Roma, 25 ago. (Apcom) - "La politica americana, che Israele ha sostenuto, ha creato una situazione impossibile". La filosofia secondo la quale è possibile controllare il mondo attraverso l'autorità di un potere egemonico liberale "ha creato seri danni e adesso gli Stati Uniti stanno cercando una via d'uscita".
E' quanto sostiene il ministro degli Esteri Massimo D'Alema in un'intervista al quotidiano israeliano Haaretz. Quanto alla missione Unifil in Libano, secondo il titolare della Farnesina, "sarebbe un successo la presenza attiva della diplomazia internazionale ed europea nella regione, una presenza che è andata persa per molti anni". "Questo processo - aggiunge il ministro italiano - sarebbe la prova, per Israele, che può garantire meglio la propria sicurezza attraverso una politica di pace, piuttosto che con una politica di guerra". Giudizi netti anche su Hezbollah. "Un'organizzazione che ha 35 membri in parlamento e tre ministri non può essere descritta solo come un gruppo terroristico. Hezbollah non è considerato un gruppo terroristico dall'Unione Europea, e non lo è nella mia opinione personale. Hezbollah è un'organizzazione militare ma anche una forza che partecipa alle elezioni". Il "paradosso", commenta ancora D'Alema, è che l'Italia "sostiene Siniora, un leader democratico, e Siniora elogia Hezbollah come difensore del territorio libanese". E' dunque "importante comprendere la complessità della situazione, perché se si ha una visione semplicistica del nemico, ci si rapporta con lui in modo scorretto". Quanto al disarmo della milizia sciita, il titolare della Farnesina dice che "essenzialmente dipende dai libanesi". "Se il governo del Libano lo vorrà, allora sarà certamente possibile", prosegue D'Alema, "e noi dobbiamo incoraggiare il governo del Libano". Per quanto riguarda l'invio di truppe Onu nella Striscia di Gaza si tratta di un'ipotesi plausibile, specie in caso di successo della missione Unifil nel sud del Libano. "L'idea di inviare truppe delle Nazioni Unite nella Striscia di Gaza è attualmente ventilata. E ritengo che se le cose andranno bene in Libano, un simile processo positivo potrebbe iniziare anche nella Striscia di Gaza", conferma il titolare della Farnesina.
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