Perché non sono di destra
Non sono di destra, perché i concetti di “destra” e di “sinistra” sono categorie che risalgono al XVIII secolo. Esattamente: al 1789, anno della Rivoluzione Francese. Nel frattempo, però, qualcosa è accaduto a scompaginare le nominologie e i derivati schieramenti ideologici:la Rivoluzione Fascista, per esempio. Per cui, risalire all’indietro della Rivoluzione Italiana, o assimilare destra e fascismo, è un’indubbia operazione reazionaria...
Non sono di destra, perché il fascismo, sempre per esempio, non era né di destra né di sinistra. Oppure, era: e di destra e di sinistra. Ma interpretare il fascismo secondo le categorie di destra e di sinistra, come fa Evola, è fuorviante: nel senso che distorce le possibilità di cogliere la superiore identità storica del fascismo, adeguandola ai canoni interpretativi del XVIII secolo. Sempre reazione è...
Non sono di destra, perché l’assidersi di Mussolini sull’ultimo scranno in alto, a destra, dell’emiciclo parlamentare, all’atto della sua prima elezione democratica, vale tanto quanto il passaggio di D’Annunzio, qualche decennio prima, dagli scranni di destra a quelli di sinistra, al motto: “Vado verso la vita”. La vita non è né di destra né di sinistra... E le loro (di Mussolini e di D'Annunzio) erano semplici provocazioni... Assimilare tali provocazioni per legittimare una collocazione “a destra” di chi discende (o pretende di discendere...) dal fascismo vuol dire non averne capito lo spirito, adeguandosi, pigramente, ad una lettera muta. Roba da Testimoni di Geova o, come dice Gabriele Adinolfi: da Testimoni di Evola...
Non sono di destra, anche se so perfettamente che quella che si chiama destra, oggi: liberale e democratica, non ha niente a che vedere con il concetto sano di “destra”. Gli è che il concetto “sano” o “non sano" “di destra” è stato reso impraticabile proprio dal fascismo... Che andò oltre, infischiadosene altamente: “Per me tutte queste terminologie di destra, di sinistra, di conservatori, di aristocrazia e democrazia, sono vacue terminologie.” (Benito Mussolini dixit).
Non sono di destra, perché la destra ha sposato il fascismo per interesse e, ogni volta che ha potuto, l’ha puntualmente tradito. Per ulteriori delucidazioni in merito, rivolgersi a: Chiesa, Capitalismo e Monarchia di qualsiasi epoca: dal 25 luglio 1943, a oggi...
Non sono di destra, perché la visione sociale del fascismo (puntualmente concretizzata, come da programma del Manifesto dei Fasci di Combattimento, dalla legislazione del Ventennio, fino al successivo e coerente Manifesto di Verona...) ha trovato come strenui oppositori postumi, proprio i duri e puri della destra dall’alto di principi assoluti che non tengono assolutamente conto del divenire dei rapporti dinamici della storia. Ai quali, proprio non va giù che il fascismo abbia pienamente realizzato lo Stato del Lavoro (oltretutto con obiezioni a posteriori che nulla c’entrano col contesto storico: vedi Evola, in particolare...). Per non citare le recenti esternazioni isteriche della Sig.ra Floriani, a proposito della sua ostilità alla “Socializzazione delle Imprese...”.
Non sono di destra perché, per la destra, le masse lavoratrici non sono “il” soggetto storico a cui le politiche devono rendere conto, ma nemmeno “un” soggetto degno di considerazione. A meno che non s’intenda (a parer suo) il “soggetto massa lavorativa” nel senso di “a-ssoggettato” ai superiori interessi delle elite autoelette, o elette per discendenza di sangue o di pecunia. Dei quali interessi - permettete - me ne scucio il baffo destro e anche quello sinistro...
Non sono di destra perché - solo ad esempio - quando Evola afferma: “Mussolini proclamò la repubblica evidentemente per la forza dei sentimenti accumulatisi in lui nella semi [“semi”? nota mia] detenzione in cui dopo il 25 luglio l’aveva tenuto il nuovo governo...”, sottintendendo che, altrimenti sarebbe restato un convinto monarchico, o ignorava che nel Manifesto dei Fasci di Combattimento era dichiarata la volontà di convocare: “...Una Assemblea Nazionale per la durata di tre anni, il cui primo compito sia quello di stabilire la forma di costituzione dello stato”, con il chiaro proposito di istaurare la repubblica (altrimenti che senso avrebbe avuto convocare un’assemblea costituente, considerate anche le antecedenze repubblicane pre-belliche dei vari Mussolini, Corridoni, De Ambris?), o mentiva sapendo di mentire. Siccome non posso pensare che ignorasse (stimando, di Evola, le sue assolute capacità cognitive...), tirate voi le conseguenze.
Non sono di destra perché, oggi, la destra-destra esercita sul pianeta le più virulente prassi reazionarie: o vi risulta che la politica imperialista di Usa e Sion siano progressiste e di sinistra? Ma anche se fossero tali, la logica non sarebbe diversa. Gli è che la sovversione reazionaria, esattamente come la rivoluzione, non è né di destra né di sinistra. Oppure, di nuovo, è di destra e di sinistra...
Non sono di destra, non perché non concepisca i valori di Ordine, di Gerarchia, di Merito ma perché, per quello che la destra è diventata, ormai concepisce: l’Ordine come “poliziotto di quartiere”, la Gerarchia come gradi impiegatizi e il Merito come riconoscimento dovuto alle carriere politiche e/o economico-finanziarie dai dubbi meriti.
P.S. Ovviamente, non sono nemmeno di sinistra.