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Discussione: L'Editto Bolognese

  1. #1
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    Predefinito L'Editto Bolognese

    D’Alema travolto dalle polemiche della Cdl

    La questione delle poltrone fa infuriare l’opposizione. Fini: «Il lupo perde ilpelo ma non il vizio»

    di GIANCARLA RONDINELLI da Il Tempo

    È BUFERA su Massimo D’Alema. Il ministro degli Esteri, in occasione di un dibattito alla Festa dell’Unità di Bologna, ironizzando, ha detto «sulla Rai mi domando se non stiamo troppo buoni: anziché occupare la tv pubblica ci siamo occupati di politica estera». D’Alema ha quindi ricordato che tutti i dirigenti di viale Mazzini e i direttori di Tg scelti dal centrodestra sono ancora al loro posto, aggiungendo sibillino: «È chiaro però che non può durare così all'infinito». Da qui si accende la miccia. I primi a reagire alle dichiarazioni di D’Alema sono gli esponenti di Alleanza nazionale. Per Maurizio Gasparri «è vergognoso che il ministro D'Alema, anzichè occuparsi di politica estera, lanci liste di proscrizione facendo i nomi dei direttori del Tg1 e Tg2, Mimun e Mazza, come persone da cacciare». «La sinistra che si è occupata storicamente sempre di lottizzazioni e di appropriazioni indebite, dalla Rai agli intrecci tra strutture pubbliche e cooperative rosse -avverte l'ex ministro- rinnova i suoi antichi riti. L'atteggiamento di D'Alema va respinto e credo che il Consiglio di amministrazione della Rai all'unanimità si debba pronunciare». E in serata anche Gianfranco Fini, attacca il suo successore alla Farnesina. «Sono incredibilmente gravi le dichiarazioni di D'Alema sulla Rai che dimostrano che il lupo perde il pelo ma non il vizio», ha detto il presidente di An. «Parlare di bontà, ha aggiunto, e magari di cattiveria significa avere la concezione della politica connessa più alla lotta per la conquista delle poltrone piuttosto che al rispetto per tutte le posizioni». Dura la reazione anche da parte dell'Udc, che attraverso l'ex giornalista parlamentare e ora senatore dei centristi, Francesco Pionati, sottolinea come «l'irresistibile tentazione di D'Alema di occupare e normalizzare la Rai dimostra le reali intenzioni della sinistra: la maggioranza tenta di mettere la museruola all'informazione del servizio pubblico per nascondere agli italiani lo stato confusionale in cui si trova. Il cda Rai respinga le intimidazioni e operi con equilibrio, avverte Pionati, in una ottica complessiva e non caso per caso, per garantire pluralismo e professionalità». Stessa la reazione anche di Forza Italia, pronta a difendere la linea adottata dal governo Berlusconi in cinque anni. Per Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, si tratta di un episodio gravissimo: «Un elenco di nomi e di poltrone Rai come ai tempi delle antiche e peggiori lottizzazioni. E' un episodio gravissimo, per di più denunciato da un esponente di spicco della stessa maggioranza». Anche all'interno della stessa Unione si esprime perplessità sulle parole del leader della Farnesina. I piccoli partiti, infatti, chiedono chiarezza. «Non ci piace e non ci appassiona particolarmente l'estenuante dibattito sul totonomine, afferma Pino Sgobio del Pdci. Ci interessa di più un dibattito franco, aperto e partecipato tra le forze politiche di maggioranza, che ponga al suo centro la competenza e la professionalità degli eventuali incaricati».


  2. #2
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    La spallata di Prodi e D’Alema, al via l’OKKUPAZIONE della Rai

    di Sergio Menicucci

    Quando questa mattina si riunirà il Consiglio di amministrazione di viale Mazzini e il direttore generale Cappon distribuirà il dossier sull’inizio delle trasmissioni pre-serali, i consiglieri di maggioranza d’espressione di centrodestra, dovrebbero avere in mano un’arma in più per contrastare le mire espansionistiche dell’Unione e degli ambienti della sinistra. La vecchia “Eredità”, ora condotta da Carlo Conti, ha battuto la nuova “Formula segreta” guidata dal fuggiasco Amadeus. Oltre un milione e mezzo di differenza di ascolto (4,5 milioni contro 3) tra le due trasmissioni che precedono i telegiornali della sera. Inoltre la replica di Manuela Arcuri con la fiction “Regina di Fiori” costringe al quasi flop il nuovo programma di Maria de Filippi, la moglie di Maurizio Costanzo. Si sta verificando in televisione quello che accade anche in economia. La programmazione di Raiuno, Raidue, Raitre portata avanti dal Cda nominato dal governo di centrodestra, permette alla Rai di consolidare il primato su Mediaset. Così come le misure e i provvedimenti varati dal governo Berlusconi stanno permettendo di raccogliere i frutti tanto che l’Ocse è stato costretto a rivedere al rialzo la crescita economica del Paese, fissato a + 1,8 per cento l’aumento del prodotto interno lordo. I successi delle tre reti Rai e della radio non bastano però a Prodi e compagni. Anzi danno fastidio. L’obiettivo dell’attuale coalizione multiforze al governo è quello di dare, anche visibilmente, un segnale di cambiamento. Ecco allora perché tanti “ambasciatori” sono all’opera in queste ore per varare quello che una volta si chiamava Raibaltone.

    Questa volta no. Si tratta di totale ”okkupazione” considerato il substrato di sinistra di quasi tutte le strutture dell’azienda di viale Mazzini. Qualche posto di vertice occupato da uomini vicini alla destra non fa un’azienda. E, infatti, dopo la nomina della giornalista piemontese, amica di Piero Fassino, Daniela Tagliafico a capo della struttura del Quirinale, la frenesia degli uomini dell’Unione è quella di voler raggiungere l’obiettivo principale: quello di riconquistare la poltrona di direttore del Tg1. Perché è il più importante telegiornale delle ore 20 d’Europa e perché è stato quasi sempre in mano ai cosiddetti “catto-comunisti”. Sarebbe il primo colpo di immagine della coppia dei due Claudi: Petruccioli (ex senatore diesse) e Cappon (Margherita) il direttore generale votato all’unanimità ma manager vicino a Prodi e figlio di un manager Iri, quando l’ente era il proprietario del gruppo di viale Mazzini oltre che delle banche e delle partecipazioni statali. E a via Veneto a comandare c’era Romano Prodi che, però, oggi si permette di ironizzare che “mettere mano alla Rai è peggio che andare in Libano. Non c’è niente da fare”. Certo Prodi in materia ha la memoria corta. Così ecco che un primo passo verrà fatto con la nomina del capo del personale, un centro di gestione sempre rilevante.

    Al posto del direttore Gianfranco Comanducci, considerato vicino alla destra ed a Forza Italia, arriverà Maurizio Braccialarghe, guarda caso un manager molto vicino al professore. Il primo passo per ulteriori manovre. Salvo resistenza dei 5 membri (Giuliano Urbani, Gennaro Malgieri, Marco Staderini, Giovanna B. Clerici, Angelo Maria Petroni) indicati dal centrodestra che dovrebbero respingere l’invasione di campo di Massimo D’Alema, secondo cui l’Unione è stata troppo buona e deve cacciare i direttori scomodi, per il centrosinistra, come Mimun del Tg1, Mauro Mazza del Tg2 e Bruno Soccillo del Gr. Un atteggiamento fazioso e ostile ben diverso da molti ambienti del centrodestra che non hanno espresso alcun pregiudizio per una eventuale partecipazione della giornalista Barbara Palombelli a “Domenica in”, professionista seria che non può essere bloccata dall’essere moglie del vicepremier e leader della Margherita Francesco Rutelli.

  3. #3
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    Rai, la lista di proscrizione di D’Alema Fini: il lupo perde il pelo ma non il vizio

    di Fabrizio De Feo da Il Giornale


    «In Bulgaria Silvio Berlusconi ha rilasciato una dichiarazione di ignobile arroganza»


    Massimo D’Alema ne combina un’altra delle sue. E dopo la sequenza di gaffes messe a segno in politica estera - vedi le dichiarazioni sull’Eta «movimento politico», il sì al nucleare iraniano per scopi civili, oltre al saluto al segretario di Stato americano con il celebratissimo «bye bye, Condi» - il ministro degli Esteri prepara la sua personale lista di proscrizione e conia una frase che, se pronunciata da Silvio Berlusconi, avrebbe già fatto scattare l’immediata sollevazione di tutto l’esercito dei benpensanti e dei professionisti dell’allarme democratico.
    Le parole, pronunciate a Bologna, sono testuali: «Sulla Rai mi domando se non siamo stati troppo buoni: anziché occuparla ci siamo occupati di politica estera. Alla direzione del Tg1 c’è ancora Mimun, a quella del Tg2 c’è ancora Mazza e così in tutti gli altri incarichi. È chiaro però che non può durare così all’infinito». Come dire che il D’Alema gaffeur incallito si candida ora alla promozione al ruolo di «epurator» della nuova legislatura. Si «lamenta» di essere stato troppo impegnato con la politica estera piuttosto che con l’occupazione di Viale Mazzini. E detta il suo personale editto bolognese di espulsione di due direttori che da anni figurano al vertice dei principali telegiornali del servizio pubblico.
    La voglia di repulisti e di rimozione forzata - che spazza via in un colpo solo le ipocrisie coltivate in anni di opposizione unionista - accende una vera e propria tempesta di reazioni da parte del centrodestra, con l’Unione in larga parte arroccata a difesa dello scivolone dalemiano. Un batti e ribatti rafforzato da un annuncio dettato a sorpresa da Daniele Capezzone. «Nei palazzi romani circola un foglietto, una piccola nota scritta. Io l’ho trovato a Montecitorio. Sopra, ci sono scritti alcuni nomi: Gianni Riotta al Tg1, Paolo Ruffini a Rai1, Teresa De Santis condirettrice o vicedirettrice, Giovanni Minoli a Rai3, Piero Badaloni a Rainews24, Maurizio Braccialarghe alla direzione del personale» rivela il segretario dei Radicali. «Da dove viene il foglietto? È attendibile? O è invece opera di un mitomane?» chiede Capezzone. Una rivelazione che accende l’immediata replica di Paolo Bonaiuti. «Un elenco di nomi e di poltrone Rai come ai tempi delle antiche e peggiori lottizzazioni. È un episodio gravissimo per di più denunciato da un esponente di spicco della stessa maggioranza».
    Il fuoco dell’indignazione crepita, però, soprattutto per il clamoroso affondo dalemiano. E smuove anche i grossi calibri come Gianfranco Fini. «Sono incredibilmente gravi le dichiarazioni di D’Alema che dimostrano che il lupo perde il pelo ma non il vizio» dice il presidente di An. «Parlare di bontà - aggiunge - e magari di cattiveria significa avere la concezione della politica connessa più alla lotta per la conquista delle poltrone che al rispetto per tutte le posizioni». Secondo Fini è «altrettanto grave quanto denunciato da Capezzone circa accordi che sarebbero stati stilati nel segno della più assoluta lottizzazione. Ciò che invece sta accadendo dimostra che ancora una volta il centrosinistra predicava in un modo quando era all’opposizione e si comporta in modo del tutto opposto oggi che è maggioranza». Un attacco ripreso e rafforzato anche da Francesco Storace e Maurizio Gasparri: «È vergognoso che D’Alema, anziché occuparsi di politica estera, lanci liste di proscrizione facendo i nomi di Mimun e Mazza come persone da cacciare», afferma Gasparri mentre l’ex ministro della Salute definisce disgustoso «l’editto para bulgaro di D’Alema» contro Mimun e Mazza, «dei quali chiede l’esilio senza che l’onorevole Giulietti proferisca parola». E mentre il direttore del Tg2 si trova nella paradossale situazione di dare la notizia - la terza nell’edizione delle 13 - della sua «candidatura all’epurazione», i vertici della Rai tacciono in attesa del cda di oggi. Parla, invece, il segretario della Dc, Gianfranco Rotondi che scrive ai presidenti di Camera e Senato. «Dobbiamo forse denunciare alla Magistratura che un ministro dichiara di non aver avuto il tempo di cacciare Mimun e Mazza perché il governo è impegnato col Libano?» chiede Rotondi. «Decidete voi, cari Presidenti, se a vigilare debba esserci il Parlamento o la magistratura». E l’azzurro Antonio Tajani allarga il tiro e denuncia la «lista di spartizione ormai pronta» alla commissione Libertà Pubbliche del Parlamento Europeo affinché «verifichi quanto è libero il sistema dell’informazione in Italia».

  4. #4
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    state zitti va la,nel 2001 voi ancora prima di vincere le elezioni già dicevate che avreste fatti i porci comodi vostri alla rai
    ipocriti

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da chemistri
    state zitti va la,nel 2001 voi ancora prima di vincere le elezioni già dicevate che avreste fatti i porci comodi vostri alla rai
    ipocriti
    S'è visto s'è visto! Te la ricordi la pasionaria che è stata Presidentessa per caso?
    E poi, ma mi spieghi al limite (accettando per buone le tue supposizioni) dove cavolo è finita la grandiosa "superiorità morale" dei sinistri?
    Ovunque la si guardi, questa storia è evidentemente la riprova delle mangerie e dei giochetti primarepubblicani dei quali le sinistre sono protagoniste, una volta al potere.

  6. #6
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    Quanto rumore per nulla. Basta ricordare che D'Alema Massino non è un liberale, non è un democratico in senso europeo occidentale, non ha nulla a che spartire con una sinistra democratica social-liberale moderna [fieramente anticomunista]. E' solo un post-togliattiano opportunista e pragmatico, un intelligente politicante rosso supponente e anche un tantinello......troppo incline al battutismo luogocomunista da antichi festival de "l'Unità".

    Saluti liberali

  7. #7
    echeneso
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    che altro avrebbe potuto dire il d'alema considerando le sue radici?

  8. #8
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    A me non disturbano D'Alema o il Sig.Prodi che fanno quello che hanno sempre fatto...disturbano i loro Elettori Girotondini che dopo essersi mangiati la Bandiera della Pace adesso digeriscono questa senza nemmeno una "passeggiatina"...che vergogna e che ipocrisia...

  9. #9
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    Siamoal "bue che dice cornuto all'asino"

  10. #10
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    Ma noi non abbiamo fatto 5 anni di prediche...siamo cornuti tutti ma voi in piu' siete ipocriti...

 

 

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