LE SENTENZE DELL’AIA
Altri 8 mesi di stop
a Paparesta: per lui
niente campionato
6/9/2006
di Guglielmo Buccheri
ROMA. Prima che Calciopoli trascinasse il pallone italiano nel caos, Gianluca Paparesta si era guadagnato l’oscar di fischietto copertina e solo la carta d’identità gli aveva chiuso le porte per il viaggio mondiale in Germania. «E’ giovane, il futuro è dalla sua parte. Avrà tutto il tempo di vivere le emozioni di un campionato del mondo», era il ritornello in risposta ai dubbi di chi vedeva nella scelta di non inserire nella spedizione azzurra il nome dell’arbitro di Bari un’ingiustizia.
Sono passati più di 4 mesi dalla valanga di intercettazioni e la sentenza di ieri della Commissione disciplina dell’Aia segna con il rosso il cammino di Paparesta: 8 i mesi di stop decisi dai giudici di primo grado dell’Associazione arbitrale (due erano gli anni chiesti dall’accusa), una giustizia domestica che si mette in coda a quella della Corte Federale e spinge Paparesta ai margini del calcio fino al prossimo 19 giugno. Una squalifica (presto ci sarà l’appello) nata non dai fatti di Reggio Calabria, dalla notte del doppio giro di chiave con il quale Moggi chiuse nello spogliatoio il fischietto pugliese e i suoi assistenti. Paparesta «paga» le telefonate all’addetto agli arbitri del Milan, Meani, al quale chiede di portare all’attenzione di Galliani e, grazie a quest’ultimo, dell’allora premier Berlusconi un dossier su un’azienda privata che con il calcio non ha nulla a che fare, ma con l’attività di commercialista dell’arbitro sì.
Calciopoli si abbatte su un arbitro, Paparesta, alla fine giudicato due volte. La prima (le sentenze della Corte Federale) gli è costata tre mesi di inibizione che scadranno il 19 ottobre; la seconda (ieri dalla disciplinare dell’Aia) gli costerà l’intera stagione e il riconoscimento di arbitro internazionale, ma non la tessera (la radiazione scatta dai due anni di squalifica in su). L’altro arbitro a giudizio, Massimo Ciampi, se la cava con due mesi di stop già scontati, due gli anni per l’assistente Sergio De Santis, sette i mesi per Andrea Consolo.




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