Ho detto più volte, e lo ribadisco anche ora, che per arrivare alla tanto agognata unità delle forze sociali, nazionali ed identitarie, è necessario che i militanti comincino ad avere contatti e scambi d’idee non solo con i membri del proprio partito di riferimento, ma con altri partiti e movimenti. Si deve partecipare ai forum come questo ed anche alle manifestazioni di piazza. Tuttavia, devo e dobbiamo ammettere che non ci si può affidare al solo attivismo dei singoli; bisogna che ci sia un coordinamento fra i dirigenti dei vari movimenti, i quali devono poi mobilitare i militanti e guidarli. Se non si fa così, ci sarà solo improvvisazione, mentre c’è bisogno di un’azione politica coordinata e precisa. L’elettorato italiano è già disorientato; se anche noi - che dovremmo avere nell’ordine e nella disciplina i nostri valori portanti - ci mettiamo a far confusione, finiremo con l’apparire simili a quei partiti nazionali che diciamo di disprezzare.
Arrivando al dunque, ecco come, secondo il mio modestissimo parere, dovremmo comportarci coloro che, come me, svolgono un ruolo di dirigenza e coordinamento all’interno di un movimento politico.
- Per prima cosa, prendere contatto con i coordinatori degli altri movimenti politici d’area – Forza Nuova, Fiamma, Nuovo Ordine Nazionale ecc. - a livello provinciale, regionale e nazionale. Dovremmo parlare, confrontarci, METTERE DA PARTE I PUNTI DI DISACCORDO ed approfondire quelli che sono condivisi.
- Individuare un certo numero di iniziative (POCHE), ma che vedano la partecipazione di tutti. Commemorare i nostri camerati caduti durante gli anni di piombo, per esempio, sarebbe un ottimo motivo per mettere da parte le divisioni e riunirci in un’unica, grande manifestazione che potrebbe (e dovrebbe) diventare un appuntamento fisso. La data del rogo di Primavalle (ad esmpio) sarebbe, a mio avviso, l’occasione ideale. Anche una grande manifestazione contro l’immigrazione clandestina e la criminalità potrebbe trovare la condivisione di tutti i movimenti, nonché il consenso di quei comuni cittadini che al momento non sono schierati con la nostra parte.
- Creare dei coordinamenti permanenti di cui facciano parte rappresentanti di ogni partito o movimento d’area, questo sia a livello locale (province e comuni) che nazionale, presieduti da una sorta di arbitro, ossia una figura che riscuota la stima ed il rispetto di tutti e che si faccia carico di risolvere le diatribe che, per la nostra parte politica, sono all’ordine del giorno.




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