





Luca stai parlando col finto cattolico "didestra"
fan dell'occidente "cristiano"
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Originariamente Scritto da DiDestra
Non diciamo cazzate perfavore. Tu l'hai postato, prelevandolo da imageshack dove chiunque potrebbe averlo messo; la fattura peraltro è pessima, per niente in linea con la usuale grafica dei manifesti di FN. A te l'onere della prova, altrimenti rimane una bufala.


E tu la sai la vera storia ... sono nostri amici???Originariamente Scritto da DiDestra
BREVE CRONOSTORIA DELL'OMICIDIO RITUALE EBRAICO
Anno 1071. A Blois, un bambino crocefisso poi buttato nel fiume. Il Conte Teobaldo fa bruciare gli ebrei colpevoli. -
1114. A Norwich in Inghilterra, Guglielmo, fanciullo di dodici anni, è attirato in una casa ebrea, fu crocifisso in mezzo a mille oltraggi il dì di Pasqua, e perché meglio rappresentasse Gesù Cristo sulla Croce, venne ferito al fianco. -
1160. A Glocester, gli ebrei crocifiggono un bambino. -
1179. A Parigi, il fanciullo Riccardo viene sacrificato nel Castello di Pontoise il Giovedì Santo; ed è onorato come Santo a Parigi. -
1181. A Parigi, San Rodberto, fanciullo, viene ucciso dagli ebrei verso le feste di Pasqua. -
1182. I giudei a Pontoise crocifiggono un giovanetto dodicenne, per cui vengono espulsi dalla Francia. A Saragozza, accade lo stesso a Domenico del Val. -
1236. Presso Hagenau, tre fanciulli di sette anni sono immolati dagli ebrei in odio a Gesù Cristo. -
1244. A Londra, un fanciullo cristiano viene martirizzato dagli ebrei; oggi si venera nella Chiesa di S. Paolo. -
1250. In Aragona, un fanciullo di sette anni viene crocefisso nel periodo della Pasqua ebraica. -
1255. A Lincoln, Ugo fanciullo rapito dagli ebrei viene nutrito fino al giorno del sacrifizio. Molti ebrei convengono da varie parti dell’Inghilterra, e lo crocifiggono, rinnovando in lui tutte le scene della Passione di N. S. come ci narrano Mathieu Paris e Capgrave. Weever ci fa sapere ancora che i giudei delle principali città d’Inghilterra rapivano fanciulli maschi per circonciderli, per flagellarli e per coprire il loro capo di spine. -
1257. A Londra, un altro fanciullo cristiano immolato dai giudei. -
1260. A Wessemburg, un fanciullo ucciso dagli ebrei. -
1261. A Pfortzeim Bade, una bambina settenne strozzata poi dissanguata ed annegata. -
1283. A Magonza, un bambino venduto dalla sua balia agli ebrei e da questi UCCISO. -
1285. A Monaco, un fanciullo viene dissanguato. Il suo sangue serve di rimedio agli ebrei. Il popolo brucia la casa dove gli ebrei si erano rifugiati. -
1286. A Oberwesel sul Reno, Wernher quattordicenne martirizzato per tre giorni con ripetute incisioni. -
1287. A Berna, Rodolfo giovanetto ucciso nella Pasqua dagli ebrei. -
1292. A Colmar, un fanciullo ucciso come sopra. -
1293. A Crems, un fanciullo immolato dagli ebrei, due degli uccisori sono puniti, gli altri si salvano corrompendo le autorità con l'oro. -
1294. A Berna, un altro fanciullo svenato dai giudei. -
1302. A Remken, lo stesso. -
1303. A Weissensee di Turingia, Corrado Scolaro, figliuolo di un soldato, dissanguato con incisioni alle vene. -
1345. A Monaco, il Beato Enrico crudelmente ucciso. -
1401. A Diessenhofen di Wurtemberg, un fanciullo di quattro anni comprato per tre fiorini e dissanguato dagli ebrei. Nel processo fatto per codesto assassinio, l’ebreo accusato confessò «che ogni sette anni tutti gli ebrei hanno bisogno di sangue cristiano. Un altro rivelò che il cristiano assassinato doveva essere minore di tredici anni. Un terzo disse che si servivano di quel sangue nella Pasqua; che ne facevano seccare una parte per ridurla in polvere; e che se ne servivano pei loro riti religiosi.-
1410. In Turingia, sono cacciati gli ebrei per delitti contro fanciulli cristiani. -
1429. A Rovensbourg, Luigi Von Bruck, giovanetto cristiano, viene sacrificato dai giudei mentre li serviva a tavola tra la Pasqua e la Pentecoste: il suo corpo viene trovato ed onorato dai cristiani. -
1454. In Castiglia, un fanciullo è fatto a pezzi ed il suo cuore cotto per cibo. Per questo ed altri simili delitti gli ebrei vengono poi cacciati dalla Spagna nel 1459. -
1457. A Torino, un giudeo è colto nell’istante medesimo, in cui sta per scannare un fanciullo.- 1462. Presso Inspruk, il Beato fanciullo Andrea nato a Rinn, viene dissanguato il 9 luglio dagli ebrei che ne raccolgono il sangue. -
1475. A Trento, il celebre martirio del B. Simoncino, di cui esistono i processi originali; dai quali affiora che gli ebrei di Trento, rei dell’assassinio rituale del B. Simoncino, ne rivelarono molte altre dozzine da loro e dai loro correligionari commessi allo stesso scopo rituale nel Tirolo, nella Lombardia, nel Veneto ed altrove in Italia, Germania, Polonia, ecc. ecc. -
1480. A Treviso, si commette un delitto simile al precedente di Trento. -
1480. Assassinio del B. Sebastiano da Porto Buffole nel Bergamasco. -
1480. A Motta di Venezia, un fanciullo viene immolato il Venerdì Santo. -
1486. A Ratisbona, sei fanciulli vittime degli ebrei. -
1490. A Guardia presso Toledo, un fanciullo crocefisso. -
1494. A Tyrman in Ungheria, un fanciullo rapito e dissanguato. -
1503. A Waltkirch in Alsazia, un fanciullo di quattro anni, venduto da suo padre agli ebrei per dieci fiorini, col patto che gli fosse restituito vivo dopo averne cavato sangue. Gli ebrei lo uccisero dissanguandolo. -
1505. A Budweys, fatto simile. -
1520. A Tyrnau ed a Biring, due fanciulli dissanguati. Perciò furono allora cacciati gli ebrei dall’Ungheria. -
1540. A Suppenfeld in Baviera , Michele di quattro anni torturato per tre giorni. -
1547. A Rave in Polonia, il figlio di un sarto sacrificato da due ebrei. -
1569. A Witow in Polonia, Giovanni di due anni venduto per due marchi all'ebreo Giacomo di Leizyka, è da lui crudelmente ucciso. Altri fatti simili accaduti a Bielko ed altrove. -
1574. A Punia in Lituania, Elisabetta di sette anni assassinata dall’ebreo Gioachino Smerlowiez il martedì prima della domenica delle Palme, il suo sangue vien raccolto in un vaso. -
1590. A Szydlow, un fanciullo scompare. Dopo alcuni giorni, viene ritrovato il cadavere dissanguato con incisioni e punture. -
1595. A Gostin, un fanciullo è venduto agli ebrei per essere dissanguato. -
1597. Presso Sryalow, un fanciullo ucciso. Col suo sangue gli ebrei aspergono la nuova Sinagoga per consacrarla. -
1650. A Caaden, un fanciullo di cinque anni e mezzo chiamato Mattia Tillich vi è assassinato l’11 marzo. -
1655. A Tunguch in Germania, un fanciullo assassinato. -
1669. A Metz, un fanciullo di tre anni rubato dal giudeo Raffaele Levi, è crudelmente assassinato. Il suo cadavere fu trovato orribilmente mutilato. Il reo venne arso vivo per sentenza del Parlamento di Metz il 16 giugno 1670. -
1803. Possiamo a buona ragione porre qui in primo luogo questa data 1803, poiché in quest’anno uscì la prima volta alla luce il libretto di Teofito. Esso vale storicamente più di molte altre autorità per dimostrare che gli ebrei sempre usarono, usano e debbono usare (se pure sono ebrei osservanti) il sangue cristiano nei loro riti. -
1810. Negli atti del Processo di Damasco, esiste una lettera di John Barcker ex-Console inglese in Aleppo dove si parla di una povera cristiana scomparsa da Aleppo. Tutti accusavano un ebreo, Raffaele d’Ancona, di averla scannata per raccoglierne il sangue. -
1827. A Varsavia, scompare un bambino cristiano nell’occasione della Pasqua ebrea. -
1831. A Pietroburgo, un fanciullo assassinato dagli ebrei a scopo rituale. Così sentenziarono quattro giudici. -
1839. A Damasco, si scopre alla dogana una bottiglia di sangue portata da un ebreo, il quale offre diecimila piastre perché si nasconda la cosa. -
1840. A Damasco il celebre processo per l’assassinio di Padre Tommaso da Calangiano Cappuccino e del suo servo cristiano uccisi dagli ebrei per scopo rituale. Gli ebrei furono condannati, benché poi graziati per danari. Quegli ebrei assassini erano quasi tutti italiani di Livorno. Il processo originale è negli Archivi di Parigi, successivamente venne stampato dal Laurent nel vol. II des Affaires de Syrie. -
1843. A Rodi Corfù, assassinio ebreo di bambini cristiani. -
1881. Ad Alessandria d’Egitto l’assassinio del giovane greco Fornarachi, di cui si occuparono tutti i giornali del 1881-1882. Il cadavere fu trovato dissanguato, tutto punzecchiato, e simile a statua di cera. -
1882. A Tisza Eszlar in Ungheria, una giovinetta di 14 anni è scannata nella Sinagoga dal sacrificatore ebreo. Più recentemente ancora nel 1891 fu trovato presso l'ebreo Buschoff, in Xanten nella Prussia Renana, il cadavere del fanciullo cattolico Giovanni Hegmann senza una goccia di sangue. Il Buschoff venne processato, ma poi assolto, grazie alla potenza dell’oro ebraico!


Originariamente Scritto da Luca
manca Paolino Guzzanti...
Oh Israele se solo potessi marciare nella tua guerra, se potessi vegliare nei tuoi campi in attesa, se potessi fare l'autostop per raggiungere la mia unità, se potessi lasciare il mio kibbutz o villaggio o città biblica con i capelli sotto il berretto, il fucile in spalla, l'abito da guerra di Israele e la sua bandiera
http://www.essereliberi.it/modello_a...recordinizio=0


Originariamente Scritto da aprile crudele
Questa è l'unica volta in cui didestra ha ragione...il manifesto pare sia di FN, ahimè.


dovrebbe cambiare il nome: Di centro-Destra ...Originariamente Scritto da I'm Hate
http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...fascisti.shtml
Durante la guerra il Muftì di Gerusalemme e Sadat aiutarono l'Asse
Fascisti islamici
Il regime più autoritario fu quello di Saddam, basato sulle teorie nazionaliste del Baath
Nel linguaggio corrente la parola «fascista» ha perduto il suo senso originario e significa semplicemente violento, intollerante, se non addirittura mascalzone. Molti di coloro che se ne servono hanno del fascismo un'idea vaga e sanno soltanto che è un insulto, quindi buono per aggredire verbalmente un uomo politico. Ma quando il presidente degli Stati Uniti dice che il suo Paese è in guerra con i «fascisti islamici», anche se le sue dichiarazioni improvvisate sono spesso imprecise, dobbiamo supporre che sappia di che cosa parla. George W. Bush, d'altro canto, non è il primo che si serve dell'espressione. Qualche intellettuale della sinistra liberale americana ha parlato recentemente di «totalitarismo musulmano», e il ministro degli Interni britannico John Reid, poco prima dei falliti attentati di Londra, ha messo in guardia i suoi interlocutori contro la minaccia di «coloro che potrebbero essere definiti fascisti». Esiste quindi un fascismo islamico? E, se esiste, quali sono i suoi ideologi, i suoi maggiori esponenti, i suoi partiti politici?
Il sospetto nacque quando i diplomatici e i servizi d'intelligence europei riferirono ai loro governi, negli anni Trenta, che i regimi fascisti suscitavano interesse e simpatia fra gli intellettuali e i militari di alcuni Paesi musulmani. Uno dei primi ad accorgersene e a ritenere che quella simpatia potesse diventare un'utile carta politica fu Mussolini. Da quel momento il regime cominciò a lanciare segnali di amicizia verso il nazionalismo antibritannico e antifrancese dell'Africa settentrionale e del Levante, con una particolare attenzione alla Palestina. Fu creata una stazione radiofonica (Radio Bari) che trasmetteva in arabo. Furono stabiliti contatti con Habib Bourguiba, fondatore del movimento nazionalista tunisino Neo Destur, erede di un precedente Destur (la parola significa indifferentemente libertà o costituzione), più moderato e conciliante. Quando Mussolini andò in Libia nel 1937, il governatore della colonia, Italo Balbo, mise in scena per lui una straordinaria accoglienza nella radura di Bugara, non lontano da Tripoli, dove 2000 cavalieri lo salutarono con inni di guerra e rulli di tamburo. Un cavaliere, Iussuf Kerbisc, si staccò dal gruppo e offrì a Mussolini una spada in oro massiccio intarsiato. «Vibrano accanto ai nostri animi in questo momento - gli disse - quelli dei musulmani di tutte le sponde del Mediterraneo che, pieni di ammirazione e di speranza, vedono in te il grande uomo di Stato, che guida con mano ferma il nostro destino». I contatti con il nazionalismo arabo divennero ancora più intensi durante la guerra, quando Italia e Germania sperarono di suscitare alle spalle dell'Impero britannico una rivolta araba simile a quella che T. E. Lawrence e Feisal, figlio dello sceriffo hascemita della Mecca, avevano guidato contro l'Impero ottomano nel 1916. Le principali pedine di questa politica furono un uomo di Stato iracheno, Rashid Alì Al Gaylani, e il Gran Muftì di Gerusalemme, Amin Al Husseini.
Come racconta Manfredo Martelli nel suo libro su «I nazionalisti arabi e la politica di Mussolini» (Edizioni Settimo Sigillo, 2003), il primo conquistò il potere a Bagdad con un colpo di Stato, agli inizi del 1941, entrò in guerra con la Gran Bretagna ed ebbe qualche modesto aiuto dall'aviazione dell'Asse sino alla fine di maggio, quando gli inglesi entrarono a Bagdad e lo costrinsero a riparare in Iran. Fuggì con lui anche il Muftì di Gerusalemme che dall'Iran, dove riuscì a evitare l'arresto della polizia, passò in Turchia, (racconta Martelli) con un passaporto italiano, i capelli tinti e la barba tagliata. Quando arrivò finalmente a Roma, il 10 ottobre 1941, fu ricevuto da Mussolini alla presenza di Galeazzo Ciano. La conversazione si svolse in francese e Mussolini disse che era pronto a fare ogni sforzo per aiutare gli arabi «politicamente e spiritualmente». Parlarono anche delle aspirazioni ebraiche in Palestina e il leader del fascismo (che negli anni Trenta, per un certo periodo, aveva sostenuto contro la Gran Bretagna il movimento sionista) lo tranquillizzò: «Se gli ebrei vogliono un loro Stato dovranno stabilire Tel Aviv in America. Sono nostri nemici e non ci sarà posto in Europa per loro». Da Roma il Muftì andò a Berlino dove rimase sino alla fine della guerra. Ma fece anche un viaggio in Bosnia per esortare i musulmani della regione a collaborare con l'Asse e permise in tal modo ai tedeschi di costituire la divisione Handzar, composta da SS che portavano, come segno distintivo, un fez rosso.
Al Gaylani e Al Husseini non furono i soli amici dell'Asse in Medio Oriente. Alla fine del 1941, mentre l'Afrika Korps avanzava verso Alessandria, un gruppo di ufficiali egiziani raccoglieva informazioni per lo stato maggiore di Rommel sui movimenti delle truppe britanniche. Uno dei loro capi era Anwar Al Sadat che divenne presidente della Repubblica egiziana dopo la morte di Nasser. Alcuni di essi attraversarono le linee per raggiungere le truppe dell'Asse e riapparvero a fianco di Nasser nella rivoluzione del 1952. Jean Lacouture, biografo del rais, racconta che in quei giorni, mentre i tedeschi e gli italiani combattevano a El Alamein, vi furono manifestazioni al Cairo e ad Alessandria. La folla inneggiava a Rommel e invocava Mussolini storpiandone il nome: lo chiamavano Mussa Nili, Mosé del Nilo.![]()
Ma nessuno di questi personaggi può essere definito fascista. Erano nazionalisti e chiedevano aiuto agli avversari della Gran Bretagna perché «i nemici dei miei nemici sono miei amici». È certamente vero che i regimi nazionali e sociali, creati in alcuni Paesi europei negli anni Venti e Trenta, parvero a molti leader arabi e musulmani, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, particolarmente adatti alle loro esigenze. L'autorità indiscussa del leader, il partito unico, il ruolo delle forze armate e della burocrazia, l'uso spregiudicato della polizia e dei servizi segreti, il controllo della società e della stampa parvero ingredienti utili per Stati nascenti dove le masse erano in buona parte analfabete e l'albero della democrazia parlamentare stentava a crescere. Ma non tutti i regimi autoritari possono considerarsi fascisti o comunisti.
Il più simile al fascismo, tra i gruppi politici sorti in Medio Oriente durante il Novecento, fu un movimento creato in Siria nel 1940. Il suo fondatore, Michel Aflaq, era siriano e cristiano. Aveva studiato alla Sorbona negli anni Trenta, aveva assistito alle battaglie politiche fra destra e sinistra nelle strade di Parigi, aveva inghiottito un inebriante cocktail di letteratura politica europea da Mazzini a Lenin, era anticolonialista, panarabista, fiero del grande passato arabo, ma risolutamente laico e socialista. Tornato in patria fondò il partito Baath (in arabo: risorgimento, rinascimento), e uno dei suoi primi gesti fu l'adesione alla rivolta di Al Gaylani contro la Gran Bretagna nel 1941. Morì nel 1989, probabilmente a Bagdad, ospite di un uomo che lo aveva molto ammirato e si era ispirato al suo insegnamento per organizzare lo Stato iracheno. Quell'uomo era Saddam Hussein.
«È lui che ha creato il partito - disse a un intervistatore nel 1980 - come posso dimenticare ciò che Michel Aflaq ha fatto per me? Se non fosse stato per lui non sarei a questo posto». L'Iraq fu quindi il più fascista dei regimi medio-orientali degli ultimi decenni. Saddam si servì del partito unico per militarizzare la società, instaurò un culto del leader che era modellato su quello del Duce e del Führer, mise la burocrazia in uniforme, affidò la sua fama alla costruzione di grandi opere pubbliche, fu al tempo stesso nazionalista e, a modo suo, socialista. Fu questo il fascismo del mondo arabo. Mi sarebbe molto più difficile, invece, trovare tracce di fascismo nei movimenti politici di ispirazione religiosa, dalla Fratellanza musulmana a quelli che sono nati dopo la rivoluzione iraniana, l'invasione israeliana del Libano nel 1982 e la prima Guerra del Golfo nel 1991. Fra il Baath e il fanatismo religioso, anche quando si alleano contro un nemico comune, vi è un incolmabile fossato. A differenza dei suoi predecessori, Bush sembra avere dimenticato che il maggiore nemico dell'Iran di Khomeini fu l'Iraq di Saddam Hussein, e che nella lunga guerra fra i due Paesi, dal 1980 al 1988, gli Stati Uniti furono dalla parte dei fascisti contro gli islamisti.
Sergio Romano
12 agosto 2006


Scusa Aprile, Guzzanti avrà ciò che gli spetta. Magari una vignetta ... vedremo !!!
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