«Quanto all’esportazione della democrazia, non mi sembra che si debba dare troppa importanza a questo aspetto della politica americana. Prima del 2003 i maggiori esponenti dell’amministrazione Bush erano risolutamente contrari a quella che definivano sprezzantemente la politica del «nation building», vale a dire il paziente lavoro per la trasformazione dei regimi autoritari in società democratiche nell’interesse della pace universale. Divennero crociati della democrazia quando il mancato ritrovamento delle armi di distruzione di massa nell’Iraq di Saddam Hussein li privò dell’argomento con cui avevano giustificato la guerra e li costrinse a cercare nuovi slogan, nuove bandiere».
Ineccepibile.




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