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Risultati da 1 a 10 di 18
  1. #1
    DaBak
    Ospite

    Predefinito Ma non erano tutti musulmani?

    DONNA UCCISA E NASCOSTA IN PULPITO CHIESA A BRESCIA »INCIDENTI STRADALI: AUTO CONTROMANO IN A22; MORTA DONNA BRESCIA - Era scomparsa da venerdì, quando era stata vista andare in chiesa per accendere una candela, Elena Lonati, studentessa bresciana di 23 anni, il cui corpo è stato trovato la scorsa notte da carabinieri e vigili del fuoco nella chiesa della parrocchia di San Gervasio in via Ambaraga, a Canton Mombello, quartiere residenziale periferico di Brescia.

    Il suo corpo è stato trovato, avvolto in sacchi di plastica, piegato e incastrato nell'angusta scaletta di un vecchio pulpito da tempo inutilizzato.
    Gli investigatori stanno ora cercando il cingalese custode della vecchia chiesa di Santa Maria a Mompiano, Wimal Chamila Ponnamperumage, un 23 coetaneo della vittima, scomparso da venerdì sera e subito fortemente sospettato dell'omicidio della ragazza.
    Prima di far perdere le proprie tracce aveva avvertito ieri per telefono lo zio di quanto era accaduto nella chiesa di Santa Maria a Mompiano. Gli aveva detto che si era trattato di un incidente: la ragazza avrebbe battuto la testa durante una vivace discussione con lui, sarebbe morta nella caduta e lui ne avrebbe subito nascosto il corpo nel vano scala del pulpito.

    Chamil appartiene a una comunità, quella cingalese, che a Brescia come in altre città si è sempre distinta per essere particolarmente tranquilla e laboriosa. Inoltre senza problemi di integrazione per quanto riguarda la fede religiosa: i cingalesi immigrati in Italia sono quasi tutti cattolici, e molto devoti. Di Chamil, chi lo ha conosciuto nel quartiere parla come di un ragazzo "che è sempre parso tranquillo e a posto".

    APPELLO DEL PARROCO, CAMILLO COSTITUISCITI
    Un appello perché il giovane cingalese Wimal Chamila Ponnamperumage, detto Camillo, dia notizia di sé e si costituisca è stato lanciato da don Cesare Verzeletti, il parroco da cui dipende la chiesa di Santa Maria a Mompiano, dove ieri sera è stato trovato il corpo di Elena Lonati, 23 anni. "Che Camillo ritorni tra noi e con la sua famiglia - ha detto il sacerdote - e si assuma le sue responsabilità, e abbia fiducia nella giustizia, perché anche la giustizia ha un cuore". Il prete ha detto di aver visto l'ultima volta Camillo alle 10.30 di sabato. "Appariva tranquillo, come sempre". Poi, nella ricostruzione del parroco, intorno alle 13 il giovane cingalese ha chiamato uno zio che vive a Salò, sul Lago di Garda, raccontandogli l'incontro con la giovane in chiesa, il diverbio perché lui voleva chiudere il portone e la spinta che ha causato la caduta della ragazza e, a detta di Camillo, la sua morte. Lo zio è poi venuto a Brescia per parlare con i genitori del ragazzo cingalese e con il giovane stesso. Hanno quindi deciso di andare in parrocchia per raccontare tutto a don Verzeletti e decidere il da farsi. Durante il tragitto (la casa dei genitori dista poche centinaia di metri dalla chiesa) il ragazzo, che si trovava in auto con lo zio, ha detto stare male e, non appena lo zio ha fermato l'auto, è scappato. Lo zio, assieme a tutta la famiglia che si trovava a bordo di un'altra auto è andato in parrocchia e da qui la decisione di rivolgersi ai carabinieri. Don Verzeletti ha anche spiegato che la mamma del giovane cingalese teme che il ragazzo possa compiere dei gesti irrimediabili.

    UNA VICINA, ERA UNA RAGAZZA SPLENDIDA
    Elena Lonati, uccisa nella chiesa di Santa Maria nel quartiere di Mompiano a Brescia, viveva con la madre Caterina, il padre Aldo e il fratello Francesco. Mentre nessuno tra i familiari, distrutti dal dolore, vuole per ora parlare con i cronisti, una una vicina di casa, Emma R. descrive la ragazza e la ricorda con affetto: "Elena era una ragazza splendida, alta, bionda, molto bella e raffinata. Una bravissima giovane, che studiava all'Università. Riservata, sempre molto educata". "Non l'ho mai vista fare orari strani - aggiunge la vicina - e quando usciva con amici si trattava sempre di bravissimi ragazzi". Il padre della giovane lavora a Torino, dove si reca quasi quotidianamente, mentre la madre è casalinga. E' una famiglia molto stimata e con profondi valori cattolici.

    FAMILIARI, NON SCRIVETE FALSITA'
    Abitava al numero civico n.10 di via Rigamonti, a una cinquantina di metri dalla recinzione dello stadio di Brescia, Elena Lonati, la giovane uccisa in chiesa a Mompiano. All'interno dell'abitazione, una bella palazzina occupata da tre famiglie, i suoi congiunti si trovano in compagnia di alcuni parenti e conoscenti. Per il momento nessuno in casa, né il padre Aldo né altri conoscenti vogliono parlare, né tanto meno mostrare fotografie di Elena. "Lasciateci in pace, non vogliamo dire niente. Non scrivete falsità" ha detto un'amica di famiglia parlando a nome dei congiunti.

  2. #2
    Alvise
    Ospite

    Predefinito

    DaBak fa bene a rilevare questo fatto, semmai qualcuno si dimenticasse che il problema non sono solo i musulmani, ma anche gli altri immigrati.

    Ovviamente adesso qualcuno mi dirà che l'Islam è una religione, non un popolo... etc. etc. etc. ed avrà anche ragione, ma siccome il 98% dei musulmani sono allogeni e del restante due per cento una buona metà si dimostra come minimo filo-allogena, mi prendo il sacrosanto diritto di fare una rozza e grossolana generalizzazione.

  3. #3
    DaBak
    Ospite

    Predefinito

    il problema caro Alvise è che immigrati ci sono e sono di tutte le razze e di tutte le religioni. (basta vedere i rumeni cattolicissimi). L'immigazione è di fatto un campo di cultura della criminalità. siano gli immigrati musulmani, critsiani o agnostici.

  4. #4
    -Uruz-
    Ospite

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    Era un infiltrato ignorante!
    Un beduino travestito da chierichetto..

  5. #5
    email non funzionante
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    io sono contro ogni tipo di immigraziane.

    questo non mi impedisce di rilevare come quella a connotazione islamica sia la più difficile da assimilare.

    il che, forse, è anche un bene, in un certo senso. i negri che fanno gli occidentali fanno ancora più schifo.

  6. #6
    Alvise
    Ospite

    Predefinito

    Ho più rispetto per gli immigrati che non si integrano che per quelli che si "integrano".

    Non per questo, ovviamente, li considero degli amici.

  7. #7
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    Leggete questa "strana" notizia e fatemi poi sapere la vostra chiave di lettura
    http://www.theasiannews.co.uk/news/s...e_friends.html

    A MAN has been jailed for life for being part of a savage racist attack that led to a father-of-two dying from head injuries.
    Marjan Semaj, an illegal Albanian immigrant who was working in Manchester under a false name, was told he would serve a minimum of 12 years after being found guilty of the murder of Kalvinder Singh, known as Bob.
    Mr Singh and two of his friends were attacked by a gang of Albanians in the Burning Balti takeaway on Cheetham Hill Road, Manchester.
    They called Mr Singh's friends white bastards and later taunted him for being with them.
    Mr Singh's party had called in at the takeaway after a night out in the city centre. There one of the Albanians began shouting at them and this led to a scuffle outside. The man and his companion ran off but returned later with a gang carrying sticks and lumps of wood.
    They set about Mr Singh and his companions. Mr Sign ended up on the floor where his head was stamped upon.
    The attack left him with a fractured skull and cheekbone and he died two weeks later in intensive care at Hope Hospital, Salford.

  8. #8
    Alvise
    Ospite

    Predefinito

    Allora, Mr. Kalvinder Singh credo sia un indiano, infatti, leggendo l'articolo, l'attacco non era rivolto contro do lui, ma contro i suoi due amici "white bardards" (quindi gli amici saranno stati inglesi o simili). Al signor Singh i due albanesi rimproveravano di stare in compagnia di due "bianchi".

    Gli albanesi sono tornati in forze, li hanno aggrediti, e Singh ci ha rimesso la pelle.

    Due note:
    1) mi sorprende che degli albanesi non si auto-considerino "bianchi", in genere lo fanno.
    2) sembra uno strano caso di "razzismo rovesciato", un immigrato viene "punito" perché si accompagna ad amici autoctoni.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Alvise Nutti
    Allora, Mr. Kalvinder Singh credo sia un indiano, infatti, leggendo l'articolo, l'attacco non era rivolto contro do lui, ma contro i suoi due amici "white bardards" (quindi gli amici saranno stati inglesi o simili). Al signor Singh i due albanesi rimproveravano di stare in compagnia di due "bianchi".

    Gli albanesi sono tornati in forze, li hanno aggrediti, e Singh ci ha rimesso la pelle.

    Due note:
    1) mi sorprende che degli albanesi non si auto-considerino "bianchi", in genere lo fanno.
    2) sembra uno strano caso di "razzismo rovesciato", un immigrato viene "punito" perché si accompagna ad amici autoctoni.
    La mia ipotesi è che sia stato individuato come Pakistano (al di là che lo fosse o fosse indiano) essendoci un'immigrazione Pakistana molto alta in Inghilterra, e quindi mussulmano...

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da cristiano72
    La mia ipotesi è che sia stato individuato come Pakistano (al di là che lo fosse o fosse indiano) essendoci un'immigrazione Pakistana molto alta in Inghilterra, e quindi mussulmano...

    e perchè gli albanesi che sono?

 

 
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