Attore beneficia dell'indulto d'ufficio
A poche ore dalla notizia della riduzione di pena, Paolo Calissano ricorda la tragica notte in cui è stato arrestato. "Penso spesso alla morte di Ana, ma non ho rimorsi, non mi sento colpevole", ha commentato l'attore. Il 25 settembre del 2005 una ballerina brasiliana morì nel suo appartamento per un'overdose. Calissano, accusato per il fatto, ha patteggiato la pena, ora ridotta per effetto dell'indulto d'ufficio.
"Io e Ana eravamo due adulti consapevoli stravolti nelle loro debolezze e nei loro malesseri, ma ciascuno responsabile della propria vita", ha raccontato l'attore genovese in un'intervista al settimanale Chi. Calissano, dopo aver passato alcuni mesi ai domicialiari e aver saputo che sarà in libertà già dal prossimo gennaio, ha ricostruito l'ultima serata trascorsa con la ballerina brasiliana Ana Lucia Bandeira.
"Quella sera Ana è venuta a trovarmi. Ho avuto l'impressione che fosse già alterata. Era lì per la coca. Supponeva che ne avessi. Io sono andato a dormire, stravolto. Forse lei ha continuato e le è stato fatale. E' stato un tragico incidente, anche se con la droga non c'è nulla di accidentale. Prima o poi, finisce così".
Sul provvedimento d'indulto, Calissano ha detto: "E' un sorriso del destino che vedrò di meritarmi, una seconda occasione che in tanti non getteranno via. Una parola ha speso anche sull'esperienza in carcere, un luogo che "ammucchia tutto e tutti, creando la certezza della sofferenza più che della pena". L'attore ha anche passato diversi mesi in comunità, da dove è uscito "pulito. Ho risolto i miei problemi, ho vinto la mia battaglia".
Con la libertà, torna anche la speranza nel futuro. "Vorrei essere imbarcato nella seconda serie di "Gente di mare" - ha detto, a proposito della fiction ideata da lui per la Rai - Ci spero. Sarebbe una cosa grande se ci fosse un posto anche per me. Io sono pronto a dare emozioni".
VIVA L'INDULTO.


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