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pensiero
IL PASSO FINALE LA SOCIETÀ HA DECISO DI AFFIDARSI SOLO ALLA GIUSTIZIA SPORTIVA E ORA SPERA CHE LA PENALITÀ VENGA FORTEMENTE RIDOTTA
La Juve dice addio al Tar
Passa la linea morbida e la società bianconera va all'arbitrato
1/9/2006
di Fabio Vergnano
Giovanni Cobolli Gigli, presidente Juventus
Speciale Crisi Calcio
QUI JUVE
Juve addio al Tar. D'accordo? VOTA
TORINO. La Juventus non esce dai binari della giustizia sportiva e ritira il ricorso al Tar del Lazio, che oggi avrebbe dovuto prendere in considerazione l’esposto del club bianconero. Una decisione presa all’unanimità dopo quattro ore di consiglio d’amministrazione, presenti tutti i consiglieri tranne Montali e Blanc collegati in audioconferenza. I segnali di disponibilità offerti mercoledì da Coni e Figc hanno convinto la Juventus ad accettare la Camera Arbitrale del Coni che annullerà automaticamente le tre giornate di squalifica del campo e i 100 mila euro di multa oltre, ovviamente, a ridurre in maniera sensibile la penalizzazione che ora è di 17 punti. Si parla di sette-dieci in meno. Ma non c’è alcun accordo, la Juve ha abbandonato il muro contro muro mettendo in conto ogni rischio in questo senso.
Quindi da ieri la Juve accetta la B e mette fine a un estenuante iter giudiziario, facendo in pezzettini il documento preparato una settimana fa dai suoi legali esperti in diritto amministrativo in cui, fra l’altro, si quantificava in 130 milioni il danno economico prodotto dalla retrocessione. Il suo calvario, iniziato il 4 maggio con le prime intercettazioni, si è concluso al termine di una giornata in cui ogni dettaglio è stato soppesato al massimo e, come detto, ha trovato tutti i consiglieri concordi. Decisiva la totale convergenza di vedute fra l’ad Blanc e il presidente Cobolli Gigli che durante i Cda è sempre l’ultimo a prendere la parola. Poi un Cobolli Gigli molto provato ha commentato: «E’ stata una decisione meditata e presa all’unanimità. Sono convinto che questa scelta farà il bene della Juve e non solo. Abbiamo valutato tutti gli elementi e riflettutto su tutte le cose. Da oggi ci concentriamo sulla gestione sportiva».
In un comunicato la società bianconera ha spiegato con chiarezza le ragioni del suo netto dietrofront, motivazioni che Coni e Figc hanno molto apprezzato. Scrive la Juve che «il Consiglio ha preso atto dei significativi segnali di disponibilità che le istituzioni sportive hanno palesato nelle ultime ore per risolvere con equità la vertenza in corso ed ha constatato che tale apertura costituisce un netto cambiamento rispetto a quanto registrato al termine della fase di conciliazione». In sostanza rinuncia alla possibilità di ritornare in serie A grazie alla spinta della giustizia amministrativa per non porsi fuori dalle regole e fiducia nei giudici della Camera Arbitrale, anche senza aver avuto nessun tipo di garanzia da parte del governo sportivo su quelle che saranno le decisioni future.
Al tempo stesso la Juventus conferma «la propria volontà di apertura nei confronti delle istituzioni sportive, la fiducia nella giustizia sportiva e la volontà di collaborare per il miglioramento del calcio italiano così come ha fatto rinnovando il proprio Consiglio di Amministrazione e dotandolo di un controllo interno più severo». Esposte le proprie medaglie al valore, la Juve spera ora di passare all’incasso. Ovvero, confida che nel successivo grado di giustizia sportiva riceverà un trattamento migliorativo rispetto all’attuale.
Oltre a Cobolli Gigli, dei consiglieri presenti ieri nella sede di corso Galileo Ferraris, ha parlato Tardelli: «Mi piacerebbe una B pulita, ma non so se sia un obiettivo raggiungibile. In ogni caso resta tutta l’amarezza per la disparità di trattamento fra la Juve e le altre squadre. Tuttavia sono arrivati segnali di apertura che all’unanimità abbiamo deciso di raccogliere».
Quello che la Juve ha presentato come un gesto di apertura verso le istituzioni, è stato interpretato dai tifosi come un’autentica resa. Erano in cinquanta alle 15 quando è cominciata la riunione del Cda. Ai dirigenti che entravano è stato suggerito di «alzare la schiena, parolai». Molta curiosità, tanta speranza che la società non recedesse di un millimetro dalla sua linea di intransigenza. Un goffo inseguimento ad un’auto, dalla quale era partito un «serie B» che aveva indispettito i più accesi, controllato dalla Digos presente con i propri agenti in borghese. Con il passare delle ore la pattuglia si è ridotta a una quindicina di unità, e quando attorno alle 20 si è diffusa la notizia del ritiro del ricorso al Tar, è esplosa la rabbia. Insulti a Cobolli Gigli, a Blanc, minacce di proseguire la contestazione in maniera violenta alla prima partita di campionato. C’è stato anche un tentativo di entrare in sede, sventato dagli uomini della sorveglianza. Cori in favore di Moggi.
Il presidente Cobolli Gigli non è parso turbato più di tanto da quanto stava accadendo, ma anche lui ha lasciato la sede da un’uscita secondaria: «Questi tifosi non sono d’accordo con noi, e non lo saranno neppure altri. Ma la Juve ha oltre 12 milioni di sostenitori e credo che capiranno».
sai quanto rido se alla fine i punti tolti saranno ininfluenti o addirittura manco uno......VIGLIACCHI INFAMI ed è ancora un complimento