Il messaggio lanciato a Monaco dal Papa, secondo padre Lombardi
MONACO, 10 settembre 2006 (ZENIT.org).- Secondo padre Federico Lombardi, Direttore generale della “Radio Vaticana” e Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, il messaggio che Benedetto XVI ha lanciato questa domenica da Monaco è chiaro: è necessario tornare ad ascoltare Dio.
E’ questa la sintesi della giornata che il sacerdote gesuita ha fatto questa domenica ai microfoni dell’emittente pontificia.
Quale messaggio ha lasciato oggi il Papa?
Padre Lombardi: Il messaggio di quest’oggi mi sembra molto chiaro: bisogna cioè chiedere a Dio che ci riapra le orecchie per ascoltarlo. E’ naturalmente un messaggio ispirato al Vangelo di oggi, in cui c’è il sordomuto che viene guarito da Gesù, in modo tale da non diventare anche noi, piano piano, sordi rispetto alla sua voce nel mondo di oggi. Questo Dio che siamo chiamati a riascoltare e riconoscere nella società, che sembra si vada secolarizzando, non è un Dio qualunque, ma è il Dio dell’amore. Qui abbiamo i due grandi elementi del Magistero del Papa: la fede e quindi il primato di Dio e l’amore, perché l’identità di Dio è l’amore stesso. Tutto quello che è anche l’impegno cristiano discende naturalmente dalla nostra stessa fede che si manifesta quindi anche nell’affrontare i problemi della nostra società con la solidarietà e con l’attenzione a chi è meno favorito: è qualcosa che ci viene dal fatto che noi crediamo in Dio, in un Dio che per primo ci dà l’esempio dell’amore fino alla morte, con la parola della Croce.
L’accoglienza del popolo bavarese è stata davvero calorosissima…
Padre Lombardi: Sì. Direi, infatti, che ieri pomeriggio l’esperienza è stata piuttosto quella dell’incontro con il popolo della Baviera. Un incontro, questo, estremamente caldo, estremamente affettuoso e in particolare al culmine che si è avuto sotto la Colonna di Maria, la Mariensäule, nella Marienplatz al centro di Monaco. Si vedeva il Papa evidentemente commosso per l’affetto che il popolo di Monaco gli manifestava.
Cosa colpisce di più in questa prima fase del viaggio?
Padre Lombardi: Io sono colpito da questo fatto. Ripensando anche ai viaggi di Giovanni Paolo II nella sua patria e vedendo adesso questo primo viaggio di Benedetto XVI nella sua patria, vedo che il legame di questi Papi con la loro terra e che noi notiamo in particolare perché sono Papi non italiani e quindi si tratta di una terra che devono andare a cercare, anche lontano da Roma, è qualcosa di molto intenso e prezioso per tutti. Lo sentiamo come un messaggio: ognuno di noi sappia amare, ritrovare, capire le proprie radici, che sono anche la propria formazione nella fede e di qui possa riprendere con slancio ritrovato, con responsabilità rinnovata la sua missione. Questo hanno fatto anche i Papi e mi pare che ci diano un grande esempio che vale per tutti. Poi sono colpito, forse perché anche la mia formazione è pure in parte tedesca, della bellezza di queste celebrazioni e della loro solennità. Abbiamo anche tutta la tradizione corale, una musica meravigliosa di canti a cui tutto il popolo partecipa facilmente. Direi che è quello che noi notiamo anche nel Papa, il suo amore per la Liturgia, per la celebrazione ben fatta, rispettosa, consapevole della sua dignità. Questo lo si respira molto in questi giorni, partecipando a questi momenti che sono stati preparati veramente bene e sono partecipati con grande profondità e dignità.




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