Occidente». Un bar, una biblioteca e un ristorante a base di cucina nordafricana e mediorientale. Ma, soprattutto, il «Fondaco» era animato da Alì Schuetz, leader di una delle comunità islamiche di Milano.
Chi ha fatto la telefonata a Libero, secondo gli inquirenti, è collegato a chi ha realizzato e posizionato l'ordigno. Il candelotto era in Via Solferino davanti al ristorante «Sud» Forse è la stessa persona. Forse no, e ha avuto dei complici. Di certo era convinto che anziché «Il Sud», in questo periodo chiuso per ferie, ci fosse ancora il «Fondaco». Potrebbe averlo tradito Internet: in rete, alla ricerca di «Fondaco dei Mori», compare infatti l'indirizzo di via Solferino. Oppure, ed è una delle ipotesi battute dagli investigatori, la bomba potrebbe essere stata indirizzata proprio contro «Il Sud»: gestito da un italiano e da un ivoriano, oltre a caratterizzarsi per i piatti di Africa e Sudamerica, ha una vastissima clientela extracomunitaria. Nell'ordigno, c'era miscela esplosiva. Se fosse esploso, ci sarebbero state serie conseguenze. Insomma: una bomba fatta e finita. Non è l'azione di un mitomane. Di un dilettante, questo, forse sì: in Internet c'è una vasta gamma di siti che insegnano come confezionare bombe «domestiche». Resta il fatto che in giorni, dopo il blitz di Londra, di altissima tensione per l'allarme terrorismo, a due passi da Brera c'era una bomba che avrebbe potuto far danni.
Andrea Galli
14 agosto 2006


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