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Intanto in cornice ci sono le gaffes del Corriere che adesso cerca di correre ai ripari criticando il Governo che ha sponsorizzato credendo che avrebbe trionfato.
Ognuno puo' schierarsi con chi vuole ma il Corriere pretendeva allo stesso tempo di schierarsi...autodefinendosi imparziale ed autorevole,ma questo lo decidono i lettori non il direttore o la proprieta'.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Mantide
Come non quotarti?
[...]
Ce lo chiedevamo anche noi ... :K
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Citazione:
Originariamente Scritto da UgoDePayens
TUTTI i quotidiani stampano più copie di quelle che effettivamente vendono. E questo anche perché le loro entrate finanziarie derivano quasi più dalla RACCOLTA PUBBLICITARIA che dall'introito per copia venduta.
Logico che anche Libero sfrutti questo meccanismo.
Assai meno logico il fatto che in un thread che parla di quanto il Corriere sia decaduto, ci si metta a parlare di contributi a Libero.
Non mi pare proprio che nel topic si parli di quanto il Corriere sia decaduto: quanto del COME Severgnini spiega al bananas Leonardo che PROPRIO così non è.
E, ovviamente, è Severgnini ad aver ragione.
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tra l'altro l'ultimo libro di severgnini sta vendendo valanghe di copie negli stati uniti
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Citazione:
Originariamente Scritto da tolomeo
hai delle fonti per sostenere ciò ?
quelle del Clitumno non valgono.
Purtroppo tocca di occuparsi di cose meno gradevoli...:rolleyes:
Report
IL FINANZIAMENTO QUOTIDIANO
In onda domenica 23 aprile 2006
AUTORE (VOCE FUORICAMPO)
Il contributo statale sibasa sui costi e sulla tiratura. Più copie stampi più aumenta ilcontributo ma devi venderne almeno il25% della tiratura, per esempio L’opinione tira 30000 copie, se vuole i soldipubblici ne deve vendere 7500. Ma non ce la fa. Allora per fare numero vendesottocosto a 10 centesimi. Sulle linee di stampa Unità e Libero si muovono inmodo parallelo. Sono i due quotidiani che stampano e vendono di più, e diconseguenza prendono un contributo altissimo.
AUTORE
Senta Libero è un giornaleche va bene, perché deve essere finanziato dallo stato?
VITTORIOFELTRI-DIRETTORE “LIBERO”
Anche la Rai va molto bene,va molto bene eppure il deficit della Rai viene ripianato dallo stato. Quindila Rai purtroppo per coloro i quali la vedono non si autofinanzia da sola,intanto attraverso il canone obbligatorio, raccoglie una massa di denaronotevole e quando questa massa di denaro insieme all’introito pubblicitario nonè sufficiente a ripianare i conti interviene lo stato e paga e ripiana. Quinditrovo veramente ridicolo che la Rai vengo qui ad intervistarmi su un problemache riguarda soprattutto lei, essa.
AUTORE
Libero potrebbe viveresenza finanziamento?
VITTORIOFELTRI-DIRETTORE “LIBERO”
Anche la Rai potrebbevivere senza finanziamento.
AUTORE
Io le sto facendo unadomanda, non è un’affermazione!
VITTORIOFELTRI-DIRETTORE “LIBERO”
Sì ma siccome anche lei nonvive fuori da questo mondo, lavora alla Rai e prende lo stipendio dalla Rai ègiusto che le cose si mettano su un piano di assoluta sincerità e reciprocità.Noi potremmo vivere sicuramente senza contributi ma vivremmo peggio
MILENA GABANELLI INSTUDIO
Su un piano di assolutasincerità e reciprocità, il giornalista in questione non è un dipendente dellaRai, ma un freelance dal quale la Rai compra se ritiene il suo pezzo degno diinteresse. Feltri ha certamente ragione, la Rai vive di finanziamenti pubblici,perché è un’azienda che fa servizio pubblico, magari contestabile, ma questo è.Libero, invece, è di un privato e la cooperativa editoriale è nata apposta perprendere i finanziamenti, e questo vale per una lunga serie di giornali.
Stavamo parlando digiornali che prendono i finanziamenti pubblici. Da quando 25 anni fa una legge stabilì che i giornali di partito dovevano avere un contributo disopravvivenza, si è trovato il modo, attraverso continue modifiche di legge nelcorso degli anni, di dare direttamente o indirettamente soldi a tutti. Eravamorimasti a Libero. Quanto prende all’anno dallo stato?
AUTORE
Però prendete cinquemilioni e 300 mila euro ho visto nel2003, ci sono dei parametri per cui prendete così tanto?
VITTORIOFELTRI-DIRETTORE “LIBERO”
Nel 2003?
AUTORE
Sì.
VITTORIOFELTRI-DIRETTORE “LIBERO”
Allora tutti dovrebberosapere che i contributi che lo stato dà alle iniziative editoriali sono proporzionali alla tiratura, e noi, lo soche a qualcuno dispiace, vendiamo molte copie, ne tiriamo parecchie di conseguenzaprendiamo una quantità di denaro adeguata.
AUTORE
Quante copie vendete?
VITTORIOFELTRI-DIRETTORE “LIBERO”
Noi abbiamo venduto nel2005 una media di 85 mila, 86 mila copie, venduto non regalato come fannomolti.
AUTORE
Lei che cosa vuol dire?
VITTORIO FELTRI-DIRETTORE“LIBERO”
Noi le copie le vendiamo inedicola, molti giornali le regalano agli alberghi, le regalano ai ristoranti,in sostanza cercano di fargli evitare la massa della diffusione allo scopo diavere una ricaduta positiva in campo pubblicitario.
AUTORE (VOCE FUORICAMPO)
Le copie regalate fatterisultare vendute fanno alzare le tariffe pubblicitarie e aumentando la tiratura aumenta pure il contributo dellostato.
VITTORIOFELTRI-DIRETTORE “LIBERO”
Noi cerchiamo di vendere ilgiornale solamente in edicola senza far figurare vendite che poi in realtà nonesistono.
AUTORE (VOCE FUORICAMPO)
Il direttore Feltri ci hamesso la pulce nell’orecchio, così quando per caso abbiamo visto dei quotidianisu un muretto all’uscita di una metropolitana ci siamo incuriositi, ma abbiamoscoperto che si trattava proprio di Libero.
AUTORE
Sono gratis?
UOMO 5
Sì.
UOMO 6
Tutti giorni.
AUTORE
Tutti i giorni viene aprendere Libero qua?
UOMO 5
Quasi, quasi tutti igiorni.
AUTORE
Anche lei prende Liberotutti i giorni?
UOMO 7
Sì tutti i giorni.
AUTORE
Gratis?
UOMO 7
Certo!
AUTORE
Ma chi li mette qua?
UOMO 7
Libero!
AUTORE
Ho visto lì sullametropolitana dei Libero gratis, le fanno concorrenza?
EDICOLANTE 4
E certo!
AUTORE
Chi è che li vende?
EDICOLANTE 4
No non li vendono lidistribuiscono gratuitamente.
AUTORE(VOCE FUORI CAMPO)
Abbiamo chiestoinformazioni al custode del palazzo adiacente.
AUTORE
I giornali Libero che sonolì sulla metropolitana?
UOMO 8
Li appoggiano qua.
AUTORE
Chi li appoggia?
UOMO 8
Non lo so, la mattinaquando arrivo io li trovo già là.
AUTORE
Ma quanti ce ne sono?
UOMO 8
Il numero penso unacinquantina.
AUTORE
Ma tutti i giorni?
UOMO 8
Sì, eccetto il lunedì chenon esce.
AUTORE
Ma da quanto tempo succedequesto?
UOMO 8
Saranno un paio d’anni.
AUTORE
Cioè tutti i giorni da unpaio d’anni?
UOMO 8
Eh!
AUTORE
Visto che lei legge libero,lo sa che prende dei finanziamenti pubblici?
DONNA 3
No.
AUTORE
Prende cinque milioni dieuro all’anno. Lei cosa ne pensa?
DONNA 3
Mi sembra una cosa un po’generale.
AUTORE
Va bene anche per Libero?
DONNA 3
Non dovrebbe essere vistoquello che scrive normalmente.
AUTORE
Lei lo sapeva che prendecinque milioni di euro?
DONNA 3
No, buona giornata.
AUTORE(VOCE FUORI CAMPO)
La mattina il portiere seli ritrova davanti al palazzo. E sempre con la pulce nell’orecchio li abbiamotrovati anche in questo laboratorio di analisi sempre gratis.
Complessivamente questacategoria di giornali costa allo stato 33 milioni di euro all’anno , e traquesti Il Giornale d’Italia che prende 2 milioni e 58 mila euro all’anno dicontributo statale, nel 2004 ha finanziato la Lega Nord per quasi 200 milaeuro.
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Divertente che continuiate a comportarvi come se foste all'Opposizione...ed è evidente che lo 0,05% in piu' vi da molta sicurezza negli "argomenti" che portate...
Si sta discutendo di un commento abbastanza sciocco di Severgnini sull'elettorato di Centro-Destra e sulla situazione al Corriere,attaccare Libero o Il Giornale oltre che essere fuori tema (e luogo) è la prova della coda di paglia,e non solo del Severgnini di turno.
Provo a rispondere, Leonardo, sebbene al «Corriere» io sia solo un «columnist» e non un editorialista (cose diverse: il primo è un solista; il secondo parla, ragiona, concorda i pezzi con la direzione, dalla quale dipende la linea del giornale).
(1) Il paragone tra grandi testate internazionali regge, eccome. Perché il "Corriere" non può fare ciò che fanno regolarmente «The Economist» o il «New York Times»? Solo perché il bipolarismo italiano è imperfetto e relativamente nuovo? Suvvia! L'appoggio/endorsement alla vigilia di un'elezione non è obbligatorio: ma è - secondo me - una consuetudine civile.
(2) I lettori che hanno abbandonato il "Corriere" non sono soltanto di centrodestra, ma di un centrodestra obbediente (a Berlusconi). Hanno lasciato perché sconvolti dalla novità, indegna di un giornale indipendente? Ma dài!
(3) Dare un'indicazione di voto alla vigilia di un'elezione è cosa ben diversa dallo schierarsi. «L'Unità» (a sinistra) è storicamente il giornale del maggiore partito della sinistra italiana; «Il Giornale» (a destra) è di PROPRIETA' della famiglia di uno dei due contendenti a Palazzo Chigi. Come puoi equiparare la condizione del "Corriere"? Suvvia, Leonardo. La logica non è il twist: occorre rigore, quando si propongono sillogismi e analogie.
Sul punto 1) sono d'accordo con il "columnist".
sul punto 2) dimostra di non avere rispetto,e di essere troppo presuntuoso per un "columnist".
Sul punto 3) dimostra la coda di paglia sua e di tanti altri "columnist" ed editorialisti,perche' anche il Corriere ha una certa Proprieta'...
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Severgnini è un giornalista serio
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Citazione:
Originariamente Scritto da picchio
Severgnini è un giornalista serio
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