
Originariamente Scritto da
Digitale rossa
Oh, bene. Ora che sono riuscita a raggiungere il mio obiettivo primario (perdere 10.000 punti nella classifica generale e in quella di Murelli in particolare

), posso procedere.
Ho scritto testualmente:
"Io credo che Evola, paradossalmente, sia stato letto non soltanto male ma pure troppo: c'è un sacco di gente che ne ha fatto il proprio vangelo personale --- anche perché la Tradizione (con la maiuscola, per carità) e l'aristocrazia (confusa con i quarti di nobiltà) e l' "uomo differenziato" sono davvero degli alibi bellissimi, come dici tu. E poi vuoi mettere com'è divertente fare i giochi di ruolo invece di andar fuori a combattere? " --- il che, tradotto (forse dovevo sottolineare il "paradossalmente"), significa:
è mia convinzione che Julius Evola sia vittima del perverso meccanismo per cui il problema non è Nietzsche, sono i nietzscheani; il problema non è Marx, sono i marxisti; il problema non è Freud, sono i freudiani; il problema non è Gesù Cristo, sono i cristiani e via elencando --- perché poi alla gente piace interpretare e fa ancora più casino, diceva Gaber. Se posso partire da un aneddoto personale, quando pischella misi piede in una federazione dell'allora MSI, parecchiucci anni fa, dopo qualche chiacchiera e alcune domande mi sentii ingiungere di leggere a rotta di collo
Orientamenti e
Cavalcare la tigre mentre in contemporanea un altro tipo mi ammoniva che l'importante è imparare a menare perché i libri non servono a niente (sono rimasta lì sei mesi scarsi e poi sono scappata, che strano...). Intendo dire che non si può prendere una persona (ancora) scarsamente attrezzata sul piano intellettuale - come può essere un ragazzino o una persona non particolarmente acculturata - e scaraventargli addosso un Evola tout-court, perché si fanno soltanto danni: è a questo che mi riferisco scrivendo che Evola è stato letto non soltanto male ma pure troppo --- ci sono troppe persone che hanno letto Evola senza avere (ancora) la capacità di comprenderlo, e che hanno avuto la sfortuna di non trovare nessun "maestro" che li aiutasse nell'impresa.
Poi non ho mai detto che Evola è un impolitico (cfr. la trattazione della cosiddetta "apolitìa" in
Cavalcare la tigre, appunto): suggerivo, invece, che proprio attraverso una lettura non corretta del pensiero evoliano parecchi sono arrivati all'erronea conclusione che valesse meglio ritirarsi nella proverbiale torre d'avorio invece di calarsi nell'agone politico --- con la scusa che tanto, siccome siamo nel kali-yuga, non serve a niente impegnarsi all'esterno perché andiamo verso la fine di un ciclo eccetera eccetera.
Non ho neanche detto che attraverso Evola non si combatte, e lungi da me l'idea di mettere in discussione la tua essenza di combattente nato, Murelli! Non ti conosco a fondo, questo è vero, ma tutto di te si può dire tranne che non combatti...
Aggiungo che semmai, a mio modestissimo avviso, bisognerebbe forse porsi il problema di superare Evola --- e non nel senso che Evola è superato cioè è obsoleto o inutile: ma nel senso che bisogna superare se stessi... Ok, ok, il discorso è complesso. Se a qualcuno interessa, magari possiamo approfondirlo (ma attenzione: perché, come ho già detto, io ho un alto grado di tossicità, e sconsiglio le dosi massicce

)
