(Asca) - Roma, 23 ago - Pneumatici in fiamme, barricate nelle strade, immondizia e turisti in fuga: si presenta cosi' la citta' di Oaxaca, una delle piu' note mete di viaggio del Messico, dopo tre mesi di proteste inscenate dai circa 70.000 insegnanti dello stato, sostenuti da sindacati, studenti e simpatizzanti di sinistra . Secondo quanto riferisce l'agenzia MISNA, cominciata come richiesta di un miglioramento salariale nella busta paga di maestri e professori, la protesta e' diventata una sollevazione contro il governatore Ulises Ruiz, esponente del ''Partido Revolucionario Institucional'' (Pri), accusato di aver manipolato le elezioni del 2004 e di usare sistematicamente la repressione contro i suoi oppositori, facendo anche ricorso alla polizia. I manifestanti controllano ormai quasi tutte le emittenti radio cittadine, i trasporti pubblici e una parte delle strade principali. Il governo centrale di Citta' del Messico ritiene di non dover ancora intervenire, sebbene ieri uno dei manifestanti sia stato ucciso dai colpi d'arma da fuoco. Intanto, i turisti hanno definitivamente lasciato una delle principali citta' d'arte messicane, meta ogni anno di migliaia di visitatori, in particolare statunitensi, e gli operatori del settore hanno momentaneamente cancellato Oaxaca dalle mete dei viaggi dei visitatori locali e internazionali, con gravi conseguenze economiche - ancora non quantificabili - per la citta' e l'intero stato. (Piu' Europa).