
Originariamente Scritto da
Basiji
Gli avvitamenti e cambiamenti di virata tipici di Blondet non mi sembrano affatto comuni tra gli scrittori e giornalisti. Il suo problema specifico è che mescola articoli, notizie e analisi interessantissime, con cadute incredibili, che rischiano di minare il lato positivo del lavoro che svolge. Ho in varie discussioni riportato degli esempi, tratti soprattutto dai suoi libri, al riguardo: in "No Global" sposa completamente la tesi ufficiale del governo Bush sugli attentati suicidi dei terroristi islamici animati da nichilismo simile a quello dei no-global, salvo rovesciare il tutto, poco dopo, con 4 libri interessanti e ricchi di informazioni; in diverse occasioni descrive il "regime degli Ayatollah" iraniano (e la stessa Rivoluzione Islamica del 1979) come sponsorizzata e supportata dagli USA e poi quasi quotidianamente produce articoli su progetti folli e inauditi degli USA e di Israele per rovesciare l'ordinamento della Repubblica Islamica; si fa promotore e divulgatore di notizie introvabili o scomode, per contrastare la propaganda americano-sionista dominante, e poi nel corso dell'ultimo conflitto tra il Libano e Israele basa tutte le sue assurde tesi sulla propaganda ridicola e palesemente falsa del governo Olmert sui danni e perdite inflitti dal regime sionista ai combattenti libanesi ed al loro arsenale, e sulla valutazione delle loro potenzialità (umane e militari).
Quanto alle panzane specifiche dell'articolo, ne pongo in evidenza alcune.
La tesi fondamentale del Blondet è di mostrare l'originalità ed intelligenza politica di Seyyed Nasrallah (verso cui nutriamo il massimo, e dico massimo, amore, rispetto e reverenza) a discapito dei capi politici e religiosi islamici presenti e passati. Si parte con una citazione raccolta da "Asian Age" nel quartiere generale di Hezbollah (ma non era andato completamente distrutto?) e poi ascritta non so come direttamente a Nasrallah. Che il problema dei musulmani e delle persone nobili e libere in generale, nel Vicino Oriente, non sia costituito dalle comunità ebraice locali ma dal sionismo ed i suoi sostenitori, è una tesi sposata praticamente da tutti i musulmani ed arabi, non prerogativa di Hezbollah. Non a caso la Repubblica Islamica dell'Iran a più volte proposto, come unica soluzione per il conflitto, un referendum generale con la partecipazione di tutti i cittadini cristani, ebrei e musulmani.
Quanto alla frase: «Storicamente, non ci sono problemi tra ebrei e musulmani», non la ritengo attendibile, perchè discorsi pubblici ed interviste di Seyyed Nasrallah - oltre alla realtà dei fatti - non depongono a favore di simile asserzione.
Hezbollah, sin dalla sua fondazione nei primi anni '80, ha specificato che l'obiettivo in Libano rimane la creazione di un governo Islamico, ma soltanto previa adesione e accettazione da parte della stragrande maggioranza della popolazione (analogo a quanto avvenuto in Iran nel 1979, dove la decisione di fondare una Repubblica Islamica venne sottoposta a referendum). Quindi non c'è stata MAI alcuna "intenzione di imporre la Shariah", perchè la Shariah stessa vieta l'imposizione.
Affermare che tutti i "loro doscorsi sono altamente politici, accuratamente depurati di ogni riferimento alla religione", vuol dire ignorare completamente la natura e l'essenza di Hezbollah. Basterà citare, per non dilungarmi, una frase del segretario generale del movimento, il rinomato Nasrallah appunto, nel suo primo discorso pubblico dopo l'inizio del conflitto il mese scorso, per smentirlo: "Voi (sionisti, n.d.r.) non sapete chi state combattento. Voi combattete i figli di Mohammad (Profeta dell'Islam, n.d.r.), di Ali (genero e nipote del Profeta, primo Imam secondo gli Sciiti, quarto califfo legittimo secondo i Sunniti), di Hasan e Husayn (entrambi figli di Ali, rispettivamente secondo e terzo Imam per gli sciiti). Combattete gente con un livello di fede che non ha pari sulla terra."
E' superfluo dire che Hezbollah ha sempre definito la propria lotta come un dovere religioso per l'interesse del proprio lavoro, ed in tal senso ha sempre operato in tutti gli ambiti (politico, economico, sociale, culturale, oltre che militare). Per questo definire "il linguaggio che esce dal quartier generale Hezbollah" come estraneo "dal vocabolario del fondamentalismo, ma (proveniente, n.d.r.) da quello del gergo ideologico della sinistra post-moderna, più precisamente alter-mondialista e anti-imperialista" è totalmente assurdo.
L'amicizia, il rispetto e la collaborazione con Chavez, ancora una volta, non è prerogativa di Hezbollah. Senza voler continuamente chiamare in causa l'Iran (che il presidente venezuelano ha definito "il primo amico" del proprio paese), tutto il mondo arabo (parlo dei popoli, non dei governi) ha simile posizione, peraltro ricambiata. In pieno conflitto tra Libano e Israele Chavez ha rilasciato una lunga intervista al canale satellitare "Al-Jazira" in cui ha espresso tutta la sua amicizia e affetto per i popoli arabi con parole sorprendenti.
La chiamata per la costituzione di un fronte degli oppressi unito in tutto il mondo, da schierare di fronte alla cricca di oppressori mondiali, è un concetto che - almeno nel mondo islamico - fu coniato dall'Imam Khomeyni e dall'Imam Musa Sadr già negli anni '70. Nulla a che vedere con l'internazionalismo no-global.
Il "nuovo tipo di capo musulmano mai visto prima", come viene descritto Nasrallah da Blondet, ha delle caratteristiche - ancora una volta - presenti già in altre guide. Il riferimento d'obbligo, ancora una volta, è all'Imam Khomeyni, ma anche all'Ayatollah Khamenei, a Khatami, ad Ahmadinejad, alla dirigenza di Hamas, ai predecessori di Nasrallah (come Seyyed Abbas al-Musawi), che hanno sempre distinto l'oligarchia e la lobby sionista dal resto
delle realtà presenti in Occidente.
Blondet continua definendo "sempre calmo", "intelligente" e mai esagitato, quando appare in tv, Seyyed Nasrallah, portando come esempi contrastanti Saddam e l'Imam Khomeyni. Non mi pare che l'ex rais di Baghad (per cui non nutro alcuna simpatia) nè soprattutto l'Imam siano mai apparsi esagitati in tv o in occasioni pubbliche (e nel secondo caso neanche private). Se è la definizione di "grande Satana" con cui l'Imam ha descritto gli Stati Uniti a turbare Blondet, potrà mettersi l'anima in pace perchè Seyyed Nasrallah come ogni dirigente e militante di Hezbollah l'hanno sposata sin dalla loro fondazione e ricorre in molti discorsi, slogan, manifestazioni, al pari del grido "Morte all'America". Evidentemente Blondet non ha mai visto il segretario generale di Hezbollah in qualche comizio trasmesso dalle tv....
Quanto alle cifre sul conflitto, "razzi inutili su Israele", "cento hezbollah uccisi per un israeliano", neanche serve qualche commento.