Prodannan,la mano sinistra dell'ONU...
Parisi: «La Germania parteciperà in maniera significativa»
Prodi: «Siamo disponibili al comando»
Missione in Libano, sì del premier ad Annan. Le perlessità di Berlusconi: «Dal governo italiano troppa fretta»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA - L'Italia farà la sua parte in Libano. Romano Prodi ha dichiarato di aver avuto un lungo colloquio con Kofi Annan e di aver confermato al segretario generale dell'Onu la «disponibilità del nostro Paese alla guida della missione Onu», come da richiesta del premier israeliano Olmert. Anche la Germania ha confermato una sua «partecipazione significativa» alla missione internazionale, ha annunciato il ministro della Difesa Arturo Parisi.
COLLOQUI- Prodi chiarisce, dalle vacanze a Castaglione della Pescaia, che sul comando della missione in Medio Oriente dovrà decidere Annan nei prossimi giorni, con una soluzione definitiva. Il presidente del Consiglio sottolinea che questo avverrà quando saranno state terminate «tutte le analisi e il confronto con i leader di tutti i Paesi che possono essere interessati alla missione. Kofi Annan deciderà alla fine di questa larghissima consultazione. Alla fine della settimana andrà in Medio Oriente per prendere poi una decisione definitiva. Sta parlando con tutti e - puntualizza Prodi - abbiamo fatto il punto della situazione dopo i colloqui che ci sono stati».
CHIRAC - Il premier non ha comunque nascosto le proprie preoccupazioni sulla difficile operazione di pace. «Le ho prima degli altri - sottolinea - perché mi rendo conto della responsabilità che la missione implica». «Per questo - tiene a rimarcare - non ho assolutamente detto che l'Italia sarà la leader della missione. Continuo ad avere apporti seri. Dico che l'Italia farà il suo dovere. Poi, si valuterà, nell'ambito dell'intera strategia, che è mondiale, quale ruolo specifico dovrà e potrà assumere. Solo dopo questo verrà presa la decisione». Il presidente del Consiglio ha anche avuto colloqui con il presidente francese, Jacques Chirac. «Le mie telefonate con lui - fa sapere Prodi - sono state di grandissima cordialità. Chirac ha detto che la Francia rispetterà le decisioni italiane e la stessa cosa dico io nei confronti dei francesi».
RUSSIA E CINA - Di un coinvolgimento di Russia e Cina nella vicenda mediorientale «ne ho parlato lungamente con Kofi Annan», ha aggiunto Prodi. «Ne ho parlato perché abbiamo preso in esame tutte le ipotesi».
«SECONDA RISOLUZIONE VA BENISSIMO» - «Bush ha sempre detto che è necessaria una ulteriore riunione e quindi va benissimo», ha aggiunto Prodi commentando la richiesta del presidente Usa, George W. Bush, per una nuova riunione del Consiglio di sicurezza Onu e quindi una nuova risoluzione in merito alla missione in Libano. «Il problema è che si esca con un mandato preciso, con termini precisi, con un'alleanza molto chiara e completa. Questa è una missione complicata e usare ogni prudenza mi sembra giusto».
BERLUSCONI PERPLESSO - Ufficialmente nessun commento da parte di Silvio Berlusconi sull'ipotesi che l'Italia guidi la missione dell'Onu in Libano, ma il leader della Cdl non ha nascosto in questi giorni - come riferisce l'Ansa - alcune «perplessità» sulla gestione della crisi da parte del governo ed in particolare sulla «fretta» di Romano Prodi nell'impegnare i soldati in una missione «difficile e pericolosa». La posizione del Cavaliere in merito non è cambiata rispetto al comunicato di qualche giorno fa: sì all'invio di una forza di pace, ma a condizione che l'esercito libanese riprenda effettivamente il controllo del territorio «disarmando i terroristi» e che le regole di intervento e ingaggio dei nostri soldati siano chiare.
21 agosto 2006




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