
Originariamente Scritto da
ulfenor
Nel seguente articolo, breve ma intenso, pubblicato sul numero 55 della rivista Sodalitium, si potranno leggere alcune tra le più generiche e ricorrenti accuse mosse al cristianesimo da parte neopagana.
La seguente confutazione, redatta da don Curzio Nitoglia, dimostra quanto la vulgata pagana sia spessimo densa di una quantitò impressionante di imprecisioni e autentiche invenzioni. Lo scritto seguente attende ancora oggi una contro risposta...
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RISPOSTA A MURELLI
don Curzio Nitoglia
La "Società Editrice Barbarossa" ha pubblicato - eccellentemente - il libro Per padre il diavolo, e vi ha posto una "nota introduttiva" (cosa del tutto lecita), per spiegare ai propri lettori abituali che le posizioni dell'autore e dell'editore non sono le stesse.
D'altra parte molti "altri" lettori mi hanno posto delle domande riguardo alla "nota introduttiva", e la rivista Orion (n° 203, giugno 2002, pagg. 56-57), vicina alla "SEB", gentilmente, ha pubblicato una mia lettera di risposta ad esse.
Maurizio Murelli, direttore di Orion, ha voluto pubblicare - nello stesso tempo - una "breve risposta" alla mia lettera, assai franca e moderata; è un suo diritto.
Tuttavia, come sacerdote cattolico, mi sento in dovere di precisare alcuni punti espressi da Murelli sul cristianesimo, non per polemica ma per amore di chiarezza e verità.
Se Murelli vuole aprire un dibattito sereno e oggettivo sulla natura del cristianesimo sarò lieto di poter rispondere alle sue domande.
1a obiezione di Murelli:
"l'ebraismo (religione) originario, consentiva agli ebrei al pari di tutte le stirpi del pianeta un collegamento con la sapienza primordiale.
Il giudaismo è un elemento pervertitore (antitradizionale) che sconvolge l'ebraismo e lo scollega definitivamente dal contesto primordiale".
Rispondo che:
Ebreo viene da Eber, figlio di Sem (ossia semita) e avo di Abramo e dei Patriarchi (1a fase), fino all'esilio in Babilonia nel 586 a.C.
"Sem fu padre di tutti i figli di Eber considerato come uno dei progenitori di Abramo" (F. SPADAFORA, Dizionario biblico, Studium, Roma, 1963, pag. 183).
La 2a fase inizia con Mosé (1280 a.C.) e si chiama religione israelitico-ebraica, che continua quella ebraica sino al 586 a.C. (ENCICLOPEDIA DELLE RELIGIONI, Garzanti, Milano, 1989, voce: israelitica religione e giudaismo.
Cfr. anche G. Ricciotti, Storia d'Israele, vol. 1°, SEI, Torino, 5a ed. 1949, Il Regno d'Israele , § 432; II Regno di Giuda, § 459.
E l'ottimo I. SCHUSTER- G.B. HOLZAMMER, Manuale di storia biblica. Il Vecchio Testamento, SEI, Torino, 2a ed. 1939, pagg. 711-722).
Si parla invece di religione giudaica alla fine del Regno di Giuda, esiliato a Babilonia nel 586 a.C, in cui si conservano le tradizioni religiose ebraiche nonostante la deportazione.
Per cui il giudaismo dal 586 a.C. sino al 175 a.C. proseguì la religione ebraica.
La deviazione (3a fase) ebbe luogo a partire dal 175 a.C. fino all'Avvento di Gesù, èra nella quale il giudaismo farisaico e sadduceo stravolse la vera nozione messianica, sognando un Messia guerriero e temporale che desse al popolo d'Israele il dominio sul mondo (cfr. Per padre il diavolo, pagg. 142-145). Tale deviazione è continuata e continua sino al deicidio e all'attuale giudaismo, religione post-biblica o rabbinico-talmudica, che persiste nella negazione di Gesù Cristo.
"Giudaismo è il complesso, religioso e sociale, del nuovo Israele, rinato dopo il ritorno dall'esilio 597 a.C, sull'antico territorio della tribù di Giuda, intorno a Gerusalemme... dal 175 a.C. alla venuta di Gesù si formarono i raggruppamenti che troviamo al tempo di N. Signore: Farisei, Sadducei, Esseni, Sinedrio, Sinagoghe ecc. e specialmente la concezione ristretta di un messianismo nazionalistico, con l'esclusione dei Gentili dalla salvezza.
Il puritanesimo dei Farisei e l'altera intransigenza del Sinedrio, si ergeranno contro il divino Redentore, gli Apostoli e la Chiesa nascente. La tragica deviazione del Giudaismo avrà la sua fine e il suo castigo, nella distruzione di Gerusalemme 70 d.C" (F. SPADAFORA, ibidem, pagg. 306 e 309).
EUGENIO ZOLLI scrive:
"Giudaismo è la religione del popolo d'Israele, che si costituì definitivamente fin dall'esilio babilonese 586 a.C, quando Israele si trovò ridotto alla sola tribù di Giuda.
Prima dell'esilio la religione ebraica ebbe come mediatore Mosé... i Patriarchi (Abramo, Isacco e Giacobbe) e i Profeti" (ENCICLOPEDIA CATTOLICA, vol. VI, 1951, Città del Vaticano, voce giudaismo, coll. 695-696).
Quindi parlare di "ebraismo originario" contrapposto al "giudaismo pervertitore" che sconvolge l'ebraismo non ha fondamento storico-esegetico.
2a obiezione di Murelli:
"Il giudaismo corrompe l'ebraismo; il cristianesimo è un segmento riformato del giudaismo"
Rispondo che:
La prima parte della frase (giudaismo corrompe ebraismo) è già stata confutata nella risposta alla 1a obiezione.
Per quanto riguarda la seconda parte "cristianesimo = segmento riformato del giudaismo", si può leggere “Per padre il diavolo”, SEB, Milano, 2002, capitolo VI, VII, X, XI, XXXIII, che dimostrano ampiamente il contrario.
3a obiezione di Murelli:
"il nichilismo si genera nell'occidente cristiano".
Rispondo che:
Il nichilismo è una dottrina filosofica (e non mitologica) che nega la realtà dell'essere, sia in teoria che in pratica.
Si distinguono tre tipi di N.:
a) N. metafisico,
b) N. logico,
c) N. morale.
a) N. metafisico:
nega la realtà della sostanza, è il fenomenismo (non esiste l'essenza, la natura o la sostanza delle cose, ma solo i fenomeni o ciò che cade sotto i sensi). Gorgia da Lentini (V sec. avanti Cristo) è il massimo e più radicale rappresentante di questa scuola filosofica, egli riduce l'essere al nulla.
Ora Gorgia è vissuto circa cinque secoli prima di Cristo, quindi l'obiezione di Murelli ("N. si genera nell'occidente cristiano") non regge.
b) N. logico:
corrisponde allo scetticismo che nega ed esclude la verità oggettiva.
Il primo rappresentante e il fondatore di tale scuola è Pirrone di Elide, morto nel 275 avanti Cristo. Quindi l'obiezione cade anche quanto al N. logico.
c) N. morale;
è la conseguenza dei primi due;
se si nega ogni essere e ogni verità, ne segue che non esiste una norma di dovere individuale e sociale.
I maggiori rapprentanti di tale scuola sono:
1°) Max Stirner:
è l'esponente radicale dell'hegelismo di sinistra, che fa sua - inizialmente - la posizione di Feuerbach secondo la quale "l'ente sommo è l'uomo".
Ma poi Stirner polemizza anche con Feuerbach e nega ogni idea che voglia rimpiazzare Dio (la lotta di classe, il socialismo scientifico) e asserisce che l'unico valore è l'io-singolo (solipsismo) che portò Stirner ad essere il profeta dell'anarchia e del N. "Io ho riposto la mia causa nel nulla" è il principio fondamentale del N. stirneriano.
Come si vede Stirner più che comunista è un individualista, solipsista, egotista che tende al nulla. Quindi non si può in nessun modo affermare che lo stirnerismo "si genera" o nasce dal cristianesimo (generare = nascita, discendenza, produrre come effetto. Come intransitivo = prodursi, nascere, formarsi, in O. PIANIGIANI, Vocabolario etimologico della lingua italiana, Firenze, 1907), infatti Stirner è la negazione dell'essere, della verità e del Dio trascendente e personale, che sono le idee fondamentali del cristianesimo.
2°) Nietzsche:
è un filosofo radicalmente a-cristiano e anti-cristiano, che propugna la distruzione della morale cattolica per ritornare al paganesimo greco, dionisiaco e sfrenato.
La frase di Murelli "il N. si genera nell'occidente cristiano", ossia nasce dal cristianesimo ed è un prodotto del cristianesimo, cade. Il N. è prodotto dall'anticristianesimo stirneriano e nietzscheano.
Murelli cita OMAR VECCHIO, Essenza nichilistica dell'occidente cristiano, ed. Barbarossa, Saluzzo, 1988.
L'autore sostiene che il N. è la morte o l’annichilazione del Dio cristiano, il quale è qualcosa di degenerativo e quindi corruttibile e corrotto o scomparso nel nulla.
Invece - oggettivamente parlando - il N. è una dottrina filosofica a-metafisica, a-logica e a-morale, che nasce nell'occidente pagano-greco (Gorgia e Pirrone) e si conclude nell'occidente protestante tedesco, anti cattolico (Stirner e Nietzsche).
Mentre il Dio cristiano è "l'Atto Puro" da ogni potenza e perciò incorruttibile per natura e non può essere scomparso nel nulla "de facto".
Quindi l'obiezione di Murelli cade anche quanto al N. morale.
Don Curzio Nitoglia