DONNA UCCISA E NASCOSTA IN PULPITO CHIESA A BRESCIA »INCIDENTI STRADALI: AUTO CONTROMANO IN A22; MORTA DONNABRESCIA - Era scomparsa da venerdì, quando era stata vista andare in chiesa per accendere una candela, Elena Lonati, studentessa bresciana di 23 anni, il cui corpo è stato trovato la scorsa notte da carabinieri e vigili del fuoco nella chiesa della parrocchia di San Gervasio in via Ambaraga, a Canton Mombello, quartiere residenziale periferico di Brescia.
Il suo corpo è stato trovato, avvolto in sacchi di plastica, piegato e incastrato nell'angusta scaletta di un vecchio pulpito da tempo inutilizzato.
Gli investigatori stanno ora cercando il cingalese custode della vecchia chiesa di Santa Maria a Mompiano, Wimal Chamila Ponnamperumage, un 23 coetaneo della vittima, scomparso da venerdì sera e subito fortemente sospettato dell'omicidio della ragazza.
Prima di far perdere le proprie tracce aveva avvertito ieri per telefono lo zio di quanto era accaduto nella chiesa di Santa Maria a Mompiano. Gli aveva detto che si era trattato di un incidente: la ragazza avrebbe battuto la testa durante una vivace discussione con lui, sarebbe morta nella caduta e lui ne avrebbe subito nascosto il corpo nel vano scala del pulpito.
Chamil appartiene a una comunità, quella cingalese, che a Brescia come in altre città si è sempre distinta per essere particolarmente tranquilla e laboriosa. Inoltre senza problemi di integrazione per quanto riguarda la fede religiosa: i cingalesi immigrati in Italia sono quasi tutti cattolici, e molto devoti. Di Chamil, chi lo ha conosciuto nel quartiere parla come di un ragazzo "che è sempre parso tranquillo e a posto".
APPELLO DEL PARROCO, CAMILLO COSTITUISCITI
Un appello perché il giovane cingalese Wimal Chamila Ponnamperumage, detto Camillo, dia notizia di sé e si costituisca è stato lanciato da don Cesare Verzeletti, il parroco da cui dipende la chiesa di Santa Maria a Mompiano, dove ieri sera è stato trovato il corpo di Elena Lonati, 23 anni. "Che Camillo ritorni tra noi e con la sua famiglia - ha detto il sacerdote - e si assuma le sue responsabilità, e abbia fiducia nella giustizia, perché anche la giustizia ha un cuore". Il prete ha detto di aver visto l'ultima volta Camillo alle 10.30 di sabato. "Appariva tranquillo, come sempre". Poi, nella ricostruzione del parroco, intorno alle 13 il giovane cingalese ha chiamato uno zio che vive a Salò, sul Lago di Garda, raccontandogli l'incontro con la giovane in chiesa, il diverbio perché lui voleva chiudere il portone e la spinta che ha causato la caduta della ragazza e, a detta di Camillo, la sua morte. Lo zio è poi venuto a Brescia per parlare con i genitori del ragazzo cingalese e con il giovane stesso. Hanno quindi deciso di andare in parrocchia per raccontare tutto a don Verzeletti e decidere il da farsi. Durante il tragitto (la casa dei genitori dista poche centinaia di metri dalla chiesa) il ragazzo, che si trovava in auto con lo zio, ha detto stare male e, non appena lo zio ha fermato l'auto, è scappato. Lo zio, assieme a tutta la famiglia che si trovava a bordo di un'altra auto è andato in parrocchia e da qui la decisione di rivolgersi ai carabinieri. Don Verzeletti ha anche spiegato che la mamma del giovane cingalese teme che il ragazzo possa compiere dei gesti irrimediabili.
UNA VICINA, ERA UNA RAGAZZA SPLENDIDA
Elena Lonati, uccisa nella chiesa di Santa Maria nel quartiere di Mompiano a Brescia, viveva con la madre Caterina, il padre Aldo e il fratello Francesco. Mentre nessuno tra i familiari, distrutti dal dolore, vuole per ora parlare con i cronisti, una una vicina di casa, Emma R. descrive la ragazza e la ricorda con affetto: "Elena era una ragazza splendida, alta, bionda, molto bella e raffinata. Una bravissima giovane, che studiava all'Università. Riservata, sempre molto educata". "Non l'ho mai vista fare orari strani - aggiunge la vicina - e quando usciva con amici si trattava sempre di bravissimi ragazzi". Il padre della giovane lavora a Torino, dove si reca quasi quotidianamente, mentre la madre è casalinga. E' una famiglia molto stimata e con profondi valori cattolici.
FAMILIARI, NON SCRIVETE FALSITA'
Abitava al numero civico n.10 di via Rigamonti, a una cinquantina di metri dalla recinzione dello stadio di Brescia, Elena Lonati, la giovane uccisa in chiesa a Mompiano. All'interno dell'abitazione, una bella palazzina occupata da tre famiglie, i suoi congiunti si trovano in compagnia di alcuni parenti e conoscenti. Per il momento nessuno in casa, né il padre Aldo né altri conoscenti vogliono parlare, né tanto meno mostrare fotografie di Elena. "Lasciateci in pace, non vogliamo dire niente. Non scrivete falsità" ha detto un'amica di famiglia parlando a nome dei congiunti.


BRESCIA - Era scomparsa da venerdì, quando era stata vista andare in chiesa per accendere una candela, Elena Lonati, studentessa bresciana di 23 anni, il cui corpo è stato trovato la scorsa notte da carabinieri e vigili del fuoco nella chiesa della parrocchia di San Gervasio in via Ambaraga, a Canton Mombello, quartiere residenziale periferico di Brescia.
Rispondi Citando



