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L'Udc è parsa da subito più propensa a trovare un accordo. "Non c'è da parte nostra una aprioristica contrapposizione: maggioranza e opposizione sono chiamati a dare una risposta comune" ha detto Pierferdinando Casini. L'ex presidente della Camera ha anche indicato nella "genericità" del testo la strada della possibile unità.
Più lontani dalle posizioni della maggioranza gli altri partiti della Casa delle Libertà. Gianfranco Fini ha sottolineato che, con gli elementi attualmente a disposizione, per ora c'è solamente un "nobile intendimento". Forza Italia invece ha chiesto garanzie su obiettivi politico-militari, regole di ingaggio, catena di comando, entità, quantità e compiti del coinvolgimento italiano. Pisanu, nella dichiarazione di voto, ha chiesto due modifiche sostanziali: il
disarmo di Hezbollah e il diritto di Israele a vivere entro confini sicuri. ()
Su queste posizioni, la discussione è stata interrotta per un paio d'ore. Un tempo che, evidentemente, è stato sufficiente a raggiungere un'intesa. La risoluzione approvata dal governo è stata "asciugata" e ridotta a due soli punti davvero generici: l'aiuto alle popolazione dell'area (Libano e Israele) e la garanzia di un ruolo attivo dell'Italia nell'ambito della risoluzione 1701 dell'Onu. Più l'impegno del governo a tenere informato il Parlamento.
Tutto qui, ma sufficiente a ottenere un'approvazione quasi unanime alla Camera e, poi, al Senato. Solo la Lega e il Movimento per le Autonomie, che non sono convinti della necessità della missione, si sono astenuti.
Poi, le spiegazioni della Cdl. Diverse tra loro quelle di Pisanu e di Casini. Per l'ex ministro dell'Interno la Cdl ha espresso un "sì con riserva": "Oggi votiamo sì, lasciandoci completamente libere le mani per poter votare no al provvedimento di finanziamento se non si verificheranno le condizioni che abbiamo posto".
Per Casini, invece, "è stata una giornata positiva:
questo è il segno che non siamo un piccolo Paese, ma siamo un grande Paese che sa assumersi le proprie responsabilità. Si è evitato - spiega Casini - di trasformare questa giornata in un ennesimo momento di divisione tra le forze politiche italiane e questo per me è un fatto importante. Abbiamo delle perplessità sulle regole d'ingaggio, ma ci ha rassicurato il ministro della Difesa che ha detto che in sede Onu tratteremo duramente le regole d'ingaggio, perchè i nostri soldati devono essere messi al riparo da ogni rischio".
(18 agosto 2006)
http://www.repubblica.it/2006/08/sez...-missione.html




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