Dopo l'aggressione al Libano
Orrori, massacri, distruzioni
Gli antefatti
La guerra del Libano è finita. Forse. Prima di commentarla diciamo che è stata la guerra soprattutto delle menzogne. La percezione che i giornali e le televisioni hanno volto dare alla pubblica opinione è stata grossolanamente falsata – come sempre – a favore di Israele. Ma questa volta si è trattato di un guerra vera, seppur in miniatura. Un esercito, un’invasione, bombardamenti aereo navali, stragi di civili, persino armi vietate, attacchi a ospedali e ambulanze, terrore pianificato. L’attacco israeliano è stato definito “legittima difesa” , la replica dei libanesi ( Hezbollah non è la fantomatica e assai dubbia Al Quaida: è un partito che comunque gode del sostegno di vasta parte della popolazione libanese, con due ministri eletti democraticamente, ammesso che questo termine abbia un senso) la replica Hezbollah terrorismo.
Perché è scoppiata la guerra? Il classico “casus belli” è stata la cattura di due soldati israeliani. Ma il fatto che Israele catturasse da anni e detenesse in prigione e spesso torturasse uomini di Hezbollah (e ovviamente palestinesi, bambini compresi) è stato tenuto sotto silenzio.
In realtà poi la guerra al Libano era stata pianificata molto prima, esattamente come quella all’Iraq.
La bufala dei soldati “rapiti” è ovviamente una bufala da bar sport. Neanche uno stato canaglia come Israele scatena un guerra rischiosa per due soldati , su una frontiera calda come quella israelo-libanese. D’altronde, con l’abituale impressionante ottusità ( è pazzesco che un uomo simile sia alla testa della prima potenza mondiale) Bush aveva dichiarato a San Pietroburg: “ Non si tratta di un’operazione israeliana approvata dagli americani ma di un’operazione americana fatta dagli israeliani” . Chiaro anche agli imbecilli.
Altrettanto risibile poi l’accusa di terrorismo da parte di uno stato che applica quotidianamente il più spietato terrorismo contro le popolazioni indifese a Gaza e Palestina. E non vale per nulla l’obiezione che si tratta di repliche ai loro attentati suicidi. Primo perchè da 40 anni Israele dovrebbe lasciare tutti i territori occupati con la guerra di aggressione nei famosi 6 giorni: non l’ha mai fatto e non intende farlo, in violazione di tutte le leggi internazionali.
Secondo perché nessuno Stato può rispondere al terrorismo con i terrorismo. Un esempio fra mille: recentemente è stato ucciso un leader palestinese a Gaza. Un missile ha centrato la sua auto ed ha ucciso insieme al lui i suoi due figli piccoli.
Ora uno Stato che si vuole civile primo non può uccidere senza processo ( ricordate il processo Eichman fatto con grande scialo di propaganda? Lo rapirono solo per fare un processo che peraltro non aveva alcun senso giuridico. Ma allora serviva un processo con parvenza di legalità), non può giustiziare neanche un sospetto terrorista ( e se non lo fosse? E se fosse innocente? ) ma è delirante poi uccidere senza problemi anche i famigliari. Questo Israele lo fa abitualmente. Uno stato terrorista, nato d’altronde sul terrorismo. Mai i britannici in tanti anni di attentati sanguinosi dell’IRA uccisero irlandesi a casaccio. Questa vale per l’Eta e la Spagna, l’Italia e le BR, la Germania e la Rote armee fraktion ecc. Non è nemmeno discutibile legittima difesa da Far West, ovvero sparare al bandito anche preventivamente: no , qui gli ebrei gli ammazzano anche i famigliari, anche gente che non c’entra nulla. E si mettono sullo stesso piano dei terroristi. Altro che stato civile.
Beirut in rovina
Da quando esiste il Libano non ha mai aggredito nessuno. Era un paese ricco e pacifico. Gli ebrei occupando la Palestina provocarono ondate di profughi molti dei quali arrivarono in Libano. Per senso umanitario i libanesi non li cacciarono e nei campi profughi attecchì anche la resistenza anti israeliano. Ma i libanesi non c’entravano. In compenso gli ebrei hanno invaso il Libano 6 volte ( questa è la settima!!) Nell’82 gli ebrei scatenarono l’invasione più massiccia. Con l’aiuto di bande di cristiani venduti ai sionisti massacrarono molti palestinesi nel campo di Chabra e Chatila, ma ovviamente non riuscirono a sterminarli. Contro l’occupazione israeliana nacque Hezbollah. Che senza Israele e l’invasione non sarebbe mai esistito. Fu grazie al coraggio dei guerriglieri Hezbollah che, piaccia o meno, Israele fu costretto a ritirarsi.
17.000 violazioni israeliane
Ma non lo fece affatto pacificamente e non ha mai smesso: le violazioni della sovranità libanese sono sempre stata all’ordine del giorni. Gli assassini del Mossad hanno in Libano una potente rete terrorista . Gli stessi osservatori dell’ONU hanno denunciato continue violazioni dello spazio aereo libanese: il premier Siniora, certo non vicino ad Hezbollah e considerato amico degli americani, ha denunciato oltre 17.000 violazioni dello spazio aereo libanese prima della guerra.
Una specialità della propaganda ebraica è la “memoria selettiva” : si ricorda ossessivamente e spesso scorrettamente cio che fa comodo e si cancella ciò che non fa comodo. Grazie al totale controllo dei media l’opinione pubblica è disorientata: dimentica che la storia non fa salti ( historia non facit saltus, dicevano già i latini) e le menzogne non la cancellano, neanche vietando di dire la verità, che prima o poi viene a galla. Tutto ha un inizio ed è sempre dall’inizio che bisogna ripartire.. Il disastro in Medio Oriente, la lotta dell’Islam contro l’Occidente hanno due motivazioni: l’illegale e piratesca nascita di Israele e la politica neo coloniale del secondo Novecento volta al furto del petrolio e alla protezione di Israele. Se si parte da queste elementari verità storiche si vedrà che non sono gli islamici ad attaccare ma l’Occidente guidato dai politicanti anti nazionali e filo-sionisti: tant’è vero che prima dell’attuale “pericolo islamico” la lotta contro il sionismo fu condotta dal leader come l’egiziano Nasser, il palestinese Arafat, l’iraniano Mossadeq, l’iracheno Saddam, il siriano Assad che erano anti islamici: erano semmai nazionalisti laici . Ricordare questi particolari non fa comodo ai fanatici cristo-sionisti che sono altrettanto fondamentalisti degli islamici. L’islamismo radicale nasce dopo la distruzione sistematica dei movimenti laici nazionalisti in medio oriente. Ma è stato il cosiddetto Occidente a farlo diventare forte.
Dell’Islam e dell’Europa parleremo comunque in altra occasione: è urgente svergognare i “fallacisti”, la sui ignoranza è pari all’arroganza, che si annidano in tutti i partiti.
Restiamo al Libano.
La truffa del terrorismo
Tutti i somari che dicono che l’11 settembre ha cambiato il mondo non sanno che non è un attentato, tanto più di matrice assai dubbia come le due torri, ( clicca per pro memoria il 444) (408) (324) che cambia il corso delle cose.
Quando nel 1914 lo studente ebreo Gravrilo Prinzip uccise a Serajevo l’arciduca Francesco Giuseppe , diede la scintilla ad una guerra che era già inevitabile: forze potenti avevano dichiarato da tempo guerra all’Europa tradizionale che aveva il suo fulcro negli Imperi centrali. Per questo quell’atto di terrorismo, stranamente, non fu giudicato sufficiente, dalle democrazie di allora, a giustificare la repressione del terrorismo degli austriaci. Quelle stesse democrazie che oggi predicano la “guerra preventiva” contro il terrorismo allora dichiararono guerra all’Austria per la reazione al terrorismo. Viva la coerenza. Resta il fatto che la guerra scatenata da Bush dopo l’11 settembre era stata decisa ben prima. Afghanistan, Iraq, Libano sono battaglie di quella guerra. Poi verranno la Siria e l’Iran e allora le cose si faranno davvero serie. Ma il terrorismo non c’entra: bisogna essere cerebrolesi per credere davvero che una nazione entri in guerra e massacri migliaia o milioni di persone per quella che è in realtà un’operazione di polizia. Il terrorismo è fumo negli occhi, nessun terrorismo mette realmente in pericolo paesi come gli Stati Uniti o l’Inghilterra. La partita che si gioca è per il dominio del mondo. Ma l’Islam non c’entra anche perché non ha neppure i mezzi per entrare in partita. Se la giocheranno l’asse del male sionista americano, la Cina, la Russia: gli altri, fra cui l’Europa, sono attori di riserva. Questa è la realtà, babbei che credete alla “guerra di civiltà” contro l’Islam!
Quel che è certo è che noi europei non abbiamo alcun interesse a fare la guerra a mezzo mondo per gli interessi degli americani, dei sionisti e di Israele. Ma ci siamo trascinati per i capelli. Anche questo è un punto che troppi poveri fessi che pur militano nei partiti semi nazionalisti non riescono a capire. Lo capiscono assai meglio le sinistre.
La battaglia del Libano ha svelato al mondo in modo brutale il volto di Israele e del sionismo. Questa volta solo con sforzi enormi la propaganda di regime ha parzialmente tamponato la falla. Ci aspettano dosi da cavallo di giornate della memoria, per farci dimenticare queste giornate della vergogna. Purtroppo per i sionisti ( e per fortuna per tante povere vittime potenziali) è fallito l’attentato dei giorni scorsi sventato dai servizi segreti britannici non deviati.Un attentato assolutamente previsto. Dopo l’attacco al Libano era indispensabile per la propaganda israelo-americana un mega attentato firmato Al Queida per mobilitare l’opinione pubblica alla “guerra globale” .
L’attentato per fortuna è fallito, le immagini del terrore vero sono tornate sugli schermi e l’immagine di Israele è crollata anche fra i più ingenui.
Perché questa guerra
Intanto vengono a galla i particolari reali e le ragioni vere della guerra.
Hezbollah, in questo la propaganda sionista ha ragione, è un avamposto iraniano-siriano, militarmente parlando.
Ora si dà il caso che Israele voglia attaccare l’Iran per impedirgli di avere armi atomiche che determinerebbero l’impossibilità di altre guerre in Medio Oriente. Nel contempo Israele vuole un’altra guerra per liberarsi del problema palestinese. Deve creare in Palestina il Regno di Giuda biblico e per farlo deve togliersi dai piedi gli arabi che fanno molti più figli degli israeliani. Una bomba demografica. Una sopravvivenza di un Israele non razzista sarebbe in realtà possibile, convivendo con gli arabi: ma sarebbe la fine del sogno di potenza sionista. Quindi in Palestina devono restare solo ebrei. E per farlo, piaccia o no ci vorrà ancora una o più guerre. E nessuno Stato nemico di Israele potrà avere la bomba se no di guerre non se fanno più.
L’Iran quindi sarà attaccato. Ma anche se saranno gli americani a farlo, cosa che sperano i sionisti per ottenere quel che vogliono a buon mercato mandando al fronte gli altri, non è detto che Israele se la cavi senza danni.
I missili iraniani attualmente devono fare centinaia di chilometri prima di arrivare ad Israele. Possono essere intercettati dal sistema anti missile Patriot.
Ma se si trovano in mano a Hezbollah ai confini del Libano, allora sono dolori. Partono e arrivano.
Si è visto cosa hanno fatto dei relitti tecnologicamente della seconda guerra mondiale o giù di li come i katiuscia. Figurarsi dei missili moderni. Ci sono missili dalla potenza esplosiva sufficiente a radere al suolo interi quartieri in un colpo solo.
Israele dopo una guerra con l’Iran si ritroverebbe come un groviera. Ecco perchè bisognava urgentemente liquidare Hezbollah. A fine agosto quel personaggio da spazzatura holywoodiana che è Giorgio Bush ha promesso sanzioni con l’Iran. Le sanzioni si sa come cominciano, non come finiscono. Se scoppia la guerra Israele è sotto tiro: quindi attacco “preventivo” al Libano.
Ma è andata non male, malissimo. Israele non ha vinto. E’ avanzato di qualche chilometro con perdite pesanti. Ma quel che è peggio, e Olmert ha avuto almeno l’intelligenza di capirlo, una avanzata a fondo sarebbe stata una catastrofe. Lo ammettono gli stessi giornali ebraici.
Il punto debole di Israele
Gli arabi hanno forse finalmente imparato la lezione: inutile contrapporre a Israele un esercito convenzionale. Armati massicciamente in modo ultramoderno dagli USA, da cui succhiano qualcosa come 12 miliardi di dollari all’anno come sovvenzioni agli armamenti, gli ebrei non hanno problemi a battere gli eserciti straccioni degli arabi.
Ma hanno un altro, fondamentale problema: non hanno la massa critica per una vera guerra.
Dai tempi di von Clausewitz l’arte della guerra prevede due fondamentali regole per vincere: il numero e lo spazio. Napoleone e Hitler persero contro la Russia, che tecnicamente stracciavano, perchè i russi avevano il numero e lo spazio. Potevano ritirarsi e aspettare.
Israele non ha neppure la capacità militare degli eserciti di Napoleone e Hitler: sono bastati dei guerriglieri determinati a creare seri problemi. Secondo notizie riservata gli israeliani avrebbe avuto annientata una divisione blindata: e ne hanno alla fine solo sette.
Stroncata una divisione corazzata israeliana
La stampa israeliana segnalava la difficoltà a far arrivare in prima linea viveri e rifornimenti. E si era a 10 chilometri. Figurarsi dopo un’avanzata di cento chilometri, quando i problemi si moltiplicano mentre aumenta lo spazio da controllare e la guerriglia attacca anche nelle retrovie. Israele poi ha 6 milioni di abitanti , che non sono affatto guerrieri come si danno arie di essere. Non può assolutamente mantenere 200.000 uomini in armi per sei mesi. La sua struttura non può reggere una pioggia di missili per mesi e un esercito mobilitato. Crollerebbe l’economia del paese: Israele può invadere il Libano o la Siria, ma poi deve ritirarsi, non può certo occupare vasti territori. Per questo ci vogliono milioni di uomini. I numeri e lo spazio, direbbe von Clausewitz, sono proibitivi per la nazionale ebraica. E quindi tutto da rifare.
Coraggioso intervento svizzero all’ONU
Cosa accadrà ora? Era falso dire che il Libano minacciava la sopravvivenza di Israele, ma paradossalmente dopo questa guerra Israele teme davvero per la sua sopravvivenza, almeno come potenza sionista.
Militarmente la sorpresa per l’arroganza sionista è di quelle brutte: un attacco massiccio missilistico può fare enormi danni in Iran e Siria ma può cancellare Israele. Almeno sul piano delle infrastrutture industriali. Gli israeliani sono abituati bene, hanno un tenore di vita europeo. Una guerra seria di qualche mese li piomberebbe in una intollerabile ( per loro: i palestinesi ci vivono da sempre) miseria.
I sondaggi dicono che gli israeliani sono convinti che una nuova guerra sia molto vicina: hanno ragione. Se la Siria e Hezbollah si rinforzano, ora che hanno una strategia, per Tel Aviv è notte. Quindi bisogna attaccare subito.
Nessuno li fermerà, anzi. Il comportamento americano è stato come sempre di questi tempi, ignobile.
Nessuno scrupolo umanitario, totale scorrettezza, totale parzialità. Un altro governo sionista.
L’ONU ha dimostrato di essere il solito inetto carrozzone: agli ordini degli americani. Serve solo come vetrina dell’indignazione delle vittime e degli impotenti.
Con grande lucidità e non senza coraggio, il rappresentante permanente della Svizzera all’ONU Peter Maurer ha attaccato all’assemblea permanente il diritto di veto. “Il diritto di veto” ha detto “ non deve servire a difendere interessi particolari” Negli auspici dell’ONU poi, ha aggiunto Maurer, sta scritto che occorre evitare l’uso del veto in caso di genocidi o crimini umanitari.
“…ma questo diritto viene utilizzato in modo abusivo, paralizzando l’Organizzazione anche neo casi genocidio e crimini contro l’umanità o in occasione di crisi gravi..Tutto ciò dà ragione a coloro che pensano che il diritto di veto non è un attributo legato ad una responsabilità particolare di grande potenza in materia di pace e sicurezza internazionale ma di privilegio utile a difendere i propri interessi. Questo paralizza il Consiglio di sicurezza in numerose crisi, cosa che la Svizzera deplora insieme con molti altri”. Bene. Sarebbe facile aggiungere che gli avversari all’adesione all’ONU tutto questo lo sapevano già prima e che è del tutto utopistico immaginare che le cose cambino senza un nuovo conflitto mondiale. L’ONU è una cattedrale di ipocrisia. Ma almeno la Svizzera salva l’anima non accettando il gioco sporco del ripugnante americano Bolton.
E perchè un'altra guerra..
La sola speranza di evitare un conflitto spaventoso voluto dai sionisti e ormai quasi inevitabile è una reazione dell’opinione pubblica americana ed europea. Sarà assai difficile perché le moltitudini sono rimbesuite dalla propaganda: tutta la grande stampa è filo sionista, un giornale non filo ebraico o perlomeno rispettoso degli interessi sionisti non avrebbe una riga di pubblicità. In Francia è stato dimostrato che solo un grande settimanale ( Marianne) ha dedicato la copertina alla guerra del Libano. Gli altri vergognosamente la mettevano in secondo piano. Così in Italia, Espresso e Panorama. I sionisti terrorizzano i pennivendoli.
Tuttavia la gente comincia ad averne piene le scatole di Israele e delle sue guerre che devono per forza diventare le nostre. E le quotazioni di Bush e dei cristo-sionisti ( in Italia e in Ticino i più vicini ai cristo-sionisti sono- è giusto dirlo - quelli di Comunione e Liberazione: mistica degli affari) sono in caduta libera. In Europa i sionisti ( una fogna come Marco Pannella per esempio , i il Forza Italiota Bondi) tentano il colpaccio: portare Israele nell’UE. I contribuenti americani, per la bella faccia dei sionisti, scuciono 12 miliardi di dollari all’anno solo per contributi armamenti. E Israele gode di molte altre agevolazioni. Gli Stati Uniti da tempo vogliono scaricare il fardello anche sui contribuenti europei e le organizzazioni sioniste con le loro centrali di propaganda e le lobby politiche sono già in azione. Con gravissimo pericolo per l’Europa, trascinata nelle follie di Israele.
La politica sionista è ormai fuori controllo e il Libano lo ha dimostrato.
Ma le cortine fumogene mascherano la realtà. Un esempio fra mille. Il Corriere della Sera e La Repubblica hanno dedicato paginate alla morte del figlio dello scrittore ebreo David Grossman. Morto in combattimento nell’armata di invasione del Libano. Mica morto in missione umanitaria. Ma hanno accuratamente evitato di pubblicare le fotografie dei bambini uccisi dalle bombe al fosforo, dalle bombe a frammentazione. Quelle si che avrebbero meritato pagine di commenti. Quei bambini non erano soldati e quelle armi erano e sono vietate. E’ strano: i morti ebrei valgono molto di più. Un centinaio ad Israele, oltre un migliaio in Libano. Qualche danno alle case in Israele, intere città distrutte , villaggi cancellati, infrastrutture azzerate, milioni di sfollati in Libano. Alla pari!
E adesso a far la guardia alla frontiera per conto degli ebrei andranno italiani, francesi e altri. A spese dei contribuenti, mica di Israele.
E quello finanziario è il male minore: perché gli europei saranno intrappolati nella infernale macchina da guerra e da menzogna israeliana. Morire per Tel Aviv non è il massimo degli interessi degli europei ma è quanto potrebbe accadere.
Sempre che non accada di molto peggio: sempre più apertamente si parla di armi atomiche. E l’asse del male Washington Tel Aviv non avrà scrupoli ad usarle




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