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  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Non trovo il termine con cui appellarvi

    IL PASSO FINALE LA SOCIETÀ HA DECISO DI AFFIDARSI SOLO ALLA GIUSTIZIA SPORTIVA E ORA SPERA CHE LA PENALITÀ VENGA FORTEMENTE RIDOTTA
    La Juve dice addio al Tar
    Passa la linea morbida e la società bianconera va all'arbitrato
    1/9/2006
    di Fabio Vergnano




    Giovanni Cobolli Gigli, presidente Juventus
    Speciale Crisi Calcio
    QUI JUVE
    Juve addio al Tar. D'accordo? VOTA
    TORINO. La Juventus non esce dai binari della giustizia sportiva e ritira il ricorso al Tar del Lazio, che oggi avrebbe dovuto prendere in considerazione l’esposto del club bianconero. Una decisione presa all’unanimità dopo quattro ore di consiglio d’amministrazione, presenti tutti i consiglieri tranne Montali e Blanc collegati in audioconferenza. I segnali di disponibilità offerti mercoledì da Coni e Figc hanno convinto la Juventus ad accettare la Camera Arbitrale del Coni che annullerà automaticamente le tre giornate di squalifica del campo e i 100 mila euro di multa oltre, ovviamente, a ridurre in maniera sensibile la penalizzazione che ora è di 17 punti. Si parla di sette-dieci in meno. Ma non c’è alcun accordo, la Juve ha abbandonato il muro contro muro mettendo in conto ogni rischio in questo senso.

    Quindi da ieri la Juve accetta la B e mette fine a un estenuante iter giudiziario, facendo in pezzettini il documento preparato una settimana fa dai suoi legali esperti in diritto amministrativo in cui, fra l’altro, si quantificava in 130 milioni il danno economico prodotto dalla retrocessione. Il suo calvario, iniziato il 4 maggio con le prime intercettazioni, si è concluso al termine di una giornata in cui ogni dettaglio è stato soppesato al massimo e, come detto, ha trovato tutti i consiglieri concordi. Decisiva la totale convergenza di vedute fra l’ad Blanc e il presidente Cobolli Gigli che durante i Cda è sempre l’ultimo a prendere la parola. Poi un Cobolli Gigli molto provato ha commentato: «E’ stata una decisione meditata e presa all’unanimità. Sono convinto che questa scelta farà il bene della Juve e non solo. Abbiamo valutato tutti gli elementi e riflettutto su tutte le cose. Da oggi ci concentriamo sulla gestione sportiva».

    In un comunicato la società bianconera ha spiegato con chiarezza le ragioni del suo netto dietrofront, motivazioni che Coni e Figc hanno molto apprezzato. Scrive la Juve che «il Consiglio ha preso atto dei significativi segnali di disponibilità che le istituzioni sportive hanno palesato nelle ultime ore per risolvere con equità la vertenza in corso ed ha constatato che tale apertura costituisce un netto cambiamento rispetto a quanto registrato al termine della fase di conciliazione». In sostanza rinuncia alla possibilità di ritornare in serie A grazie alla spinta della giustizia amministrativa per non porsi fuori dalle regole e fiducia nei giudici della Camera Arbitrale, anche senza aver avuto nessun tipo di garanzia da parte del governo sportivo su quelle che saranno le decisioni future.

    Al tempo stesso la Juventus conferma «la propria volontà di apertura nei confronti delle istituzioni sportive, la fiducia nella giustizia sportiva e la volontà di collaborare per il miglioramento del calcio italiano così come ha fatto rinnovando il proprio Consiglio di Amministrazione e dotandolo di un controllo interno più severo». Esposte le proprie medaglie al valore, la Juve spera ora di passare all’incasso. Ovvero, confida che nel successivo grado di giustizia sportiva riceverà un trattamento migliorativo rispetto all’attuale.

    Oltre a Cobolli Gigli, dei consiglieri presenti ieri nella sede di corso Galileo Ferraris, ha parlato Tardelli: «Mi piacerebbe una B pulita, ma non so se sia un obiettivo raggiungibile. In ogni caso resta tutta l’amarezza per la disparità di trattamento fra la Juve e le altre squadre. Tuttavia sono arrivati segnali di apertura che all’unanimità abbiamo deciso di raccogliere».

    Quello che la Juve ha presentato come un gesto di apertura verso le istituzioni, è stato interpretato dai tifosi come un’autentica resa. Erano in cinquanta alle 15 quando è cominciata la riunione del Cda. Ai dirigenti che entravano è stato suggerito di «alzare la schiena, parolai». Molta curiosità, tanta speranza che la società non recedesse di un millimetro dalla sua linea di intransigenza. Un goffo inseguimento ad un’auto, dalla quale era partito un «serie B» che aveva indispettito i più accesi, controllato dalla Digos presente con i propri agenti in borghese. Con il passare delle ore la pattuglia si è ridotta a una quindicina di unità, e quando attorno alle 20 si è diffusa la notizia del ritiro del ricorso al Tar, è esplosa la rabbia. Insulti a Cobolli Gigli, a Blanc, minacce di proseguire la contestazione in maniera violenta alla prima partita di campionato. C’è stato anche un tentativo di entrare in sede, sventato dagli uomini della sorveglianza. Cori in favore di Moggi.

    Il presidente Cobolli Gigli non è parso turbato più di tanto da quanto stava accadendo, ma anche lui ha lasciato la sede da un’uscita secondaria: «Questi tifosi non sono d’accordo con noi, e non lo saranno neppure altri. Ma la Juve ha oltre 12 milioni di sostenitori e credo che capiranno».



    sai quanto rido se alla fine i punti tolti saranno ininfluenti o addirittura manco uno......VIGLIACCHI INFAMI ed è ancora un complimento

  2. #2
    SANDRO II
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da pensiero
    IL PASSO FINALE LA SOCIETÀ HA DECISO DI AFFIDARSI SOLO ALLA GIUSTIZIA SPORTIVA E ORA SPERA CHE LA PENALITÀ VENGA FORTEMENTE RIDOTTA
    La Juve dice addio al Tar
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    1/9/2006
    di Fabio Vergnano




    Giovanni Cobolli Gigli, presidente Juventus
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    TORINO. La Juventus non esce dai binari della giustizia sportiva e ritira il ricorso al Tar del Lazio, che oggi avrebbe dovuto prendere in considerazione l’esposto del club bianconero. Una decisione presa all’unanimità dopo quattro ore di consiglio d’amministrazione, presenti tutti i consiglieri tranne Montali e Blanc collegati in audioconferenza. I segnali di disponibilità offerti mercoledì da Coni e Figc hanno convinto la Juventus ad accettare la Camera Arbitrale del Coni che annullerà automaticamente le tre giornate di squalifica del campo e i 100 mila euro di multa oltre, ovviamente, a ridurre in maniera sensibile la penalizzazione che ora è di 17 punti. Si parla di sette-dieci in meno. Ma non c’è alcun accordo, la Juve ha abbandonato il muro contro muro mettendo in conto ogni rischio in questo senso.

    Quindi da ieri la Juve accetta la B e mette fine a un estenuante iter giudiziario, facendo in pezzettini il documento preparato una settimana fa dai suoi legali esperti in diritto amministrativo in cui, fra l’altro, si quantificava in 130 milioni il danno economico prodotto dalla retrocessione. Il suo calvario, iniziato il 4 maggio con le prime intercettazioni, si è concluso al termine di una giornata in cui ogni dettaglio è stato soppesato al massimo e, come detto, ha trovato tutti i consiglieri concordi. Decisiva la totale convergenza di vedute fra l’ad Blanc e il presidente Cobolli Gigli che durante i Cda è sempre l’ultimo a prendere la parola. Poi un Cobolli Gigli molto provato ha commentato: «E’ stata una decisione meditata e presa all’unanimità. Sono convinto che questa scelta farà il bene della Juve e non solo. Abbiamo valutato tutti gli elementi e riflettutto su tutte le cose. Da oggi ci concentriamo sulla gestione sportiva».

    In un comunicato la società bianconera ha spiegato con chiarezza le ragioni del suo netto dietrofront, motivazioni che Coni e Figc hanno molto apprezzato. Scrive la Juve che «il Consiglio ha preso atto dei significativi segnali di disponibilità che le istituzioni sportive hanno palesato nelle ultime ore per risolvere con equità la vertenza in corso ed ha constatato che tale apertura costituisce un netto cambiamento rispetto a quanto registrato al termine della fase di conciliazione». In sostanza rinuncia alla possibilità di ritornare in serie A grazie alla spinta della giustizia amministrativa per non porsi fuori dalle regole e fiducia nei giudici della Camera Arbitrale, anche senza aver avuto nessun tipo di garanzia da parte del governo sportivo su quelle che saranno le decisioni future.

    Al tempo stesso la Juventus conferma «la propria volontà di apertura nei confronti delle istituzioni sportive, la fiducia nella giustizia sportiva e la volontà di collaborare per il miglioramento del calcio italiano così come ha fatto rinnovando il proprio Consiglio di Amministrazione e dotandolo di un controllo interno più severo». Esposte le proprie medaglie al valore, la Juve spera ora di passare all’incasso. Ovvero, confida che nel successivo grado di giustizia sportiva riceverà un trattamento migliorativo rispetto all’attuale.

    Oltre a Cobolli Gigli, dei consiglieri presenti ieri nella sede di corso Galileo Ferraris, ha parlato Tardelli: «Mi piacerebbe una B pulita, ma non so se sia un obiettivo raggiungibile. In ogni caso resta tutta l’amarezza per la disparità di trattamento fra la Juve e le altre squadre. Tuttavia sono arrivati segnali di apertura che all’unanimità abbiamo deciso di raccogliere».

    Quello che la Juve ha presentato come un gesto di apertura verso le istituzioni, è stato interpretato dai tifosi come un’autentica resa. Erano in cinquanta alle 15 quando è cominciata la riunione del Cda. Ai dirigenti che entravano è stato suggerito di «alzare la schiena, parolai». Molta curiosità, tanta speranza che la società non recedesse di un millimetro dalla sua linea di intransigenza. Un goffo inseguimento ad un’auto, dalla quale era partito un «serie B» che aveva indispettito i più accesi, controllato dalla Digos presente con i propri agenti in borghese. Con il passare delle ore la pattuglia si è ridotta a una quindicina di unità, e quando attorno alle 20 si è diffusa la notizia del ritiro del ricorso al Tar, è esplosa la rabbia. Insulti a Cobolli Gigli, a Blanc, minacce di proseguire la contestazione in maniera violenta alla prima partita di campionato. C’è stato anche un tentativo di entrare in sede, sventato dagli uomini della sorveglianza. Cori in favore di Moggi.

    Il presidente Cobolli Gigli non è parso turbato più di tanto da quanto stava accadendo, ma anche lui ha lasciato la sede da un’uscita secondaria: «Questi tifosi non sono d’accordo con noi, e non lo saranno neppure altri. Ma la Juve ha oltre 12 milioni di sostenitori e credo che capiranno».



    sai quanto rido se alla fine i punti tolti saranno ininfluenti o addirittura manco uno......VIGLIACCHI INFAMI ed è ancora un complimento
    STRAQUOTO

  3. #3
    VELTRONI DIMETTITI!
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    Cari Gobbi,
    cercate di ragionare per un momento. Secondo voi se persone che siedono in un CdA, quindi hanno interessi precisi da tutelare, decidono una cosa simile credete che sia solo il frutto di inciuci? Che abbiano calato le braghe? Forse la loro decisione è frutto della consapevolezza che dal TAR non avrebbero ottenuto nulla se non l'annullamento del processo e la ripetizione di questo (con l'esito poi da riscrivere a vostro rischio e pericolo) e poi la juve, e tutto il calcio italiano, avrebbero preso una stangata memorabile dalla FIFA. Credete veramente che consiglieri di amminist., i quali rispondono ad una proprietà, abbiano calato le braghe così per scarsa determinazione? O, piuttosto, i rischi di una battaglia simili erano troppo alti?

    E poi se vi fregano, cioè non vi tolgono nemmeno un punto, potete sempre andarci al TAR.

  4. #4
    Veneta sempre itagliana mai
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    Citazione Originariamente Scritto da Libdx

    E poi se vi fregano, cioè non vi tolgono nemmeno un punto, potete sempre andarci al TAR.


    a me non interessano i 3 punti in meno o in più....volevo, come del resto la maggior parte di noi, essere trattata al pari degli altri, o quantomeno, mi si dimostrasse quali e quante e con chi partite abbiamo truccato

  5. #5
    Veneta sempre itagliana mai
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    anche questo sta rioncoglionendo


    01/09/2006 10.40


    Boniperti ai tifosi: «Siamo in B, questa è la realtà, accettiamola» (Gazzetta dello Sport)

    La bandiera bianconera tornerà allo stadio: «La Juve merita di essere amata. Ci insulteranno, risponderemo col bel gioco».


    Sono usciti i calendari: la Juve è in B, debutta a Rimini. Che effetto le fa?
    «Dio santo, che sofferenza. Già non sono giovane, ma mi sembra di essere invecchiato di 10 anni in un colpo. Certe volte mi sveglio e dico: "Non è possibile". A lungo ho pensato a cosa fare, se si poteva cancellare tutto e far finta che non fosse successo niente come stanno facendo molti tifosi. Invece, anche se fa male, bisogna rendersi conto della realtà e guardare avanti».

    Qual è la strada?
    «In questi mesi tante persone che amano la Juve mi hanno chiesto: "Presidente, ora cosa facciamo?". La mia risposta è sempre uguale: bisogna accettare la situazione e iniziare la riscostruzione dei valori che abbiamo perso. La realtà è questa: siamo in B.Spero che nel minor tempo possibile si possa ritornare in A orgogliosi, come eravamo, di voler bene a una squadra che è un patrimonio e che si è fatta apprezzare in tutto il mondo».

    Il cda della Juve, all'unanimità, ha deciso di ritirare il ricorso al Tar e di andare all'arbitrato. Contento?
    «Sì. Io quando ho sentito parlare di Tar mi sono demoralizzato. Sono nel calcio da quando avevo 18 anni e ho sempre pensato che qualsiasi vertenza andasse risolta nell'ambito della giustizia sportiva. Adesso speriamo che i nostri esperti, a partire da Guido Rossi, sappiano correggere le leggi dove è necessario, ma soprattutto sappiano farle rispettare. Perché senza rispetto delle regole non c'è credibilità. E poi, la politica resti fuori».

    Due scudetti tolti, niente Europa, serie B con penalizzazione. Sentenza dura, squilibrata rispetto alle altre? Sentenza giusta?
    «E' una sentenza. Punto. Iosto male al pensiero di tutto questo, ma lo accetto. E invito i tifosi a fare altrettanto. La Juventus ha una gloriosa storia centenaria, merita di essere amata e in questo momento ha bisogno della vicinanza di tutti i tifosi senza troppe chiacchiere e troppe lacrime. Io amo questa maglia da 70 anni e per amore faccio tacere l'istinto rivoluzionario: ci sono momenti in cui l'idea della B mi fa imbestialire, poi mi calmo e capisco che la strada da percorrere è un'altra. Torniamo a giocare».

    Sarà una stagione pesante. Anche per gli insulti.
    «Sì, gli insulti li troveremo, l'ambiente sarà ostile. Ma la squadra con il bel gioco e i tifosi con il comportamento civile dovranno superare l'ostacolo. Questa sarà la nostra prima vittoria. E quando succederà io sonosicuro che anche i tifosi avversari sapranno rispettare la nostra maglia».

    La rivedremo allo stadio?
    «Come no. Alla seconda giornata per Juve-Vicenza giuro che ci sarò».

    Del Piero guida il plotone di chi è rimasto.
    «Del Piero è un esempio, la gente l'ha capito e lo apprezza. Siccome l'ho portato io alla Juventus quand'era ragazzo mi permetto una tiratina d'orecchie: per l'uscita su Capello e per il primo rigore a Napoli che avrebbe dovuto tirare lui».

  6. #6
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    ecco questo sintetizza l'umore della maggior parte della tifoseria


    COMUNICATO STAMPA. GHIGLIA (AN): “RITIRARE IL RICORSO AL TAR È UN ERRORE DI PRINCIPIO CHE LASCIA PERPLESSI MA CHIAMPARINO NON DOVEVA ABBANDONARE LA SOCIETÀ”
    di AV
    Ci sono mille motivi di parziale convenienza per cui, probabilmente, il CdA della Juventus ha deciso di ritirare il ricorso al Tar del Lazio.
    La decisione, tuttavia, in termini di principio è un errore che lascerà sicuramente perplessi non solo i tifosi ma anche molti torinesi.
    La Juve doveva crederci di più: accettare di ritirare il ricorso a fronte magari di qualche punterello in meno di penalizzazione rappresenta,comunque, un’ ammissione di colpa e l’accettazione di quei pregiudizi che hanno fatto della Juventus l’unico vero capro espiatorio di calciopoli.
    Le Istituzioni, a cominciare dal Sindaco, hanno lasciato sola la Società e con tale atteggiamento danneggiato l’immagine e l’economia di Torino ma la Società avrebbe dovuto resistere e dimostrare (e dimostrarci) maggior fiducia nella sua linea difensiva.

    On.Agostino Ghiglia
    Presidente Provinciale AN
    335 8128694
    www.ghiglia.it

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da pensiero
    anche questo sta rioncoglionendo
    Non sta rincoglionendo, era uno di quelli che aveva da guadagnarci (per lo meno moralmente) da questa vicenda, insieme agli elkann, montezemolo e a qualche simpaticone (leggasi pagliaccio) ora nel cda.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da pensiero
    ecco questo sintetizza l'umore della maggior parte della tifoseria


    [b]COMUNICATO STAMPA. GHIGLIA (AN): “RITIRARE IL RICORSO AL TAR È UN ERRORE DI PRINCIPIO CHE LASCIA PERPLESSI MA CHIAMPARINO NON DOVEVA ABBANDONARE LA SOCIETÀ”
    Che si volevano aspettare da un sindaco ultras del toro?

  9. #9
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    La rinuncia al Tar era l'unica opzione intelligente che si potesse intraprendere (non è un caso che molti non lo capiscano... ), casomai ci si dovrebbe domandare perchè intraprendere quella via che di fatto altro non era che un bluff, una provocazione.
    Ma la risposta è semplice: negoziare. L'unico vero motivo era la sparata che desse la possibilità di avere qualche sconto di qualsiasi tipo, su quali basi ? l'unico punto a favore della Juve è il fatto oggettivo che il Milan non sia stato punito come avrebbe meritato per motivi politici.

    Su Chiamparino c'è poco da commentare, solo un povero mentecatto demente con la calotta cranica vuota può addossare responsabilità ad un sindaco. Tipico stile italiano da sottosviluppo.

  10. #10
    Veneta sempre itagliana mai
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    Citazione Originariamente Scritto da Zadig
    l'unico punto a favore della Juve è il fatto oggettivo che il Milan non sia stato punito come avrebbe meritato per motivi politici.

    .


    solo il milan? con la fiore che aveva Della Valle accusato di vero e proprio illecito con l'art.6 mentre la juve no?

 

 
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