A mio parere la cultura dei centri sociali è estremamente pericolosa e carica di odio.
Non si tratta delle virulente ,e condivisibili, contestazioni rivolte al capitalismo, nè delle bandierine americane o israeliane bruciate in piazza (che tanto scandalizzano D'alema e la Mussolini)
la mia critica si rivolge all'intolleranza simil-staliniana che serpeggia nei c.s. e che porta a
lancio di oggetti o azioni violente nei confronti di artisti accusati,ingiustamente, di essere fascisti a causa dell'utilizzo di parole quali "puttana" o "tossico"
(termini che ,ovviamente, vanno contestualizzati)
aggressioni nei confronti di movimenti antifascsti (vedi sharp o straight edge) considerati "criptonazisti" o equivoci, nonchè accuse di filo-hitlerismo mosse nei confronti di intellettuali non "allineati" quali Massimo Fini, Marco Tarchi, Costanzo Preve e Serge Latouche
azioni di rappresaglia contro gruppi neofascisti (ma siamo nel '45??) ed assoluta prostrazione verso partiti istituzionali considerati "compagni" ma tali,in realtà, solo a parole
questi comportamenti sono assolutamente intollerabili e molto vicini alla prassi di questurini e custodi di gulag. Di libertario ed anti-autoritario la maggior parte dei c.s. non ha nulla e ,spesso, si prediligono battaglie "anti-proibizioniste" (anche se ,in molti casi,si cerca di proibire l'esposizione di pensieri non propriamente dogmatici) a manifestazioni contro il precariato o altre forme di sfruttamento capitalistico
INVITO artisti, professori universitari,ricercatori ed intellettuali a disertare le "chiamate" dei c.s. e di portare avanti eventuali discorsi politici in altre sedi
un socialista convinto




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